Il tweet  è del 27 agosto poco prima delle 16, di Timothy J. McIntosh ed è una di quelle immagini che non ha bisogno di didascalie.  Sei donne anziane e un gatto sono per metà immerse dall'acqua dell'uragano Harvey, in una casa di riposo a Dickinson, in Texas. Tutta la regione, nei giorni scorsi, è stata colpita dal violento uragano che a oggi conta 30 vittime e circa 30.000 persone sfollate, con importanti rischi per alcune infrastrutture locali, in particolare la diga di Houston e le raffinierie di petrolio della Louisiana,  oltre a quelle in Texas, tanto che Exxon Mobil e Citgo Petroleum hanno considerato la chiusura delle attività locali.

"Hanno bisogno di aiuto", scrive nel suo tweet McIntosh e osservando la foto, che sembra un'installazione della dignitosissima fragilità della vecchiaia, si nota dolorosamente l'espressione perduta di chi, anziano, si ritrova in un'emergenza cercando di ripararsi come può, con l'unico beneficio dello stare insieme, condividere il rischio, oltre al tempo insieme.

Eppure quel tweet, strumento così lontano e sconosciuto all'interno della casa di riposo "Bella Vita", alla fine si è dimostrato salvifico: "Siamo stati molto fortunati e siamo grati per tutti i retweet, per i contatti con i media, e soprattutto la tempestività dei soccorsi. Tutti insieme, hanno salvato molte vite oggi", hanno scritto i funzionari della struttura.

E così, in un epoca in cui internet e le sue reti sociali sono sotto accusa per il continuo fomentare bile alla fine ci arriva dall'altra parte dell'oceano una storia che ci insegna come siano le persone a determinare gli strumenti e non il contrario e come twitter (così come facebook) possano essere "ponti" e non muri.

La foto delle donne dopo il salvataggio è un quadro di Picasso: pochissime guardano in camera, non sanno nemmeno di essere riprese e forse non conoscono nemmeno il motivo di quell'acqua che gli ha bagnato le ginocchia. eppure c'è la soddisfazione di essere stati utili. Con un clic. Fare del bene. Fa bene fare del bene.