UN PROGETTO DI

Gli anelli colorati raccontano le vite segrete dei fratini in Molise, Balestrieri: “Ogni codice è una storia che abbiamo il dovere di proteggere”

Grazie agli anelli colorati applicati alle zampe, i ricercatori seguono la vita dei fratini sulle spiagge molisane. I dati raccolti raccontano storie individuali e abitudini che aiutano a tutelare questa specie sempre più minacciata. L'ornitologo Rosario Balestrieri: "Una grande responsabilità scientifica, ma anche un emozionante privilegio"

16 Giugno 2026
11:02
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Una femmina di fratino (Anarhynchus alexandrinus) marcata in Molise con un anello colorato che permette di riconoscerla e seguirla a distanza

Piccoli, mimetici e sempre più rari, i fratini (Anarhynchus alexandrinus) sono tra gli abitanti più fragili delle nostre spiagge. Eppure, grazie a minuscoli anelli colorati applicati alle loro zampe, oggi i ricercatori riescono a seguirne gli spostamenti, conoscere le loro abitudini e raccogliere informazioni preziose per proteggerli. A un anno dall'avvio del progetto di marcatura sul litorale molisano, il bilancio delle attività di inanellamento è ricco di risultati, ma anche di preoccupazioni per il futuro di una specie che continua a fare i conti con la crescente pressione umana sulle coste.

Il progetto è coordinato a livello nazionale dall'ISPRA, l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, e viene portato avanti in Molise dall'ornitologo Rosario Balestrieri della Stazione Zoologica Anton Dohrn, in collaborazione con l'associazione Ambiente Basso Molise.

Finora sono stati marcati 24 fratini, di cui 21 adulti e 3 giovani. Gli anelli colorati, leggibili anche da lontano con binocoli e cannocchiali, funzionano come una sorta di carta d'identità individuale. Grazie a questi codici è possibile riconoscere ogni uccello senza doverlo catturare nuovamente e seguirne la storia nel tempo.

Cosa raccontano gli anelli sulle zampe dei fratini

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L’ornitologo e inanellatore Rosario Balestrieri mentre applica un anello identificativo a un fratino

I dati raccolti in questi dodici mesi hanno già fornito indicazioni importanti sul comportamento della specie. Una delle scoperte più interessanti riguarda per esempio la forte fedeltà al territorio. Quasi tutti gli individui marcati durante la stagione riproduttiva del 2025 sono tornati a nidificare negli stessi punti della costa molisana anche nel 2026.

Questo comportamento, chiamato filopatria, indica la tendenza di un animale a ritornare nei luoghi dove è nato o si è già riprodotto. Per il fratino tutto questo significa che la conservazione di questi specifici tratti di spiaggia è quindi fondamentale: se un sito viene danneggiato o distrutto, gli uccelli potrebbero non trovare facilmente alternative.

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Gli anelli colorati permettono di seguire nel tempo gli spostamenti, le abitudini e il comportamento dei singoli fratini

Anche durante l'inverno i fratini non si comportano tutti allo stesso modo. Le osservazioni hanno mostrato che almeno cinque individui hanno trascorso la stagione fredda sulle spiagge molisane, mentre altri sono probabilmente migrati verso aree a sud più lontane, qualcuno fermandosi sulle sponde italiane, altri forse fino in Africa. Capire dove trascorrano l'inverno resta una delle sfide più affascinanti per gli studiosi.

Gli anelli hanno anche permesso di scoprire che i fratini possono anche divorziare, se necessario. Si tratta di un comportamento noto in molte altre specie di uccelli, ma in questo piccolo limicolo non è stato mai approfondito molto. E invece lo scorso anno Anton e Dian, dopo i fallimenti riproduttivi con i rispettivi partner hanno si sono separati e hanno fatto coppia insieme. I ricercatori sperano inoltre che il successo riproduttivo registrato quest'anno possa contribuire a rafforzare una popolazione locale che continua purtroppo a essere vulnerabile.

Un'anagrafe per raccontare la biodiversità minacciata delle nostre spiagge

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I ricercatori stanno anche costruendo un’anagrafe per raccontare al pubblico le storie individuali dei singoli fratini come Jane, un omaggio alla primatologa Jane Goodall

Accanto alla ricerca scientifica prosegue anche il progetto dell'Anagrafe Fratina, un'iniziativa che assegna un nome agli individui marcati per avvicinare le persone alla loro conservazione.

