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25 Maggio 2026
13:28

La rarissima monachella codirossa arriva per la prima volta in Italia dall’Africa: “Come aver visto un fantasma”

Avvistata per la prima volta in Italia la monachella codirossa: l'uccello migratore rarissimo si è fermato per qualche ora in Salento. I protagonisti di questa prima assoluta raccontano a Fanapge.it l’unicità di questo avvistamento.

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La monachella codirossa (Oenanthe xanthoprymna) avvistata nell’AMP Porto Cesareo. Foto di Luca De Gaetanis

Per qualche ora, il litorale ionico del Salento si è trasformato nel palcoscenico su cui si è messo in mostra un piccolo uccello migratore che nessuno aveva mai visto prima in Italia. È successo la scorsa settimana nell'Area Marina Protetta di Porto Cesareo, in provincia di Lecce, dove durante un consueto monitoraggio dell'avifauna l'ornitologo Luca De Gaetanis ha notato un passeriforme insolito muoversi tra la vegetazione costiera.

Quello che inizialmente poteva sembrare uno dei tanti migratori che attraversano ogni anno il nostro paese si è presto trasformato in una scoperta eccezionale: l'uccello immortalato era una monachella codirossa, specie mai vista prima in Italia.

La monachella codirossa (Oenanthe xanthoprymna) è uno degli uccelli più rari da osservare in Europa occidentale. Nidifica infatti soltanto nelle aree montuose e rocciose della Turchia sud-orientale e dell'Iraq settentrionale, in ambienti remoti e difficili da raggiungere, tra pietraie e altipiani d'alta quota. "Quando Luca mi ha inviato la foto chiedendomi che specie fosse, non volevo credere ai miei occhi", racconta a Fanapge.it Rosario Balestrieri, ornitologo della Stazione Zoologica Anton Dohrn. "Un vero e proprio ‘fantasma' si era materializzato in Italia".

L'incontro a sorpresa nell'Area Marina Protetta Porto Cesareo

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Si tratta della prima osservazione in Italia per questa specie. Foto di Luca De Gaetanis

A individuare per primo l'animale è stato Luca De Gaetanis, collaboratore dell'Area Marina Protetta Porto Cesareo, che da anni si occupa del monitoraggio dell'avifauna lungo le coste pugliesi. "Durante il mio percorso di studi mi sono avvicinato in particolare all'ornitologia", spiega De Gaetanis. "Ho svolto il tirocinio presso l'Area Marina Protetta occupandomi del monitoraggio del gabbiano corso attraverso tecnologie innovative, come l'utilizzo dei droni per la stima dei nidi presenti sulle isole".

Il gabbiano corso (Ichthyaetus audouinii) è una specie poco comune del Mediterraneo e negli ultimi anni, proprio lungo il litorale ionico salentino, ricercatori e operatori dell'area protetta stanno quindi portando avanti attività sempre più dettagliate per il monitoraggio e la conservazione di questa specie.

"Attualmente stiamo cercando di potenziare il lavoro svolto lo scorso anno", continua De Gaetanis, "estendendo il monitoraggio anche al fraticello, un altro piccolo uccello costiero protetto che nidifica sulle nostre spiagge". È stato proprio durante uno di questi sopralluoghi che il giovane ornitologo ha notato il piccolo migratore. Insospettito dall'aspetto insolito dell'animale, simile a una monachella comune (Oenanthe hispanica), ha scattato alcune fotografie e le ha immediatamente inviate a Balestrieri per una conferma.

Una prima assoluta per l'Italia

La monachella codirossa è un passeriforme lungo circa 15 centimetri e pesa appena 25-30 grammi. Come accade molte altre specie di uccelli, il maschio è molto appariscente e colorato, soprattutto nel periodo riproduttivo: presenta infatti una evidente maschera nera sul volto che contrasta con il piumaggio chiaro e con il caratteristico groppone color ruggine acceso, da cui deriva il nome "codirossa".

