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Orche iberiche e “attacchi” alle barche: nuove immagini aiutano a capire meglio il loro comportamento

Nuove riprese subacquee mostrano cosa accade quando le orche iberiche interagiscono con le barche: i giovani sembrano esplorare e giocare, ma la natura e lo scopo esatto di questo comportamento rimangono ancora da chiarire del tutto.

9 Settembre 2026
15:22
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Due orche interagiscono con l'imbarcazione dei ricercatori dell'AIMM. Foto da Castro et al., 2026

Sono ormai sei anni che le orche della popolazione iberica al largo di Gibilterra, Spagna e Portogallo interagiscono con le imbarcazioni, provocando in alcuni casi danni molto seri ai timoni e agli scafi o persino affondamenti. Questo comportamento, osservato per la prima volta in modo sistematico e continuativo a partire dal 2020, è stato spesso raccontato come un "attacco" o addirittura come una forma di "vendetta" nei confronti degli esseri umani.

Nuove riprese subacquee e uno studio pubblicato recentemente sulla rivista Marine Mammal Science, pur non arrivando a una conclusione certa, restituiscono però un quadro molto più complesso sul come e il perché avvengono queste interazioni, avvalorando le ipotesi già sostenute da molti esperti e altri studi che, di "antagonistico" o "aggressivo" hanno molto poco.

I ricercatori coordinati da AIMM, l'Associação para a Investigação do Meio Marinho, hanno analizzato sette interazioni avvenute tra il 2018 e il 2025 con una piccola imbarcazione utilizzata per le ricerche nel sud del Portogallo. In totale sono state identificate 26 orche e otto di loro hanno interagito fisicamente con il gommone: due femmine adulte e sei giovani, appartenenti a cinque diversi gruppi familiari. Le immagini sono state realizzate immergendo sotto la superficie piccole videocamere GoPro.

Tra gioco, curiosità e "mode": cosa c'è dietro le interazioni tra orche e barche

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A interagire con le barche sono soprattutto gli individui più giovani. Foto da Castro et al., 2026

Le riprese mostrano in realtà comportamenti anche molto diversi, dal semplice avvicinamento fino a spinte abbastanza forti da spostare l'imbarcazione per diversi metri. Le giovani orche giravano intorno alla barca, appoggiavano la testa sullo scafo, spingevano con il muso, emettevano bolle e, in alcuni casi, aprivano la bocca. Tutti questi comportamenti possono sembrare aggressivi dal nostro punto di vista, ma in realtà fanno parte del modo in cui questi cetacei interagiscono tra loro e da soli non bastano a sostenere che gli animali vogliano ferire le persone.

Un dettaglio importante, infatti, riguarda proprio l'età delle orche coinvolte. Nelle osservazioni analizzate l'interazione coinvolge soprattutto gli individui più giovani, mentre le femmine adulte spesso rimanevano nelle vicinanze senza partecipare. È uno degli elementi a sostegno dell'ipotesi secondo la quale alla base delle interazioni possa esserci anche curiosità o gioco, cioè un comportamento attraverso il quale gli animali esplorano l'ambiente e imparano a controllare il proprio corpo e le proprie interazioni sociali.

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I ricercatori hanno analizzato sette interazione avvenute tra il 2018 e il 2025. Foto da Castro et al., 2026

Le orche sono del resto anomali estremamente sociali e "intelligenti", capaci di sviluppare anche abitudini e comportamenti di tipo culturale. È infatti possibile anche che questo "gioco" sia sia diffuso tra le varie orche come una sorta di "moda", un po' come accaduto con i salmoni usati come "cappelli", una curiosa abitudine comparsa per la prima volta nel 1987 e poi scomparsa e riapparsa di tanto in tanto senza una motivazione apparente.

Le nuove riprese subacquee vanno nella stessa direzione: alcune delle interazioni sembrano essere nate da un avvicinamento esplorativo e poi essersi intensificate. In un caso documentato dai ricercatori, una giovane orca aveva iniziato a interagire e toccare la barca già nel 2018, due anni prima che il fenomeno diventasse evidente e sistematico. Anche altri individui avrebbero successivamente iniziato a comportarsi nello stesso modo, un ulteriore indizio di trasmissione sociale, cioè l'apprendimento di un comportamento osservando altri membri del gruppo.

Nessuna "vendetta", ma solo ipotesi: non sappiamo perché le orche si comportano così

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L'orca conosciuta come Estrella (o White Gladis) mentre "offre" una testa di tonno alle persone su una barca. Foto di WeWhale e Iberian Orca Guardians

Tuttavia, uno dei punti fermi di tutta questa vicenda è che non abbiamo certezze del perché questi cetacei facciano o meno certe cose. Con le orche e i loro comportamenti accade molto spesso ed è molto importante non trasformare un'ipotesi scientifica in una certezza. Gli stessi autori dello studio sottolineano che la causa e la funzione di questo comportamento non sono ancora state comprese del tutto. Le interazioni possono infatti avere componenti esplorative, sociali e talvolta anche agonistiche, cioè legate a una forma di confronto fisico.