Oltre ai già citati Anton e Dian (rispettivamente un omaggio a Anton Dohrn e Dian Fossey) tra gli ultimi arrivati ci sono Margherita, dedicata all'astrofisica Margherita Hack; Jane, in omaggio alla primatologa Jane Goodall; Giorgio, che ricorda l'etologo e divulgatore Giorgio Celli; Wangari, dedicata all'attivista e premio Nobel per la Pace Wangari Maathai; e Giulio, che porta il nome di Giulio Rivera, giovane agente molisano ucciso nella strage di via Fani.

Dare un nome ai singoli fratini marcati dai ricercatori è un modo trasformare dei semplici e freddi codici alfanumerici in storie individuali fatte di successi e fallimenti, di rischi e opportunità, di avventure personali e pericoli. L'obiettivo è coinvolgere in queste storie quanti più cittadini, scuole, stabilimenti balneari e appassionati possibili.

Le minacce che incombono sulle spiagge

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Un pulcino di fratino appena nato

Nonostante i risultati incoraggianti, la situazione del fratino resta ancora molto critica. Secondo Luigi Lucchese, presidente dell'associazione Ambiente Basso Molise, alcuni recenti interventi di spianamento meccanico delle dune costiere hanno causato danni significativi agli habitat utilizzati dagli uccelli per nidificare. "Questi episodi rappresentano un grave passo indietro per il Molise, che rischia di vanificare anni di faticosi progressi. Assistiamo già a un sensibile calo della popolazione nidificante e all'abbandono dei siti da parte di varie coppie", spiega Lucchese.

Le dune non sono infatti semplici accumuli di sabbia, ma ecosistemi complessi che ospitano piante, insetti, rettili e numerose altre specie. Il fratino è la specie bandiera di questi fragili habitat: la sua presenza segnala un ambiente costiero ancora in buono stato di conservazione e aiuta a proteggere il resto della biodiversità.

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Ricercatori e volontari al lavoro in spiaggia

Quando le dune vengono alterate o eliminate, non si perde quindi  soltanto un luogo di nidificazione, ma un intero sistema naturale che contribuisce anche a proteggere la costa dall'erosione. "Distruggere la duna significa azzerare la biodiversità locale, innescando l'erosione costiera. Rivolgo un accorato appello alle istituzioni affinché riconoscano la tutela del fratino come una priorità strategica: difendere la biodiversità significa garantire la salute di tutti noi", conclude il presidente di Ambiente Basso Molise.

L'ornitologo Balestrieri "Ogni codice racconta una storia che abbiamo il dovere di proteggere"

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I fratini depongo le uova direttamente sulla sabbia

Per l'ornitologo Rosario Balestrieri studiare il fratino significa quindi lavorare ogni giorno con una specie che rischia seriamente di scomparire, ma anche avere il privilegio di osservare da vicino la vita di questi piccoli limicoli. "Lavorare con specie in forte declino è una grande responsabilità scientifica, ma anche un emozionante privilegio", spiega l'ornitologo. "Il fratino paga un conflitto difficile da risolvere: vive negli stessi spazi che il turismo balneare utilizza intensamente. Spesso non percepiamo la spiaggia come un ambiente naturale fragile, ma come uno spazio destinato esclusivamente alle attività ricreative".

Gli anelli colorati e le storie dei singoli fratini permettono però di guardare oltre i numeri e le statistiche. Consentono di seguire i singoli uccelli, scoprire dove si spostano, se tornano ogni anno negli stessi luoghi e osservare le avventure e le sfortune delle varie coppie.

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Una coppia di fratini maschi, riconoscibili per i colori più accessi e la fronte e il collarino neri

"Poter seguire questi animali grazie alle marcature leggibili a distanza ci permette di studiarli da vicino", conclude Balestrieri. "E magari di sorridere osservando se Jane e Giorgio decideranno di mettere su famiglia insieme oppure se Anton sceglierà di trascorrere l'inverno altrove. Ogni codice racconta una storia che abbiamo il dovere di proteggere". E tutti noi che frequentiamo le spiagge possiamo essere parte attiva in questa difficile ma necessaria missione.

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