
Al Georgia Sea Turtle Center, centro di riabilitazione per tartarughe marine sull'isola di Jekyll, negli Stati Uniti, è arrivata qualche mese fa una piccola paziente davvero speciale: un ibrido tra due specie diverse di tartarughe marine. Il rettile è arrivato dall'acquario di Boston insieme a otto individui di tartaruga di Kemp (Lepidochelys kempii), una specie considerata dalla IUCN in pericolo critico di estinzione.
La piccola aveva subito una sorta di ipotermia causata dal brusco abbassamento della temperatura dell'oceano in autunno, cosa che può essere letale per questi rettili marini se non vengono recuperati in tempo. Al momento dell'arrivo, il personale del centro ha però notato qualcosa di strano. Invece di assomigliare a una comune Caretta caretta – la specie indicata nei documenti di trasferimento – la tartaruga aveva caratteristiche fisiche a meta strada con una tartaruga di Kemp.
Un ibrido tra tartaruga di Kemp e Caretta caretta

Possedeva un becco uncinato uncinato tipico della Kemp e il carapace rotondo con creste, mentre le caretta hanno di solito il guscio simile alla forma di cuore. Lo staff le ha dato così un nome molto particolare: Earl Grey, come il tè che viene dalla miscela di foglie diverse. Il campione di sangue inviato all'Università della Georgia per l'analisi genetica ha poi confermato che Earl Grey è un ibrido di prima generazione, con padre caretta e madre tartaruga di Kemp.
Si tratta del primo ibrido mai arrivato nel centro, anche se non è il primo caso del genere. Gli ibridi tra specie diverse di tartarughe marine non sono impossibili e sono stati già osservati in passato, ma rimangono comunque eventi rari. Proprio recentemente, in Australia sono nate altre tartarughine ibride, questa volta frutto dell'incrocio sempre tra una Caretta caretta e una tartaruga verde (Chelonia mydas).
Perché le tartarughe marine si ibridano

Gli incroci avvengono più spesso quando gli areali e i siti di nidificazioni di due specie diverse si sovrappongono, rendendo gli incontri più comuni. Negli ultimi anni, infatti, stiamo assistendo a una rapida espansione della Caretta caretta in tutto il mondo, anche qui in Italia, favorita sia da una maggiore tutela che dall'innalzamento globale delle temperature causato dalla crisi climatica.
È perciò possibile che in futuro potrebbero aumentare anche le osservazioni di individui ibridi, le cui conseguenze per la conservazione delle altre specie sono tutt'ora ignote e inesplorate. Nel frattempo Earl Grey, descritta dallo staff come vivace e sempre affamata, ha recuperato rapidamente, fino a quando non è arrivato il girono tanto atteso: il ritorno in mare.
Il ritorno in mare di Earl Grey

Earl Grey è stata infatti liberata lo scorso 28 maggio nell'Oceano Atlantico, non prima però che le venisse applicato sul carapace un dispositivo GPS che permetterà agli esperti di seguire tutti i suoi spostamenti. Tutti i dati raccolti aiuteranno sia a capire se e come la tartaruga riuscirà a cavarsela, ma anche ad approfondire il suo comportamento, cosa piuttosto rara da poter fare con gli ibridi.
Per il momento Earl Grey di nuovo libera nell'oceano, completamente ignara del peso che si porta dietro e dell'unicità della sua storia di ibrido tra due specie diverse. Perlomeno dal nostro punto di vista.