
Le orche iberiche sono tornate ancora una volta al centro dell'attenzione mediatica. Da ormai cinque anni, soprattutto in estate, questi cetacei interagiscono regolarmente con le imbarcazioni lungo le coste di Spagna, Portogallo e Gibilterra colpendo e afferrando soprattutto i timoni delle barche a vela. Le interazioni sono ormai centinaia e spesso provocano gravi danni agli scavi, con diverse barche che sono poi affondante, anche recentemente.
Questo comportamento è stato osservato per la prima volta nel 2020 e gli scienziati stanno ancora cercando di capirne le cause, che però non sembrano legate a comportamenti aggressivi o antagonisti verso gli esseri umani. Ma le stesse orche stanno facendo parlare di sé anche per un altro motivo. Una delle femmine adulte più conosciute di questa popolazione, Estrella (nota anche come White Gladis) è stata infatti filmata di recente mentre si avvicinava a un'imbarcazione con una testa di tonno tra le fauci, lasciandola poi in acqua davanti alle persone a bordo.
Le immagini sono state interpretate da molti come una sorta di "offerta" o "regalo", anche se gli esperti invitano alla prudenza: non sappiamo cosa intendesse davvero fare l'orca. Ora un nuovo racconto suggerisce che episodi simili potrebbero non essere molto più frequenti in questa particolare popolazione di orche.
Un'orca iberica "offre" un tonno intero ai ricercatori

A raccontarlo è stato Renaud de Stephanis, biologo marino e presidente di CIRCE, associazione spagnola che studia i cetacei dal 1996. In una recente intervista al quotidiano svedese Dagens Nyheter, il ricercatore ha ricordato un episodio vissuto durante un'uscita di monitoraggio al largo di Tarifa, nel sud della Spagna. Mentre si trovava a bordo dell'imbarcazione del team di ricerca, circondato da un gruppo di orche, una delle femmine più anziane si è diretta verso di lui in superficie trasportando un enorme tonno.
"Poi all'improvviso vidi una delle femmine più anziane iniziare a nuotare dritta verso di me in superficie, con un grosso tonno che pesava probabilmente duecento chili. Lo lasciò in acqua proprio sotto di me. Dopo un po', mi guardò e si allontanò di nuovo con il tonno", ha raccontato il biologo.
Anche in questo caso è impossibile sapere quale fosse il significato di questo gesto. Gli animali non possono spiegarci le loro intenzioni e attribuire loro comportamenti o intenzioni tipicamente umani rischia di essere fuorviante, semplicistico e in alcuni casi persino pericoloso. Tuttavia, episodi di questo tipo sono stati già osservati più volte in diverse popolazioni di orche in varie parti del mondo e gli scienziati hanno provato a spiegare quali potrebbero essere le possibili motivazione dietro questo comportamento.
Le orche che portano cibo alle persone in mare

Uno studio pubblicato recentemente sul Journal of Comparative Psychology ha raccolto e descritto 34 casi documentati in cui le orche si sono avvicinate spontaneamente alle persone portando con sé una preda o un altro oggetto. Tra questi figurano razze, uccelli marini, foche, tartarughe e perfino dei resti di una balena grigia. In molti casi gli animali sembravano proprio attendere una reazione da parte degli esseri umani prima di riprendere la preda o allontanarsi.
Secondo gli autori dello studio, questi comportamenti potrebbero essere legati alla naturale curiosità delle orche, alla loro elevata intelligenza, alla tendenza a sviluppare relazioni sociali stabili e molto complesse o al desiderio di entrare in contatto con noi. Per ora, però, nessuna spiegazione può essere considerata definitiva.
"È un tentativo di comunicare con noi, che non comprendiamo appieno. Non ho una spiegazione. Ma è una sensazione magica: ti rendi conto che è un animale pensante che in qualche modo cerca un contatto", ha commentato de Stephanis. Quel che è certo è che lo fanno in maniera del tutto spontanea, apparentemente senza un vantaggio pratico immediato e quasi sicuramente per sviluppare per qualche motivo un contatto con gli esseri umani.
Più studiamo le orche iberiche più facciamo fatica a capirle

Le orche iberiche sono una piccola popolazione di orche, tra l'altro in serio pericolo di estinzione, che vive tra lo stretto di Gibilterra e la costa atlantica della penisola iberica. Si alimentano quasi esclusivamente di tonno rosso (Thunnus thynnus) e hanno sviluppato tecniche di caccia molto specializzate: seguono spesso i pescherecci, arrivando persino a utilizzare le lenze come "sensori" per individuare i pesci attaccati all'amo in profondità, un altro comportamento descritto recentemente in maniera dettagliata.
Alcuni ricercatori ipotizzano anche che i timoni possano attirare la loro attenzione per motivi legati proprio alla stretta relazione tra le le loro abitudini di caccia e le imbarcazioni. Per decenni questi cetacei hanno sottratto pesci agli ami dei pescatori, imparando ad associare imbarcazioni e attrezzature da pesca a una possibile e facile fonte di cibo.
Tra le ipotesi avanzate per spiegare le interazioni con le barche resta però più probabile quella legata alla curiosità o a una forma particolare di gioco o comportamento sociale che si è poi trasmesso culturalmente come una moda tra i vari individui. Questo fenomeno, il caso di Estrella e il racconto di de Stephanis non fanno altro che confermare quanto le orche siano animali complessi e soprattuto che spesso fanno cose che sfuggono completamente alla nostra comprensione, come per esempio far "esplodere" in mille pezzi i pesci luna.