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25 Maggio 2026
16:06

È di nuovo il periodo dell’anno in cui le cornacchie “attaccano” persone e cani per difendere i loro piccoli nel nido

Da Roma a Trento, tornano come ogni anno le cornacchie che inseguono persone e cani nei parchi cittadini: in questi giorni hanno i piccoli nel nido, che difendono da chiunque si avvicini troppo.

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Ogni anno, in questo periodo, aumentano le segnalazioni di cornacchie grigie "aggressive" che attaccano passanti e cani

Con l'arrivo della tarda primavera tornano anche loro: le cornacchie che inseguono, beccano o sfiorano passanti e cani nei parchi cittadini. Ogni anno, tra maggio e giugno, da diverse città italiane arrivano puntualmente segnalazioni di persone "attaccate" da questi uccelli, soprattutto durante le passeggiate nelle aree verdi.

Le ultime in ordine di tempo arrivano dai parchi di Romaormai un appuntamento fisso, in particolare nella zona EUR -, ma anche dall'area cani Bau Park di Trento, che è stata temporaneamente chiusa dopo alcuni episodi simili. Segnalazioni analoghe arrivano però anche da molte altre città d'Italia.

Nella maggior parte dei casi, fortunatamente, non si tratta di aggressioni vere e proprie. Le cornacchie raramente arrivano al contatto fisico: spesso si limitano a volare molto vicino alla testa, a emettere richiami insistenti o a colpire con leggere beccate e tocchi rapidi. Per chi si trova coinvolto, però, l'esperienza può essere comprensibilmente spaventosa, soprattutto quando accade all'improvviso e non si conoscono i motivi per cui accade.

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Le cornacchie attaccano solo per allontanare persone e cani al loro nido e dai loro piccoli

Gli "attacchi" hanno però quasi sempre una spiegazione molto precisa: è il periodo della nidificazione e dell'involo dei giovani. Le protagoniste sono quasi sempre le cornacchie grigie (Corvus cornix), la specie più diffusa in Italia e in costante espansione anche in ambiente urbano. Sono uccelli estremamente intelligenti, sociali e molto adattabili, ormai una presenza abituale anche nelle grandi metropoli come Napoli, Roma e Milano. Negli ambienti urbani trovano infatti cibo facilmente, pochi predatori e tanti alberi dove costruire il nido.

Ed è proprio in queste settimane che i giovani iniziano a schiudersi o lasciare il nido. In questa fase, quindi, i genitori diventano particolarmente protettivi e cercano di difendere i loro piccoli da chiunque si avvicini troppo al loro nido. Se una persona, un cane o perfino una bicicletta passa nei pressi del nido, gli adulti intervengono per allontanare quella che percepiscono come una minaccia, attraverso comportamenti di mobbing come picchiate, vocalizzazioni e, nei casi più estremi, beccate.

Dal loro punto di vista, insomma, non stanno "attaccando" per cattiveria o aggressività gratuita: stanno solo difendendo i propri piccoli. Il problema è che i nidi – grandi ceste di rami intrecciati – si trovano in parchi urbani, viali alberati e zone dove il passaggio nelle immediate vicinanze è molto frequente, inconsapevole e spesso inevitabile. Questo significa che può essere talvolta difficile evitare il passaggio o mantenersi a una distanza di sicurezza.

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I nidi sono grandi ceste con rami intrecciati e vengono costruito sui grandi alberi di parchi e viali

I cani, poi, vengono presi di mira ancora di più degli esseri umani. Per una cornacchia, infatti, un cane è sicuramente un potenziale predatore, poiché può facilmente catturare un giovane ancora inesperto che si trova a terra e non sa ancora volare bene. Non è raro vedere quindi gli adulti inseguire un cane dall'alto, gracchiare insistentemente e compiere rapidi voli radenti sopra la testa dell'animale o del suo umano.

Anche se impressionanti, però, questi comportamenti sono quasi sempre limitati a un periodo di tempo relativamente breve. Il periodo critico dura generalmente un paio di settimane o poco più dopo la schiusa, tra la fine della primavera e l'inizio dell'estate, cioè il tempo necessario ai giovani per diventare più autonomi e in grado di volare. Una volta conclusa questa fase, gli episodi diminuiscono rapidamente fino a scomparire del tutto.

Nel frattempo, se capita di trovarsi nelle vicinanze di un nido di cornacchie, la prima cosa da fare è mantenere la calma. Agitare le braccia, urlare o cercare di colpire gli uccelli peggiora spesso la situazione, perché la cornacchia interpreta quei gesti come una minaccia ancora maggiore. Conviene invece accettare "l'invito" e allontanarsi lentamente dall'area, senza sostare troppo vicino a nidi sugli alberi o a eventuali giovani a terra tra prati a aiuole.

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Il periodo più critico dura un paio di settimane dalla schiusa delle uova

Se si passeggia con il cane, invece, può essere utile cambiare temporaneamente percorso o tenere l'animale più vicino al guinzaglio nelle zone dove sono stati segnalati episodi simili. In molti casi, poi, le cornacchie "sorvegliano" sempre gli stessi punti del parco, cioè le aree vicine al nido o ai giovani, ed è possibile avvistarle preventivamente mentre sono di "vedetta" sui loro posatoi abituali, che solitamente sono lampioni, rami sporgenti e altri punti elevati ben visibili.

Un altro errore comune è raccogliere i piccoli trovati a terra pensando che siano feriti o abbandonati. Quasi sempre non è così: molti giovani di cornacchia trascorrono spesso una fase a terra anche se non sono ancora in grado di volare e continuano a essere nutriti e protetti dai genitori. Avvicinarsi troppo o portarli via può creare più danni che benefici. Bisogna intervenire solo i naso di pericolo imminente – come strade trafficate, gatti o altre minacce -, contattando però sempre un CRAS, i Centri di Recupero per Animali Selvatici.

Dietro questi episodi, quindi, non ci sono "uccelli impazziti" o particolarmente aggressivi, ma solo genitori che fanno il loro mestiere: proteggere i loro piccoli. Nelle città diventa inevitabilmente un comportamento più visibile proprio perché condividiamo sempre di più gli stessi spazi con una la fauna ormai perfettamente adattata all'ambiente urbano. Ma in generale basta poco per evitare spiacevoli incidenti e con un po' di consapevolezza e pazienza in più, e qualche metro di distanza, di solito il problema è risolto.

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