UN PROGETTO DI
video suggerito
video suggerito
30 Settembre 2026
10:09

Cuccioli e bambini, convivenza più difficile del previsto per una famiglia su tre: lo studio

Prendere un cucciolo senza conoscere l'etologia canina e senza educare i figli al rispetto può trasformare la convivenza in una fonte di difficoltà. I dati emergono da una ricerca in Gran Bretagna relativamente agli acquisti di animali fatti durante la pandemia da Covid-19.

Immagine

"Lo prendo cucciolo così lo cresco come dico io". Ma poi se non si sa nulla dell'etologia di un cane, di cosa ha bisogno e di quali sono le sue necessità da appagare proprio la vita con un piccolo quattro zampe diventa una storia spesso costellata di difficoltà e crisi familiari.

Uno studio britannico ha ora, ancora una volta, fatto emergere quanto l'inconsapevolezza continui ad essere l'elemento discriminante che determina il fallimento dell'inserimento di un cane in una famiglia, a maggior ragione se si tratta di un cucciolo che ha bisogno di imparare tutte le coordinate necessarie per diventare un adulto normo comportamentale.

Secondo un team di ricercatori del Dipartimento di Scienze Cliniche e Servizi del Royal Veterinary College di Hatfield nel Regno Unito una famiglia su tre ha dichiarato che aver scelto di comprare (nella ricerca sono state escluse le adozioni) un cucciolo è risultato più difficile del previsto. Lo studio, che è stato appena pubblicato, ha considerato poi l'ingresso del componente a quattro zampe in un nucleo familiare in un periodo decisamente particolare, in cui molti hanno deciso di prendere un animale con sé a causa dell'obbligato isolamento sociale: durante la pandemia da Covid-19. 

Diversi studi hanno già stabilito quanti cani hanno subito gli effetti deleteri di quel periodo: scelte dovute all'esigenza del momento, ovvero da parte di persone che hanno pensato così di compensare la mancanza di attività fuori dalle mura di casa con la presenza di animali, spesso poi anche credendo di agire al meglio soprattutto nei confronti dei bambini. 

Ora questa ricerca scoperchia il vaso relativamente alle concrete difficoltà che le persone hanno dovuto invece affrontare nella vita quotidiana proprio nel rapporto tra cani e bimbi, quando si sono resi conto che un animale non è un giocattolo e che va seguito e rispettato in quanto essere vivente dotato di emozioni, cognizioni e desideri specie specifici.

Famiglie, bambini e cuccioli: cosa emerge dallo studio inglese

I ricercatori hanno intervistato alcune famiglie nel Regno Unito con figli di età compresa tra gli otto e i 17 anni: sono state raccolte le risposte di 382 adulti e 216 bambini e sia i genitori che i figli hanno riferito di trarre felicità dall'avere un cane in casa. Inoltre, la maggior parte dei bambini si sentiva confortata dal proprio cane e molti lo descrivevano come il loro migliore amico.

Il dato di fatto però è che quasi la metà dei partecipanti allo studio ha segnalato che il proprio figlio non si è impegnato con il cane quanto previsto. Molti degli adulti intervistati hanno ammesso di essere rimasti sorpresi dalla difficoltà di stabilire dei limiti sicuri tra il cucciolo e i loro figli. I casi più citati di scorrette interazioni hanno evidenziato difficoltà che hanno portato a morsi e salti addosso, comportamenti che i più piccoli poi hanno segnalato come aspetti negativi del vivere con un cane e che, cosa che ormai non dovrebbe più sorprendere, sono risultati "particolarmente inaspettati" per chi ha adottato per la prima volta.

Lì dove sembra che i genitori avessero capito che fosse necessario insegnare ai bambini le regole per un'interazione sicura con il cucciolo, è emerso che i figli ignoravano o interpretavano male il linguaggio del corpo del cane che invece chiaramente indicava il suo stato di disagio. Persino comportamenti associati all'aggressività canina, come ringhiare e mordere, non hanno portato i bambini a migliorare il loro approccio con gli animali di famiglia.

Educazione come punto di partenza per relazioni migliori

Il punto dunque è che l'educazione è un fondamento che riguarda in primis le relazioni umane e poi quelle interspecifiche. Di fronte a situazioni nelle quali il bambino cresce insieme al cane di famiglia, i genitori devono essere capaci di comprendere che ci sono due individui che stanno svolgendo un percorso che cambierà decisamente i loro "connotati" di base e affrontare entrambi con un approccio che preveda eventualmente anche il supporto di un esperto, lì dove i dati estrapolati nella ricerca attestano appunto l'incapacità di trasferire le corrette informazioni ai bambini a fronte della mancanza di un cambiamento nel comportamento nei riguardi del cane.

Questo studio, come altri, ci continua a ricordare inoltre che un cane non è una soluzione a un disagio psicologico tanto individuale quanto di un'intera famiglia. Un animale può certamente diventare una fonte importante di affetto, compagnia e benessere, soprattutto per i bambini, ma il suo ingresso in casa produce anche un insieme di responsabilità che possono andare nella direzione opposta rispetto alle aspettative iniziali.

Sfondo autopromo
Segui Kodami sui canali social
api url views