
Una piccola tartaruga con due teste è nata a Cape Cod, una penisola nello stato americano del Massachusetts. Appartiene alla specie Malaclemys terrapin, una tartaruga acquatica che vive soprattutto nelle paludi salmastre e negli estuari lungo la costa atlantica degli Stati Uniti. Si tratta di un caso molto raro di bicefalia, o dicefalia, un'anomalia dello sviluppo dell'embrione che porta alla formazione di due teste sullo stesso corpo. Ed è già il terzo caso arrivato negli ultimi cinque anni al centro di recupero della fauna selvatica di Cape Cod.
La tartarughina è stata trovata a settembre in un sito di nidificazione protetto a Wellfleet, dai volontari del Mass Audubon Wellfleet Bay Wildlife Sanctuary, un'organizzazione impegnata nella tutela della natura. Il 17 settembre è stata poi trasferita al Cape Wildlife Center di Barnstable, dove veterinari ed esperti stanno monitorando le sue condizioni di salute, la crescita e il comportamento.
Nonostante la particolarità anatomica, la piccola tartaruga sembra per il momento stare bene. Le due teste sono entrambe ben sviluppate, anche se condividono lo stesso corpo e lo stesso carapace. I veterinari dovranno ora capire se e come riescono a coordinarsi, soprattutto durante gli spostamenti e l'alimentazione. In natura, infatti, gli animali con due teste difficilmente riescono a sopravvivere, perché i due cervelli possono inviare comandi differenti allo stesso corpo.
Cos'è la bicefalia e perché alcuni animali nascono con due teste
La bicefalia, chiamata anche dicefalia, è una rara malformazione congenita che si verifica durante le prime fasi dello sviluppo embrionale. In sostanza, un animale sviluppa due teste anziché una, che possono essere collegate a un unico tronco oppure ad altre parti del corpo parzialmente duplicate.
Una delle possibili cause è che l'embrione inizi a dividersi per formare due gemelli identici, ma che questa separazione non venga poi completata. Il risultato è simile a quello dei gemelli siamesi: due individui che rimangono fisicamente uniti e che, nei casi di bicefalia, condividono almeno una parte del corpo. In altri casi, l'anomalia può anche derivare dalla fusione incompleta di due embrioni inizialmente distinti.

A seconda di come avviene lo sviluppo e di come sto viene influenzato da fattori ambientali, possono poi formarsi anche organi interni duplicati, due colonne vertebrali oppure arti aggiuntivi. Non tutti gli animali con due teste, quindi, presentano le stesse caratteristiche. Le cause precise non sono infatti sempre note. Possono entrare in gioco fattori genetici, ma anche fattori esterni che interferiscono con lo sviluppo dell'embrione, come temperature anomale o l'esposizione a determinate sostanze chimiche.
Avere due teste, in ogni caso, rappresenta quasi sempre uno svantaggio che difficilmente può essere superato in natura. I due cervelli possono avere difficoltà a coordinare i movimenti e due teste possono persino entrare in conflitto durante l'alimentazione. Per questo, in natura, praticamente tutti gli animali con due teste muoiono poco dopo la nascita o comunque prima di raggiungere l'età adulta.
Tartarughe e altri rettili sviluppano più spesso due teste

La bicefalia è stata documentata in tantissimi gruppi animali, compresi pesci, uccelli e mammiferi, ma sembra essere moto più comune proprio nei rettili, soprattutto serpenti, gechi e appunto tartarughe. Una possibile spiegazione potrebbe essere legata alla loro particolare biologia riproduttiva. Molti rettili depongono numerose uova che si sviluppano spesso all'esterno del corpo materno, esposte a condizioni ambientali che possono influenzare la formazione dell'embrione.
La temperatura, per esempio, ha un ruolo particolarmente importante nello sviluppo di molti rettili e, in alcune specie come le tartarughe, determina anche il sesso dei piccoli. Nei mammiferi, invece, buona parte delle anomalie embrionali più gravi porta invece molto spesso all'interruzione della gravidanza e alla morte del piccolo prima della nascita.
Nei rettili ovipari, al contrario, un embrione con una malformazione può arrivare più facilmente alla schiusa, rendendo i casi di bicefalia più comuni da osservare. Anche il numero elevato di uova deposte da molte specie contribuisce ad aumentare le probabilità che nascano individui con anomalie dello sviluppo. Questo, però, non significa necessariamente che la bicefalia si verifichi biologicamente più spesso nei rettili: potrebbe anche essere semplicemente più facile da osservare.
Gli animali che nascono con due teste vengono sempre recuperati e accuditi all'interno di centri di recupero e istituti di ricerca, sia per poterli accudire e monitorarli durante la crescita, ma anche per permettere agli esperti di studiare più da vicino questo fenomeno così raro. Attualmente, l'animale con due teste più longevo è una testuggine greca (Testudo graeca) di nome Janus. Nata nel 1997, è ancora viva e in perfetta salute e si trova al Museo di Storia naturale di Ginevra, in Svizzera.