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29 Aprile 2026
14:58

Punta Marina, l’invasione dei pavoni: una convivenza sempre più difficile e ormai sfuggita di mano

A Punta Marina, nel Ravennate, l’invasione di pavoni continua a dividere: tra canti notturni, escrementi e numeri in crescita, la convivenza con questa specie esotica diventa sempre più difficile.

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La colonia di pavoni liberi è sempre più numerosa e sta diventando un problema

A Punta Marina, sul litorale ravennate, la colonia di pavoni liberi che da anni vive tra le strade non è più soltanto una curiosità per turisti e cittadini. Negli ultimi tempi si è ingrandita ed è diventata una questione sempre più complessa da gestire, che divide abitanti, associazioni e amministrazione pubblica. Quelli che per molti sono solo uccelli colorati ed esotici sono infatti diventati, per una parte della popolazione, una presenza difficile da gestire nella vita quotidiana.

La convivenza con questa specie esotica e aliena sta diventando sempre più fragile e con i numeri degli uccelli che continuano a crescere diventa ora più complicato capire cosa fare: da pochi individui abbandonati da un privato anni fa, ora tra le strade vivono oltre 100 pavoni liberi.

È arrivata la stagione degli amori e alcuni cittadini sono esasperati

Il dibattito va ormai avanti da diversi anni, ma nelle ultime settimane la tensione è tornata a salire. L'arrivo della primavera, infatti, coincide anche con la stagione riproduttiva. È in questo periodo che i maschi emettono più spesso i forti e ripetuti richiami utilizzati per attirare le femmine e difendere il territorio. Si tratta di un comportamento naturale, ma in un contesto urbano può diventare un problema: le vocalizzazioni, emesse soprattutto a partire dall'alba, vengono percepite come vere e proprie "urla" acute e rendono difficile anche dormire.

A gestire la colonia, in convenzione con il Comune di Ravenna, è l'associazione Clama, che sottolinea come il fenomeno sia temporaneo e legato a un ciclo biologico destinato a esaurirsi nel giro di alcune settimane. Ma il rumore non è l'unico problema segnalato dai cittadini. I pavoni si muovono liberamente tra strade e abitazioni, possono salire sui tetti, danneggiare tegole e strutture leggere, e soprattutto lasciano escrementi in giardini, marciapiedi e spazi pubblici.

Una convivenza sempre più difficile: sono oltre 100 i pavoni liberi

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Sarebbero ormai oltre 100 i pavoni liberi tra le strade di Punta Marina

Le richieste di interventi di pulizia straordinaria si sono moltiplicate, ma secondo molti residenti le risposte tardano ad arrivare. Una parte della questione riguarda anche il comportamento delle persone. I volontari e gli esperti ribadiscono da tempo che non bisogna dare da mangiare agli animali. Quando trovano cibo facile, i pavoni tendono a fermarsi stabilmente nelle stesse aree, formando piccole colonie stanziali sempre più numerose. E così gli uccelli continuano a crescere numericamente.

E proprio i numeri sono oggi uno dei nodi principali. L'ultimo censimento ufficiale, risalente al 2023, parlava di circa trenta pavoni, discendenti da uccelli abbandonati molti anni fa nella pineta locale da un privato. Ma le stime attuali sono molto più alte: secondo alcune stime oggi sarebbero almeno a 100-120 individui. L'amministrazione comunale ha annunciato un nuovo censimento per capire con precisione quanti animali siano presenti e quale sia la proporzione tra maschi e femmine, un dato utile per prevedere l'andamento futuro della popolazione.

Quei pavoni non dovrebbero essere lì e ora diventa difficile capire cosa fare

La situazione è resa ancora più delicata da un aspetto che molti stanno trascurando: i pavoni (in questo caso il pavone indiano, Pavo cristatus) sono una specie aliena originaria dell'Asia meridionale. Non fanno parte della fauna selvatica italiana e non dovrebbero trovarsi liberi in ambiente urbano o naturale. In assenza di predatori e con una disponibilità praticamente illimitata di cibo e ripari, la loro popolazione continuerà a crescere rapidamente.

Tutto questo può avere conseguenze anche sulla biodiversità. Specie non autoctone, se presenti in numero così elevato, possono competere con la fauna locale per le risorse, alterare le dinamiche ecologiche e modificare gli habitat. Non sempre l'impatto è immediato o evidente, ma nel lungo periodo può diventare significativo. Bisogna dirlo chiaramente, quei pavoni non dovrebbero essere lì e bisognava intervenire quando gli animali erano ancora pochi, anche per il loro stesso bene, magari destinandoli a rifugi o privati.

In questo modo se sarebbe evitata una situazione che oggi, invece, appare sempre più complessa e difficile da gestire. Da un lato ci sono cittadini esasperati, che chiedono soluzioni concrete per ridurre il numero di animali o allontanarli dalle aree abitate. Dall'altro ci sono associazioni animaliste e residenti che difendono la presenza dei pavoni, considerandoli ormai parte integrante dell'identità di Punta Marina e opponendosi a misure drastiche. In mezzo, resta una convivenza sempre più fragile da trovare la tutela degli animali, rispetto dell'ambiente e qualità della vita delle persone.

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