UN PROGETTO DI
11 Maggio 2026
15:09

L’Emilia Romagna boccia la proposta di legge sulla “save list” dei “cani potenzialmente pericolosi”

La Commissione Sanità dell'Emilia Romagna ha bocciato la proposta di legge in cui ancora una volta si prevedeva di imporre una lista di "cani potenzialmente pericolosi" a fronte della non scientificità della corrispondenza tra caratteristiche e motivazioni degli animali e relativo comportamento aggressivo.

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E' l'ennesima proposta di legge che prevede una lista di razze considerate "potenzialmente pericolose" ad essere bocciata a livello regionale. Mentre nel mondo della cinofilia si discute in particolare del Disegno di Legge 1572 presentato in Senato dalla Regione Lombardia che ambisce a diventare legge nazionale, c'è stata un'altra proposta, in Regione Emilia Romagna, che è stata scartata in partenza a livello locale proprio a causa di uno degli aspetti principali per cui quella milanese aspira a diventare nazionale.

E' scorretto, hanno deciso i consiglieri regionali della Commissione Sanità, introdurre una "save list" (modo più politically correct di chiamare oggi la vecchia "black list") di cani "potenzialmente pericolosi" per morfologia o razza, visto che la scienza ha più volte sottolineato che non può essere questa la discriminante per etichettare determinati cani rispetto ad altri.

La decisione a livello regionale è un esempio di ciò che potrebbe accadere nella 10ª Commissione permanente al Senato che si occupa di Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato e previdenza sociale quando e se mai si arriverà a discutere del Disegno di Legge 1572, ovvero della cosiddetta PLP 4 voluta dalla Regione Lombardia che, tra le altre cose, istituirebbe appunto di nuovo una lista di razze che in Italia è stata eliminata dagli anni 90.

Razze canine pericolose, un approccio sbagliato da tempo

Di questo tema ne abbiamo scritto diverse volte ma ciò che ora emerge dall'Emilia Romagna è una conferma di quanto già noto ad etologi e veterinari esperti in comportamento. Ciò che è stato ampiamente ribadito nelle motivazioni della Commissione Sanità locale, in cui è stata bocciata la proposta, è che "l’approccio è superato da tempo: da quando nell’apposita ordinanza ministeriale non è più presente l’elenco ‘razze canine pericolose’. Invece che pensare al concetto superato e fuorviate di ‘Save list’ dobbiamo lavorare su prevenzione ed educazione dei proprietari, con programmi di informazione capillare, e sostenere i canili nella riabilitazione dei cani”.

Come per le altre proposte di legge ad oggi che languono in Parlamento, anche questa versione dell'Emilia Romagna nulla di nuovo prevedeva rispetto a soluzioni che ad oggi non sono servite a nulla. Si parla infatti sempre genericamente dell'obbligo di un patentino a carico di chi ha accanto cani come, per fare qualche esempio, Terrier di tipo Bull (Pitbull, Amstaff, etc.), molossoidi (Dogo Argentino, Rottweiller) o anche pastori come gli Abruzzesi Maremmani o i pastori Tedeschi. Nel caso poi del DL 1572, però, una "novità" c'è – se così la vogliamo definire – ma che non ha alcun valore rispetto all'educazione delle persone né tantomeno dei cani stessi, ovvero l'aver inserito come obbligatorio il patentino ma solo per chi non compra un cane da un allevamento che ha l'affisso dell'ENCI.

Insomma, che sia la legge locale ora bocciata dell'Emilia Romagna o quella lombarda in cui è evidente pure un conflitto d'interessi da parte dell'organo poi preposto ai controlli e alle verifiche, del benessere degli animali ma anche e soprattutto della salvaguardia dell'incolumità pubblica si continua a discutere senza però mai addivenire ad un testo che garantisca l'unica cosa fondamentale per evitare pericoli derivanti dalla scorretta relazione con un cane, di qualsiasi tipologia sia: la prevenzione.

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