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21 Giugno 2026
11:13

Dal Senegal al Salento: il lungo viaggio di Cesarino, il fraticello che ha volato per 5.200 km

Un fraticello inanellato in Senegal ha percorso oltre 5.200 km per tornare a nidificare a Porto Cesareo, in Salento. La sua storia ricostruita grazie a un anello colorato, l’ornitologo Rosario Balestrieri che lo identificato: "Un piccolo miracolo biologico"

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Cesarino, un fraticello marcato con un anello identificativo in Senegal e osservato recentemente in Salento. Foto di Rosario Balestrieri

Più di 5.200 chilometri percorsi in volo tra le coste dell'Africa occidentale e il Mar Ionio per tornare a nidificare sempre nello stesso luogo. È la storia di "Cesarino", un fraticello identificato grazie all'inanellamento sulle isolette dell'Area Marina Protetta di Porto Cesareo, in Salento. Un viaggio straordinario che racconta non solo la storia di un singolo uccello, ma anche quanto siano importanti le coste italiane per la sopravvivenza di alcune elle specie migratrici più minacciate del nostro paese.

Tutto parte da due anelli applicati alla sue zampe, che nei registri degli ornitologi riportano i codici identificativi ZKS e FH-92557. Lettere e numeri che però non rendono giustizia alla storia e al lungo viaggio di Cesarino, ribattezzato così in onore al luogo che ha scelto per riprodursi, appunto Porto Cesareo.

Proprio qui è stato infatti avvistato nei giorni scorsi dall'ornitologo Rosario Balestrieri della Stazione Zoologica Anton Dohrn, durante le consuete attività di monitoraggio delle colonie nidificanti presenti sugli isolotti dell'AMP. E grazie a quel codice impresso sull'anello e letto a distanza attraverso un cannocchiale, è stato così possibile ricostruire parte della sua storia migratoria che parte dal Senegal e si conclude – almeno per ora – lungo le coste pugliesi.

Un viaggio lungo oltre 5.200 chilometri

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La ricostruzione del possibile percorso compiuto da Cesarino dal Senegal alla Puglia

Cesarino è stato infatti catturato e marcato con gli anelli identificativi alle zampe nella riserva naturale di Somone, in Senegal, una laguna costiera frequentata soprattutto in inverno da numerose specie di uccelli acquatici. Da lì ha poi intrapreso la sua lunga migrazione verso nord: ha risalito la costa atlantica africana attraversando Mauritania e Marocco, ha superato lo Stretto di Gibilterra e ha poi percorso il Mediterraneo fino a raggiungere il Salento, dove oggi è impegnato nella riproduzione.

Per un fraticello, però, non si tratta affatto di un'impresa eccezionale, ma della normale routine annuale. Questa specie compie infatti lunghe migrazioni regolari tra le aree di svernamento africane e i siti di nidificazione europei, percorrendo ogni anno oltre 10.000 chilometri tra andata e ritorno. Il fatto che Cesarino sia tornato proprio a Porto Cesareo dimostra perciò quanto questi piccoli isolotti rappresentino un habitat prezioso. Gli uccelli marini tendono infatti a tornare nei luoghi che hanno già garantito il successo riproduttivo nelle anni precedenti, un comportamento comune a molte specie migratrici e che gli ornitologi chiamano "fedeltà al sito di nidificazione".

Il fraticello, la più piccola sterna d'Europa

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Il fraticello (Sternula albifrons) è la specie di sterna più piccola d’Europa. Foto di Rosario Balestrieri

Il fraticello (Sternula albifrons) è la più piccola sterna europea. Misura poco più di venti centimetri, ha un piumaggio grigio chiaro, una coda profondamente forcuta e una caratteristica fronte bianca che contrasta con il capo nero durante la stagione riproduttiva. Il becco è invece giallo con la punta nera. Come tutte le sterne, è un abilissimo pescatore: sorvola la superficie del mare alla ricerca di prede e, quando ne individua una, si lascia cadere in un rapido tuffo per catturare piccoli pesci e altri organismi marini che nuotano a pelo d'acqua.

In Italia, la specie nidifica soprattutto lungo il corso del Po e dei suoi affluenti, in Pianura Padana e nell'Alto Adriatico, e nelle zone umide e costiere tra Sicilia, Sardegna, appunto Puglia, e in maniera frammentata in Toscana. Negli ultimi decenni le popolazioni nidificanti sono però diminuite sensibilmente e oggi si stimano appena poche migliaia di coppie. Per questo il fraticello è considerato in serio pericolo di estinzione ed è inserito nell'Allegato I della Direttiva Uccelli dell'Unione Europea, che prevede specifiche misure di tutela per le specie più minacciate.

