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10 Giugno 2026
10:59

L’ultimo viaggio di Timmy: i resti della megattera diventeranno biodiesel, combustibile e reperti museali

Dopo la morte della megattera Timmy al largo della Danimarca, i suoi resti saranno trasformati in biodiesel e biomassa, mentre alcune parti dello scheletro andranno al Museo di Storia Naturale di Copenaghen.

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Il corpo senza vita della megattera Timmy al largo dell’isola danese di Anholt. Foto Getty

Per settimane la storia della balena Timmy ha tenuto con il fiato sospeso migliaia di persone in tutto il mondo. La megattera, finita per arenarsi più volte nel Mar Baltico in Germania, era diventata protagonista di un tentativo di salvataggio quasi impossibile seguito giorno dopo giorno da biologi, volontari e amanti degli animali. Dopo una lunga odissea culminata con la liberazione nel Mare del Nord, però, il cetaceo è morto al largo dell'isola danese di Anholt. Ora è stato deciso anche il destino dei suoi resti.

Il corpo della balena è stato trasferito nello stabilimento dell'azienda danese Daka Denmark, specializzata nel recupero e nello smaltimento di animali di grandi dimensioni. Qui i suoi resti verranno trasformati in diversi materiali riutilizzabili, seguendo una procedura già utilizzata in altri casi simili. Restano però ancora aperte molte domande sulla sua morte.

I resti di Timmy diventeranno biodiesel, combustibile e reperti museali

Una parte importante del lavoro riguarda il grasso del cetaceo, lo spesso strato adiposo che permette alle balene di conservare calore e accumulare energia. Questo grasso verrà trattato e trasformato in biodiesel, un carburante ottenuto da materie organiche e utilizzato come alternativa ai combustibili fossili.

Le altre parti del corpo, come pelle, tendini e gran parte delle ossa, saranno invece ridotte in una polvere fine destinata alla produzione di biomassa. In questo caso il materiale verrà utilizzato come combustibile industriale, per esempio nei cementifici, dove può contribuire a produrre energia.

Non tutto, però, andrà distrutto. Alcune parti dello scheletro selezionate della megattera saranno conservate dal Museo di Storia Naturale di Copenaghen come reperti scientifici. Tra queste ci saranno parti delle pinne e del bacino, utili per studi anatomici e per future attività di ricerca ed esposizione museale.

Cosa è emerso dalla prima autopsia

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La balena Timmy quando si trovava arenata nel Mar Baltico, in Germania. Foto LaPresse

Intanto gli esperti stanno ancora cercando di capire con esattezza che cosa abbia causato la morte della balena. L'autopsia effettuata sulla spiaggia di Anholt ha però già fornito alcune informazioni importanti. La prima sorpresa è stata scoprire che Timmy, nonostante fosse stato sempre identificato in un giovane maschio, era in realtà una femmina.

Durante gli esami i ricercatori hanno trovato nell'intestino anche un pezzo di rete da pesca, ma non è ancora chiaro se abbia avuto un ruolo diretto nella morte. Potrebbe però aver contribuito al forte indebolimento dell'animale. Negli organi sono stati invece trovati alcuni parassiti, che però secondo gli esperti non sarebbero stati la causa principale del decesso.

Capire perché un cetaceo muore non è infatti sempre semplice, soprattutto quando il corpo è già in avanzato stato di decomposizione. Alcuni segni importanti, come eventuali emorragie interne o la presenza di acqua nei polmoni, possono infatti scomparire rapidamente dopo la morte. Per questo i risultati definitivi delle analisi di laboratorio arriveranno soltanto nei prossimi mesi.

Secondo molti esperti, tuttavia, la sorte della megattera era ormai segnata da tempo. La maggior parte dei biologi avevano già più volte criticato i numerosi tentativi di riportare la balena al largo, sostenendo fin dalle prime settimane che la lunga serie di spiaggiamenti e condizioni di stress protratte per settimane avevano ormai irrimediabilmente compromesso il suo stato di salute e segnato il suo destino.

La lunga agonia di Timmy

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La chiatta su cui ha viaggiato Timmy fino al Mare del Nord. Foto LaPresse

La storia di Timmy era iniziata a fine marzo, quando la balena era stata trovata per la prima volta bloccata su un banco di sabbia nel Baltico e liberata da alcune reti da pesca. Nelle settimane successive la megattera si era poi arenata più volte lungo le coste tedesche.

Alla fine di aprile un'iniziativa finanziata da privati aveva organizzato un complesso trasferimento verso il Mare del Nord utilizzando una speciale chiatta. L'obiettivo era riportare il cetaceo in acque più adatte, lontano dal Baltico, un mare relativamente chiuso, poco profondo e con bassa salinità, dove le megattere raramente riescono a sopravvivere a lungo. Dopo la liberazione avvenuta il 2 maggio, però, la balena è stata ritrovata morta meno di due settimane dopo.

Restano però ancora aperte diverse domande sugli ultimi giorni di vita dell'animale. Durante l’autopsia è stato recuperato anche il tracker applicato al cetaceo durante le operazioni di salvataggio. I dati registrati potrebbero aiutare i ricercatori a ricostruire i movimenti della megattera e capire meglio cosa sia successo negli ultimi giorni prima della morte.

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