
I barbagianni stanno diventando più rossicci e hanno sempre più macchie scure sul piumaggio. Non tutti, naturalmente, ma quelli che vivono in Svizzera sì. Negli ultimi 30 anni, questi rapaci notturni hanno infatti cambiato gradualmente aspetto e ora, grazie all'analisi del DNA di oltre 3.000 individui, i ricercatori dell'Università di Losanna hanno dimostrato che dietro questa trasformazione c'è un vero e proprio processo di evoluzione per selezione naturale in atto.
Lo studio, pubblicato sulla rivista Nature Communications e a cui hanno partecipato anche ricercatori italiani, è uno dei pochi a documentare con precisione genetica l'evoluzione di una popolazione in natura nell'arco di poche generazioni. Un esempio molto concreto di come l'evoluzione non sia sempre un processo lento che richiede migliaia o milioni di anni, ma come possa avvenire anche velocemente e sotto ai nostri occhi.
I barbagianni svizzeri stanno diventando più rossicci e maculati

Il barbagianni (Tyto alba) è uno dei rapaci notturni più riconoscibili, soprattutto per il caratteristico disco facciale a forma di cuore. Il suo piumaggio notoriamente candido, però, può variare moltissimo da un individuo all'altro. Alcuni sono quasi completamente bianchi, altri hanno sfumature dorate o rossicce, invece il petto e il ventre possono essere picchiettati da un numero variabile di piccole macchie scure. Questo fenomeno, presente anche in molte altre specie, è conosciuto come polimorfismo.
Queste differenze non riguardano soltanto l'aspetto. Studi precedenti hanno infatti dimostrato che la colorazione del piumaggio è associata anche ad alcune caratteristiche ecologiche e comportamentali. I barbagianni più bianchi, per esempio, riescono a sfruttare meglio la luce della Luna durante la caccia, mentre quelli più rossicci tendono ad avere abitudini leggermente diverse. Anche le macchie scure sembrano avere un significato biologico: gli individui che ne possiedono di più grandi mostrano una maggiore capacità di affrontare determinate condizioni di stress, come la scarsità di cibo o la presenza di parassiti.

Analizzando i dati raccolti per decenni sul campo, i ricercatori del gruppo di Alexandre Roulin hanno scoperto che nella popolazione svizzera queste caratteristiche sono cambiate progressivamente nel tempo e che i barbagianni sono diventati mediamente più rossicci e più maculati. Per capire cosa stesse accadendo, il gruppo guidato da Tristan Cumer ha sequenziato il genoma completo di oltre 3.000 individui, analizzando alcune regioni del DNA associate alla pigmentazione. Tra queste c'è anche MC1R, un gene già noto per il suo ruolo nella colorazione di pelle, peli e piume.
Gli autori hanno poi confrontato i cambiamenti genetici osservati con diversi scenari ipotetici in cui veniva simulata l'evoluzione nel tempo, scoprendo attraverso complessi calcoli e modelli statistici che il piumaggio sempre più rossiccio non poteva essere spiegato semplicemente attraverso processi casuali, ma che era guidato dagli effetti della selezione naturale.
Perché i barbagianni stanno diventando più scuri?

Dimostrare che la selezione naturale sta modificando il piumaggio dei barbagianni è una cosa, capire perché stia accadendo è però tutt'altra faccenda. Su questo punto, infatti, gli autori non hanno ancora una risposta definitiva. Una delle ipotesi riguarda i cambiamenti nella disponibilità di prede. I barbagianni più rossicci tendono a cacciare di più le arvicole, mentre quelli più bianchi catturano più spesso topi. Una variazione nell'abbondanza di questi roditori potrebbe quindi aver favorito alcuni individui rispetto ad altri.
L'aumento delle macchie scure potrebbe invece essere legato a condizioni ambientali diventate più stressanti. Ma c'è anche un'altra possibilità: la selezione naturale potrebbe non agire direttamente sul colore del piumaggio, bensì su altre caratteristiche biologiche associate agli stessi geni. Il gene MC1R, per esempio, è coinvolto non soltanto nella pigmentazione, ma anche in alcune risposte allo stress e nei comportamenti aggressivi. I barbagianni potrebbero quindi diventare più rossicci come conseguenza indiretta della selezione di altre caratteristiche vantaggiose.

Per chiarire questi aspetti, i ricercatori continueranno a studiare la popolazione svizzera, anche attraverso l'analisi automatizzata delle fotografie e la ricostruzione genetica della colorazione di individui morti molto giovani. L'obiettivo è infatti capire se le differenze nei colori o nelle macchie siano effettivamente associati a una maggiori probabilità di sopravvivenza.
Lo studio dimostra però soprattutto quanto velocemente possano evolvere e cambiare le popolazioni in natura. In appena dieci generazioni, la selezione naturale ha già lasciato tracce riconoscibili nel DNA e nell'aspetto degli uccelli. Un processo evolutivo così rapido che potrebbe rivelarsi importante anche di fronte ai cambiamenti ambientali e climatici in corso. Non significa necessariamente che tutte le specie riusciranno ad adattarsi, ma racconta bene come l'evoluzione non sia soltanto qualcosa che è accaduto in passato o che avviene lentamente: è un processo continuo, spesso anche rapido, e che possiamo osservare talvolta anche in diretta.
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