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22 Luglio 2026
11:42

Al tuo cane fa bene frequentare i suoi simili: area cani o asilo, scegli luoghi dove è garantito il suo benessere

Un articolo scientifico conferma che i cani hanno bisogno di relazioni sociali di qualità con i propri simili. Attenzione però: non basta portarli in area cani o all’asilo, contano esperienze positive e rispettose delle esigenze del singolo individuo.

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Il cane è un animale altamente sociale e stare insieme ai suoi conspecifici aumenta il suo livello di benessere. Ma sebbene si sappia in linea di massima che questa è una caratteristica tipica del "miglior amico dell'uomo", spesso si induce in due errori. Da una parte c'è chi limita costantemente le interazioni del proprio compagno a quattro zampe e dall'altra c'è chi invece ritiene che possa stare serenamente in area cani o in un asilo, ad esempio, senza preoccuparsi però della qualità dell'esperienza.

A mettere in chiaro come stanno le cose è un articolo scientifico pubblicato su PubMed in cui viene presa in considerazione proprio la necessità che i cani di famiglia, nelle nostre società occidentali, hanno di esperire la loro vita sociale e quanto l'assenza di contatti diretti con conspecifici comporti problemi alla sfera comportamentale.

Già solo nel titolo della pubblicazione si evidenzia il senso dell'importanza della socialità per i cani: "Vite disconnesse: reti sociali e regolazione emotiva nei cani domestici". In pratica le autrici sottolineano quanto la maggior parte dei cani da compagnia vivano da soli in casa e hanno poche opportunità di instaurare rapporti intraspecifici duraturi. "Raramente hanno creano legami solidi con i propri simili",  sottolineano le esperte che mettono in evidenza anche quanto siano privati della possibilità di scegliere tra tutte le limitazioni cui sono costretti: guinzagli, ascensori, appartamenti piccoli, parchi affollati e "molte occasioni di incontro, ma brevi e superficiali".

Nell'articolo viene fatta anche una comparazione con i cani liberi che organizzano ancora autonomamente la propria vita sociale e quanto soffrano nel momento in cui per qualche motivo ne vengono privati, proprio per sottolineare la necessità e la capacità di questi animali di stabilire delle relazioni sociali.

Secondo le autrici "un contatto positivo tra cani può attenuare lo stress, mentre una socializzazione precoce inadeguata aumenta la paura e la reattività. Il confronto con i cani che vivono in libertà, che mantengono reti sociali flessibili, evidenzia i potenziali costi della vita sociale estremamente limitata dei cani da compagnia. I cani che vivono in libertà, pur rimanendo in piccoli gruppi flessibili, dimostrano cosa si perde quando questo sistema sociale scompare".

Un'analisi di questo tipo, calata nel contesto quotidiano della maggioranza dei cani che vivono nelle società occidentali come la nostra, significa riuscire a comprendere che un cane ha bisogno di fare il cane, semplicemente. Ciò include appunto dargli la possibilità di esperire la sua natura sociale e riuscire a trovare la modalità adatta, però, a quel singolo individuo. Perché il rischio è che senza una dovuta conoscenza, e in assenza di una guida come un educatore cinofilo ad esempio, si finisca come accade spesso di vedere nelle aree cani di qualsiasi parco cittadino: cani lasciati a se stessi all'interno di situazioni con conspecifici con cui non avrebbero mai scelto di stare.

Perché questo è un'altra riflessione importante da fare quando si leggono testi come quello di cui stiamo parlando: la base comune sulla socialità del cane è sicuramente un dato di fatto ma c'è bisogno che in assenza di quella totale libertà cognitiva che hanno i randagi rispetto ai cani di famiglia sia il caregiver a supportare e facilitare le relazioni da instaurare per il suo cane.

Ed ecco dunque che dalla scienza si passa alla pratica, con un consiglio molto chiaro e una domanda che nasce legittima: gli asili per cani sono una soluzione? Assolutamente sì, a patto che si sappia bene come vengono gestiti. Troppi sono i casi di luoghi che promettono esperienze appaganti ai "cani di proprietà" e poi invece gli animali vengono semplicemente messi dentro a dei recinti, poco seguiti ma soprattutto, come appunto accade in area cani, obbligati a frequentare conspecifici con cui per loro scelta non avrebbero magari mai voluto a che fare.

Il senso profondo della socialità di Fido è da riscontrare tanto in un'innata propensione a vivere rapporti con gli altri quanto nel riuscire a comprendere se e come il singolo individuo vuole esperire questa sua vocazione. La scelta migliore, dunque, è fidarsi di chi ad esempio in un centro cinofilo vi chiede di essere presente durante i primi incontri e nel verificare al rientro a casa, giorno dopo giorno, gli effetti di quella esperienza. Un cane appagato sarà sempre felice di tornare dove è stato bene, ma sta alla persona di riferimento "leggere" le emozioni del proprio compagno che si esplicano in modo chiaro già solo osservandolo nel percorso verso l'asilo, nell'accoglienza che riserva alle persone che ci lavorano, nella gioia che manifesta quando incontra i suoi amici cani. Osservate ad esempio la postura: la posizione della coda, che non deve essere solo scondinzolante perché significhi che sia felice, ma ad esempio avere un'ondulazione ampia e morbida e guardate l'assetto dell'intero corpo che deve essere in asse, né schiacciato verso il basso né "impettito" come se dovesse affrontare uno scontro.

Attenzione poi maggiore deve essere prestata quando si va in area cani, dove la mancanza di educatori decisamente falsa la percezione, in assenza appunto di chi per mestiere ha la capacità professionale di interpretare la comunicazione canina. Troppi sono gli animali che vengono letteralmente "lanciati" nei recinti cittadini e tipico è vedere le persone chiacchierare tra di loro mentre i loro amici a quattro zampe non si stanno affatto divertendo ma magari si contendono risorse, vengono bulizzati o si isolano sotto una panchina per evitare contatti con conspecifici per cui provano vere e proprie antipatie o di cui hanno magari paura.

Questi sono solo piccoli consigli ma fondamentale resta l'indicazione data nell'articolo: avere dei rapporti con altri individui della stessa specie è fondamentale e aiuta il cane a vivere con più serenità la quotidianità. Ricordandoci sempre che, come scrivono le esperte "i cani domestici non sono solo animali altamente sociali, ma anche animali autoregolatori. Il loro equilibrio emotivo dipende dalla stabilità dei legami sociali e dai meccanismi che li sostengono nel tempo. Comprendere la socialità canina richiede più che contare le interazioni; significa chiedersi come le relazioni regolino le emozioni e il comportamento".

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