
Dopo mesi di discussioni, dibattiti televisivi, polemiche e curiosità mediatica, il futuro dei pavoni che hanno "invaso" Punta Marina sembra ora definito. Dei circa 200 uccelli censiti e che oggi vivono nella frazione ravennate, soltanto 50 resteranno sul territorio. Tutti gli altri saranno progressivamente trasferiti in strutture e rifugi considerati idonei, con il supporto dell'associazione animalista Meta.
La decisione è emersa al termine di un incontro pubblico tra l'amministrazione comunale e i residenti. Negli ultimi anni la colonia di pavoni è cresciuta rapidamente, trasformando questi grandi uccelli colorati in una delle attrazioni più insolite e discusse della costa romagnola. La loro storia ha attirato fotografi, curiosi, turisti e giornalisti provenienti da tutta Italia e persino dall'estero, ma ha anche generato non pochi malumori tra una parte degli abitanti, soprattutto a causa dei richiami particolarmente rumorosi dei maschi durante la stagione riproduttiva.
Per capire con maggiore precisione quanti fossero gli animali presenti, il Comune ha recentemente concluso un censimento che ha individuato almeno 50 femmine e 65 maschi adulti, ai quali si aggiungono gli individui stimati tra giovani e animali non osservati direttamente, per un totale di circa 200 uccelli in tutto. Secondo le valutazioni dell'AUSL Romagna, la presenza dei pavoni non rappresenta comunque un problema dal punto di vista igienico-sanitario.

Tuttavia, la continua crescita della popolazione ha spinto il Comune a intervenire per evitare che il fenomeno diventi ancora più difficile da gestire. "I 60 pavoni che c'erano nel 2022 oggi sono diventati circa 200", ha infatti spiegato il sindaco di Ravenna Alessandro Barattoni al Resto del Carlino. "Se continuano a crescere con questi ritmi, la situazione rischia di diventare ingestibile".
Il piano prevede che i 50 pavoni destinati a rimanere a Punta Marina vengano anche inanellati. L'inanellamento consiste nell'applicazione di un piccolo anello identificativo a una zampa, una pratica comunemente utilizzata dagli studiosi per riconoscere i singoli individui e monitorarne gli spostamenti e la sopravvivenza nel tempo, come accaduto recentemente con i fratini – piccoli uccelli a un passo dall'estinzione – che vivono e nidificano sulle spiagge del Molise.

Tutti gli altri pavoni saranno invece trasferiti in rifugi o altri luoghi dove potranno continuare a vivere in condizioni adeguate. L'obiettivo dell'amministrazione è mantenere quindi una popolazione stabile e numericamente sostenibile, evitando nuovi incrementi incontrollati.
Il progetto guarda però anche al futuro. Nelle intenzioni del Comune, entro circa tre anni i pavoni che resteranno a Punta Marina potrebbero essere inoltre spostati in un'area dedicata all'interno del bosco che si trova alle spalle della località di mare. Qui verrebbe realizzato uno spazio attrezzato appositamente per ospitare gli uccelli e limitare i loro spostamenti tra le strade e nelle zone residenziali.
Si chiuderebbe così un capitolo che ha trasformato un gruppo di uccelli esotici ornamentali in un fenomeno nazionale. Per alcuni residenti i pavoni sono ormai diventati un simbolo del territorio e un'attrazione turistica unica; per altri rappresentano invece una presenza sempre difficile da conciliare con la vita quotidiana, soprattutto con questi numeri. La sfida, ora, sarà trovare un'armonia tra il benessere degli uccelli – inconsapevoli e incolpevoli protagonisti di questa vicenda forse arrivata alla conclusione – e le esigenze di chi vive a Punta Marina tutto l'anno.