UN PROGETTO DI

Cane abbandonato in strada, il Sindaco di Bacoli: “Lo adotteremo noi. Sappiamo chi è stato: non lavorerà mai per il Municipio”

Il Primo cittadino di Bacoli, comune in provincia di Napoli, ha raccontato sui social del ritrovamento di un cane abbandonato ma anche dell'identificazione del colpevole: un imprenditore edile della zona. Il Sindaco ha annunciato l'intenzione di adottare l'animale e dichiarato: "L’uomo che ha compiuto questa vergogna, è il titolare di una impresa edile di Bacoli. Bene. Non lavorerà per il Municipio, in cantieri comunali"

18 Luglio 2026
10:38

Immagine

Abbandonato in strada a Giugliano, ma di proprietà di un cittadino di Bacoli, cittadina dalla quale si sono alzati gli strali del Sindaco che ha reso nota la vicenda. La storia è quella di un cane gettato via insieme ai rifiuti e che ora sarà adottato dal Comune che, attraverso le parole di Josy Della Ragione, ha reso noto anche chi è l'autore del reato o, meglio, il lavoro che fa.

"Lo adotteremo noi – ha scritto il Primo cittadino – Lo ha scaricato sul ciglio di una carreggiata, insieme a cumuli di rifiuti edili. Come se fosse un sacco della spazzatura. Un’azione ignobile, che ferisce ed offende tutta la nostra comunità. Uno schifo".

La persona che ha compiuto questo atto, secondo quanto comunicato da Della Ragione, è un imprenditore edile della zona, motivo per il quale scrive nel lungo post: "L’uomo che ha compiuto questa vergogna, è il titolare di una impresa edile di Bacoli. Bene. Non lavorerà per il Municipio, in cantieri comunali. Perché chi sversa rifiuti in strada, chi abbandona gli animali, si macchia di reati gravi. E non ha i requisiti etici per poter lavorare per l’ente pubblico".

Le periferie del Napoletano sono ancora, troppo spesso, terra di nessuno in cui avvengono abbandoni in strada. Il caso specifico rappresenta la commissione di due reati contemporaneamente. Quello dell'abbandono di animale, regolato dall'articolo 727 del Codice Penale che prevede l'arresto fino a un anno o un'ammenda da mille a 10 mila euro e quello di sversamento di rifiuti. Quest'ultimo, nel caso in specie dovrebbe rientrare nell'ipotesi in cui il responsabile è il titolare di un'impresa e le risultanze provengono da attività professionali, non classificandosi così più negli illeciti ma in una condotta penalmente rilevante che può portare a una condanna con arresto da 3 mesi a 1 anno e un'ammenda da 2.600 a 26.000 euro per i rifiuti non pericolosi. Per i rifiuti pericolosi, l'arresto sale da 6 mesi a 2 anni.

Sfondo autopromo
Segui Kodami sui canali social
api url views