UN PROGETTO DI

La rotta inedita e la morte di un grifone: per la prima volta un esemplare era giunto all’isola d’Ischia

Il giovane grifone GyPS, rilasciato nell’Appennino centrale, è stato trovato morto al largo di Ischia. Il GPS ne ha documentato la rotta inedita: si attendono gli esiti dell’autopsia per chiarire le cause del decesso.

20 Ottobre 2026
10:58
Immagine

"Quando all’alba di domenica correvo verso il traghetto per Ischia, sapevo che le probabilità di trovarlo vivo erano ridotte al lumicino, e anche durante le ricerche in mare le speranze di scorgere un movimento vitale erano pressoché nulle. Mi sono lanciato comunque in questa missione perché credo fermamente che, per la tutela della biodiversità e delle specie a rischio, si debbano abbandonare le timidezze e agire con assoluta convinzione: non provarci significa togliere in partenza ogni speranza. Ora attendiamo con apprensione gli esiti dell'autopsia. Spero con tutto il cuore che non sia stato un atto di bracconaggio o un colpo di arma da fuoco a condannare questo straordinario animale".

Le parole di Rosario Balestrieri, ornitologo della Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli, descrivono i momenti finali di un'operazione volta al salvataggio di un grifone chiamato "“GyPS”, nome che gli era stato dato fondendo il genere tassonomico (Gyps fulvus) e il segnale satellitare che ne ha tracciato il destino. Il suo cadavere è stato ritrovato domenica mattina al largo dell‘isola d'Ischia:  galleggiava ormai esanime sull'acqua. "Sarebbe inaccettabile pensare che l'ignoranza o la crudeltà di una persona possano vanificare gli sforzi corali di quanti lavorano ogni giorno per proteggere la natura e salvare specie minacciate", aggiunge l'esperto che ha appunto recuperato il corpo e seguito tutte le fasi dell'operazione nata nel momento in cui i dati telemetrici dell'esemplare avevano segnalato una traiettoria del tutto insolita che ha portato il giovane avvoltoio a sorvolare l'isola d'Ischia.

Ed è questo uno degli aspetti, nonostante l'esito infausto, più interessante per gli ornitologi che seguono diversi esemplari nell’ambito delle attività di monitoraggio e conservazione della specie di Rewilding Apennines. Gyps ha percorso una rotta inedita verso il golfo di Napoli e per la prima volta nella storia ornitologica recente, un avvoltoio grifone  ha raggiunto Ischia. Il giovane rapace, un maschio di circa due anni e mezzo, non era ancora giunto alla maturità riproduttiva ed era equipaggiato con un trasmettitore satellitare GPS per monitorarne gli spostamenti. Dopo giorni di localizzazioni anomale al largo, una mobilitazione congiunta tra scienziati, istituzioni e marineria locale ne ha recuperato poi il corpo senza vita.

“I movimenti erratici e di dispersione a lungo raggio sono un comportamento tipico ed ecologicamente fondamentale nei grifoni prima del raggiungimento della maturità sessuale – spiega Nicolò Borgianni, Vulture Field Officer di Rewilding Apennines – che gli permettono di esplorare nuovi territori, mantenendo il flusso genico tra le popolazioni, ma espongono gli individui a notevoli rischi e  elevati tassi di mortalità.  I grifoni sono infatti degli specialisti del volo passivo, e riescono a percorrere lunghissime distanze senza quasi battere le ali, sfruttando correnti ascensionali e venti, condizioni che vengono a mancare durante il sorvolo di grandi specchi d’acqua, rendendo l’attraversamento di tratti di mare particolarmente rischioso, in special modo per un giovane grifone inesperto. Episodi come questo, per quanto dolorosi nell'esito, dimostrano l'importanza cruciale del monitoraggio GPS per comprendere a fondo le rotte, le minacce e i corridoi ecologici di questi grandi veleggiatori, affinché le strategie di conservazione possano essere sempre più mirate ed efficaci”.

Gyps era uno dei 25 individui spagnoli rilasciati in Appennino centrale a settembre del 2026. Questi avvoltoi fanno parte di un progetto di rafforzamento della popolazione locale che avrà una durata triennale e che prevede il rilascio di circa 60 esemplari in totale. Il progetto ha lo scopo di stabilizzare la popolazione appenninica e ridurne la vulnerabilità nel lungo periodo. Tutti gli individui rilasciati sono dotati di trasmettitori satellitari GPS, che permettono di seguire i movimenti degli animali e intervenire in caso di avvelenamento o bracconaggio.

Sfondo autopromo
Segui Kodami sui canali social
api url views