Questa specie nidifica tra le montagne dell'Asia occidentale e in autunno migra verso i quartieri di svernamento dell'Africa nord-orientale. Si tratta di una migrazione molto lunga e impegnativa, affrontata spesso in solitaria. Normalmente, però, l'Italia non si trova sulla sua consueta rotta migratoria ed è per questo che è considerata una vera e propria rarità da ornitologi e birdwatcher.

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L’Italia non si trova sulla rotta migratoria abituale della monachella codirossa. In viola, le osservazioni di questa specie sulla piattaforma eBird.

"L'individuo comparso a Porto Cesareo rappresenta una prima assoluta", sottolinea infatti Balestrieri. "È l’unica segnalazione ufficiale della specie sul territorio italiano ed è uno degli avvistamenti più rari anche a livello europeo. L'ultimo dato europeo risaliva a un'osservazione effettuata in Francia nel 2015".

Il nostro paese come ponte per gli uccelli migratori

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L’uccello non è stato più avvistato nei giorni successivi e ha probabilmente ripreso la sua migrazione verso Oriente. Foto di Luca De Gaetanis

Dopo la diffusione della notizia, Porto Cesareo è diventata rapidamente la meta più ambita per birdwatcher, fotografi naturalisti e appassionati partiti da tutta Italia nella speranza di osservare la monachella. Purtroppo però, il piccolo viaggiatore si è fermato soltanto per poche ore. "Non è stato più avvistato", racconta ancora De Gaetanis. "Si è trattato probabilmente di un individuo in migrazione che ha utilizzato il nostro territorio come area di sosta temporanea prima di riprendere il viaggio verso Oriente".

Secondo gli esperti, questo episodio dimostra però ancora una volta quanto l'Italia sia importante lungo le rotte migratorie del Mediterraneo. Ogni primavera e ogni autunno milioni di uccelli attraversano infatti la penisola per raggiungere aree di nidificazione o di svernamento distribuite tra Europa, Asia e Africa.

"In questo senso la nostra penisola ha un ruolo unico e cruciale", aggiunge Balestrieri. "Siamo un ponte sospeso nel Mediterraneo, dove transitano popolazioni di uccelli che nidificano in moltissimi altri Paesi. Dovremmo sentire ancora di più la responsabilità di garantire un passaggio sicuro a questi popoli alati".

Le AMP fondamentali anche per le specie che ci volano sopra

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La rarità dell’avvistamento ha richiamato ornitologi e birdwatcher da tutta Italia. Foto di Luca De Gaetanis

Anche l'Area Marina Protetta Porto Cesareo ha voluto sottolineare il valore della scoperta e l'importanza della tutela degli habitat costieri. "Siamo entusiasti che questa nuova specie per l'Italia abbia scelto proprio la nostra area protetta per sostare e proseguire il suo viaggio", spiega il direttore Marco Dadamo. "Questa osservazione corona una serie di azioni che l'AMP sta conducendo non solo per la tutela della biodiversità sotto la superficie del mare, ma anche per le specie che ci volano sopra".

Negli ultimi anni l'area protetta, in collaborazione con l'Università del Salento, ha sviluppato protocolli di monitoraggio da remoto degli uccelli marini proprio per ridurre al minimo il disturbo umano durante la nidificazione. "A questo proposito", conclude Dadamo, "ricordo che le isolette dell'area sono siti strategici di nidificazione per diverse specie protette. È quindi fondamentale non sbarcare su di esse".

E così, la prima monachella codirossa avvistata in Italia, diventata per qualche ora il centro del mondo dell'ornitologia e del birdwatching, si è trasformata anche in un'importante occasione per raccontare la meraviglia e l'imprevedibilità della migrazione e la sinergia e la collaborazione tra ricercatori, appassionati e aree protette. Ma soprattutto ci dimostra quanto anche una breve sosta fortuita possa essere decisiva per la sopravvivenza di piccoli uccelli rari che affrontano viaggi di migliaia di chilometri.

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