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5 Novembre 2026
7:50

Circhi, le nuove linee guida della Regione Campania per la tutela degli animali

La Campania approva nuove linee guida per rafforzare i controlli sul benessere degli animali nei circhi, mentre resta ancora inattuata la legge nazionale del 2022 per superarne l’utilizzo negli spettacoli.

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Per fermare definitivamente i circhi o gli spettacoli in cui sono utilizzati gli animali basterebbe poco. Quel poco, in realtà, non si fa da tempo perché per ben tre volte è stata rimandata l'attuazione della legge delega 106/2022 che contiene la parola fine a questo tipo di sfruttamento.

Regioni e Comuni così, in attesa che il Governo si ricordi di fare il suo dovere – e ad oggi "l'appuntamento" con l'approvazione è al 31 dicembre prossimo – fanno ciò che possono nell'ambito delle loro funzioni per fermare gli attendamenti di chi negli spettacoli ancora utilizza animali.

E' arrivato ora il turno della Regione Campania che ha emanato delle nuove linee guida, approvate in Giunta, in cui sono stati introdotti dei criteri uniformi di valutazione e un "Indice di Rischio" che dovranno compilare i servizi veterinari in caso di attendamento di circhi, mostre faunistiche itineranti, esposizioni temporanee, esibizioni e spettacoli con animali.

“Non possiamo considerare normale che gli animali siano costretti a vivere o a esibirsi in condizioni incompatibili con la loro natura e con le esigenze del loro benessere. L’intrattenimento non può giustificare situazioni di sofferenza o condizioni di detenzione inadeguate”, ha dichiarato l’assessora regionale alla Tutela degli animali, Fiorella Zabatta.

Il processo per arrivare a questo provvedimento ha radici lontane, con una forte pressione svolta dalle associazioni animaliste locali, soprattutto dalle iniziative portate avanti dalle educatrici cinofile Patrizia Colone e Veronica Garofalo sul territorio e dal lavoro istituzionale svolto dall'ex consigliera regionale con delega al benessere animale Roberta Gaeta.

Il provvedimento definisce un sistema coordinato di strumenti tecnico-operativi finalizzato a rendere più omogenee, tracciabili ed efficaci le attività di verifica e controllo svolte dai Servizi Veterinari delle Aziende Sanitarie Locali, rafforzando il raccordo istituzionale con i Comuni e le altre Autorità competenti.

Ad esempio è stata introdotta una check-list tecnico-veterinaria regionale e un Indice di Rischio, espresso su una scala da 0 a 100, che considera fattori tra cui le caratteristiche degli animali, la loro movimentazione, la documentazione, le condizioni strutturali e i precedenti dell’operatore.

“Con questa delibera compiamo un passo concreto in tale direzione. Mettiamo a disposizione dei Comuni e dei Servizi Veterinari delle ASL strumenti operativi condivisi. Vogliamo che la tutela del benessere animale sia assicurata attraverso criteri rigorosi e uniformi in tutta la Campania, evitando che differenze nelle modalità operative possano compromettere l’efficacia della vigilanza – ha sottolineato l'Assessora Zabatta – La nostra attenzione riguarda non soltanto gli aspetti sanitari e documentali, ma anche le condizioni strutturali in cui gli animali vengono custoditi, la loro movimentazione e tutti gli elementi che possono incidere sul loro benessere. Gli animali sono esseri senzienti e il loro benessere non può essere subordinato alle esigenze dello spettacolo".

Come ha poi aggiunto la responsabile dell'assessorato al benessere animale, la delibera della Regione Campania non ha introdotto nuovi divieti, ma si è puntato a dotare di maggiri strumenti di tutela e di vigilanza chi è incaricato a verificare le condizioni in cui gli animali vengono tenuti e trattati.

Su Kodami abbiamo trattato l'argomento diverse volte e pochi mesi fa abbiamo anche pubblicato una video inchiesta su Fanpage in cui abbiamo documentato, insieme a LAV e Fondazione Franz Weber, immagini raccolte all'interno di un circo in cui il sistema si poggia sull’uso della forza e sulla detenzione degli animali in spazi inadeguati con tanto di utilizzo di fruste e botte anche a mani nude.

La delibera della Regione Campania si inserisce in un flusso di iniziative da parte delle istituzioni locali in diverse parti d'Italia per arginare qualcosa che  può essere in qualche modo solo ostacolato e non fermato del tutto, considerando appunto che la legge a livello nazionale c'è dal 2022 e che dunque sono 4 anni che ancora non viene attuata. La Campania arriva a questa decisione dopo Emilia Romagna, Lazio e Lombardia.

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