
Erano state raccolte più di 6500 firme raccolte per chiedere di fermare definitivamente la pratica dell'accattonaggio con animali al seguito. E ora la Regione Lombardia risponde, considerando la mobilitazione avvenuta per ricordare a Palazzo Marino dell'istanza di tanti cittadini. Ieri la Commissione Sanità del Consiglio regionale ha approvato un emendamento all'Assestamento di Bilancio che prevede di modificare l'attuale dettato della Legge Regionale 33/2009 in cui è già normata la fattispecie, rendendola in buona sostanza non praticabile.
Su tutto il territorio regionale era già previsto appunto il dettato normativo all'articolo 105 che vieta la pratica dell'accattonaggio esibendo animali di età inferiore a dodici mesi, animali in stato di incuria, di denutrizione, in precarie condizioni di salute, comunque sofferenti o in condizioni tali da suscitare pietà. Ora il nuovo intervento allarga le ipotesi e inasprisce le pene. In particolare la multa minima aumenta a 900 euro, lì dove ora la sanzione prevista è di 150 euro e fino a un massimo di 1800 euro. Nell'emendamento è previsto anche il sequestro cautelare dell'animale. Ad ora si tratta di una proposta di modifica che dovrà vedere poi l'attuazione da parte del Consiglio Regionale.
La vita delle persone in strada con al fianco degli animali si muove su due binari paralleli. Da una parte ci sono persone per cui il cane, soprattutto, è l'anima della propria famiglia. Si tratta di legami sinceri e stabili, in cui chi è senza dimora pensa prima all'animale che a se stesso, come abbiamo ad esempio testimoniato su Kodami raccontando la storia di Daniele che viveva in strada a Napoli e aveva più volte rinunciato a sottoporsi ad un intervento chirurgico per non abbandonare i suoi animali. Da tutt'altra prospettiva, invece, c'è chi sfrutta non solo i cani ma anche le persone in quello che è un vero e proprio racket dell'accattonaggio con animali: bande criminali, soprattutto dell'est Europa, che obbligano donne e uomini a fare l'elemosina per le vie della città in compagnia di animali spesso in condizioni precarie di salute e privi di qualsiasi documentazione.