In tutti gli incontri osservati, però, le orche erano impegnate anche nell'alimentazione. Questo ulteriore elemento potrebbe infatti avvalorare l'ipotesi che gli individui più giovani si stiano esercitando nella caccia. Le orche iberiche sono specializzate nella caccia al tonno rosso o pinna blu dell'Atlantico (Thunnus thynnus): i movimenti del timone, quasi sempre l'obiettivo principale delle interazioni fisiche, potrebbero servire a esercitare presa, morsi e inseguimenti. Anche in questo caso, tuttavia, si tratta solo di un'ipotesi.

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Le interazioni sono iniziate nel 2018 e si sono intensificate a partire dal 2020, probabilmente diffondendosi per imitazione e apprendimento sociale. Foto da Castro et al., 2026

La teoria che le orche iberiche "attacchino" invece le barche per vendetta dopo aver vissuto esperienze negative con le attività di pesca o le eliche è invece stata più volte smentita e scartata. Era inizialmente nata dal mito di una delle femmine più anziane e note, conosciuta come Estrella o White Gladis. Sarebbe stata lei a dare il via a questo fenomeno, ma l'ipotesi non ha mai trovato alcun riscontro, anzi.

Nel giugno scorso, la stessa Estrella è stata filmata mentre "regalava" la testa di un tonno a un'imbarcazione, attendendo una reazione da parte delle persone dell'equipaggio. Un gesto legato a curiosità o socialità che dimostra quanto sia fuorviante ridurre i loro comportamenti alla semplice categoria dell'aggressione. Se l'orca avesse vissuto un'esperienza davvero traumatica o negativa con le imbarcazioni, difficilmente si avvicinerebbe per "offrire" del cibo, un altro di quei comportamenti diffusi tra le orche e ancora da chiarire del tutto.

Una popolazione in pericolo che non può permettersi altri rischi

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Lo scorso agosto, l'orca anziana conosciuta come Toñi è stata avvistata con fori compatibili con colpi d'arma da fuoco sulla pinna dorsale. Foto di WeWhale e Iberina Orca Guardians

Tutto questo, naturalmente, non significa che le interazioni siano innocue. Un'orca di diverse tonnellate che spinge una piccola barca può facilmente danneggiarla, soprattutto quando concentra la propria forza sul timone. E anche gli animali corrono molti rischi: nelle immagini dello studio si vede un individuo pericolosamente vicino all'elica. Il problema è particolarmente delicato perché le orche iberiche rappresentano una popolazione piccola e geneticamente distinta, composta da poche decine di individui e considerata in pericolo critico di estinzione.

Ogni individuo ha quindi un peso importante per la conservazione e la sopravvivenza di questa popolazione. Gli episodi con le barche hanno purtroppo già prodotto una risposta violenta da parte di alcuni diportisti e pescatori. Negli ultimi anni sono stati usati oggetti appunti, altoparlanti che emetto forti rumori e persino esplosivi e colpi d'arma da fuoco, nel tentativo di scoraggiare o allontanare le orche.

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Le orche iberiche sono una popolazione piccola, isolata e considerata in pericolo critico di estinzione

L'ultimo caso riguarda Toñi, l'orca più anziana conosciuta della popolazione dello Stretto di Gibilterra e del golfo di Cadice. Nell'agosto 2026 è stata fotografata con segni compatibili con ferite provocate da pallini di un fucile da caccia sulla pinna dorsale. È un episodio che mostra qual è il rischio più grande di una narrazione basata sulla "vendetta" delle orche: trasformare "semplici" animali che stanno mostrando un comportamento ancora poco compreso in nemici da combattere.

Oltre il mito del "mostro": comprendere le orche per una convivenza più sicura per tutti

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La natura e lo scopo esatto di questo comportamento rimangono ancora da chiarire del tutto. Foto da Castro et al., 2026

Ribadire che le orche non sembrano avere intenzioni "aggressive" o antagonistiche nei confronti delle persone non significa negare i problemi per chi naviga. Significa, al contrario, cercare soluzioni più efficaci. Lo studio ha per esempio notato che restare fermi non riduce necessariamente l'intensità dell'interazione, mentre aumentando la velocità le orche sembravano perdere progressivamente interesse e allontanarsi. Gli stessi autori sottolineano però che servono ulteriori studi per individuare le strategie di mitigazione più sicure.

La conclusione, quindi, non è che le orche iberiche siano "buone" e che gli attacchi alle barche siano soltanto un gioco che non deve destare preoccupazione. È in realtà più semplice e, allo stesso tempo, più importante: non sappiamo ancora esattamente che cosa significhi per loro questo comportamento, per cui al momento non possiamo neppure provare a "gestirlo" o "controllarlo" con efficacia.

Questo nuovo studio e queste nuove riprese ci permettono però di osservare più da vicino sotto la superficie dell'acqua, mostrandoci una serie di interazioni fatte di curiosità, esplorazione, apprendimento e, talvolta, contatti fisici anche molto intensi e diretti. E per una una popolazione così piccola e minacciata, imparare a leggere questi segnali senza trasformarli in una storia di mostri e vendette può essere il primo passo per trovare un modo di convivere con loro più serenamente.

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