Il problema sono i suoi nidi "invisibili"

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In basso a destra, il nido di un fraticello. Foto di Rosario Balestrieri

Una delle principali fragilità di questa specie riguarda soprattutto il modo in cui si riproduce. Come molti altri uccelli acquatici e marini, come per esempio il più noto fratino, non costruisce un vero e proprio nido, ma depone le uova direttamente sul terreno, sfruttando piccole depressioni nella sabbia o tra ghiaia e conchiglie. Le uova sono poi estremamente mimetiche e possono risultare praticamente invisibili a chi passeggia sulla spiaggia, aumentando inevitabilmente il rischio di disturbo e schiacciamento.

Per questo gli isolotti di Porto Cesareo rappresentano un rifugio fondamentale. La loro posizione isolata e il limitato disturbo umano offrono condizioni ideali per la nidificazione non solo del fraticello, ma anche di altre specie protette come il gabbiano corso, uno dei gabbiani più rari del Mediterraneo, e lo stesso fratino, recentemente protagonista di un altro importante progetto di inanellamento che sta permettendo di ricostruire le vite e le abitudini delle coppie che nidificano sulle spiagge del Molise.

L'ornitologo Rosario Balestrieri: "Gli uccelli marini sono tra i più minacciati del pianeta"

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Un fraticello in volo sul mare. Foto di Sandro Barile

Secondo Rosario Balestrieri, la storia di Cesarino ci permette però di comprendere meglio soprattutto quanto sia sempre più precaria e difficile la vita di questi e altri migratori. "Gli uccelli marini sono oggi tra i gruppi animali più minacciati al mondo", spiega infatti l'ornitologo a Fanpage.it. "Tra i problemi più immediati c'è il disturbo nei siti di nidificazione. Lo sbarco anche di una sola persona su un isolotto può provocare l'abbandono temporaneo dei nidi da parte degli adulti, lasciando così uova e pulcini esposti al sole o ai predatori".

Alle minacce locali si aggiungono poi problemi globali, come l'inquinamento da plastica, la crisi climatica e la cattura accidentale negli attrezzi da pesca, il cosiddetto bycatch. Molti uccelli marini restano infatti impigliati in reti e lenze oppure ingeriscono frammenti di plastica scambiandoli per cibo. "Il viaggio di Cesarino è perciò un piccolo miracolo biologico", aggiunge Balestrieri. "Ma dipende solo da noi fare in modo che possa continuare a compierlo anche in futuro".

L'appello dell'AMP: "Non sbarcate sugli isolotti"

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In Italia, la popolazione nidificante di fraticello è diminuita drasticamente negli ultimi anni. Foto di Sandro Barile

La presenza di Cesarino è diventata perciò anche un'importante occasione per rilanciare un appello alla tutela delle aree di nidificazione e dei nidi. Durante il periodo riproduttivo, infatti, l'accesso agli isolotti dell'Area Marina Protetta è vietato proprio per evitare il disturbo alle colonie. "Un nido di fraticello o di fratino può sembrare soltanto un pugno di ghiaia", sottolinea infatti Marco Dadamo, direttore dall'Area Marina Protetta.

"Basta un passo per distruggere uova o pulcini senza nemmeno accorgersene. Per questo rivolgo un invito tassativo a tutti i diportisti, ai turisti e a chiunque frequenti il nostro mare: non sbarcate sulle isole", aggiunge il direttore. Nelle prossime settimane saranno perciò intensificati i controlli e le attività di monitoraggio. Proteggere questi piccoli uccelli significa infatti conservare un habitat importante per la biodiversità mediterranea, oltre che una specie in declino.

La storia di Cesarino, del resto, ci ricorda che il Salento e le nostre spiagge non sono soltanto una meta turistica estiva. Sono anche una tappa fondamentale di una rete ecologica che collega Africa ed Europa attraverso migliaia di chilometri di mare, percorsi ogni anno da piccoli uccelli che continuano a sfidare oceani, tempeste e minacce sempre più numerose per raggiungere gli ultimi siti rimasti in cui dare vita a una nuova generazione di viaggiatori.

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