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Telecamere nei nidi svelano le strategie del cuculo, gli ornitologi: “Non trasporta le uova col becco”

Telecamere nascoste nei nidi da un team internazionale di ornitologi svelano come il cuculo depone le uova adottando due strategie diverse. Lo studio ha analizzato 60 deposizioni avvenute in Finlandia. Smentito anche un mito che durava da secoli: non trasporta le uova col becco.

23 Aprile 2026
16:57
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Un cuculo eurasiatico (Cuculus canorus) adulto

Per secoli si è pensato che il cuculoil più famoso parassita di cova – fosse capace di trasportare le proprie uova nel becco per poi lasciarle nei nidi degli altri uccelli. Un'idea affascinante, che risale addirittura ad Aristotele, ma che non aveva mai trovato conferme dirette. Oggi, grazie a decine di telecamere nascoste nei nidi, sappiamo che non è così.

Un team internazionale di ornitologi ha osservato per quattro stagioni riproduttive oltre 60 episodi di deposizione in Finlandia, concentrandosi su una delle vittime preferite del cuculo eurasiatico (Cuculus canorus): il codirosso comune (Phoenicurus phoenicurus). A differenza di molti altri uccelli, spesso il codirosso non costruisce nidi aperti, ma li nasconde all'interno di cavità degli alberi o cassette nido, rendendo molto più difficile osservare cosa succede al loro interno.

È proprio qui che entrano in gioco le telecamere. Per la prima volta, i ricercatori sono riusciti a vedere in modo diretto cosa accade quando una femmina di cuculo depone il suo uovo in un nido così "chiuso" e angusto. I risultati di queste osservazioni sono stati pubblicati recentemente sulla rivista Animal Behaviour.

Due strategie diverse, stesso obiettivo: lasciare un uovo nei nidi altrui

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Un giovane cuculo accudito da una femmina di codirosso comune (Phoenicurus phoenicurus)

Le immagine analizzate dai ricercatori svelano che i cuculi non seguono un'unica strategia per depositare il proprio uovo nei nidi di altri uccelli, ma due diverse. In alcuni casi, la femmina resta fuori dall'ingresso del nido e depone l'uovo "a distanza", affacciandosi dalla cavità e lasciandolo cadere all'interno del nido, come si vede nel video in evidenza. In altri, invece, entra completamente all'interno del nido prima di deporre.

Entrambe le strategie hanno sia vantaggi che rischi. Deporre dall'esterno è più rapido e riduce il pericolo di restare incastrati, visto che il cuculo è molto più grande dei codirossi, che possono entrare e uscire più facilmente anche attraverso piccole cavità. Tuttavia, queste scelta aumenta la probabilità di sbagliare mira e perdere l'uovo. Entrare completamente nel nido, al contrario, permette una deposizione più precisa e sicura, ma espone il cuculo a rischi maggiori, come danneggiare la struttura del nido o rimanere intrappolato al suo interno.

Questa alternanza di strategie diverse suggerisce quindi che i cuculi siano molto più flessibili di quanto si pensasse e che scelgono come lasciare il proprio uovo anche in base alla situazione, al tipo di nido o alla grandezza della cavità, calcolando costi e benefici.

Una corsa evolutiva senza fine tra parassita e vittime

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Un giovane cuculo si affaccia dal nido di una coppia di codirossi comuni. All’esterno, c’è il maschio. Foto di Tomáš Grim

Il comportamento del cuculo è il più classico esempio di parassitismo di cova: un uccello che depone le sue uova nei nidi di altre specie, lasciando a loro il compito di covarle e crescere i piccoli. Esistono in realtà molte altre specie che adottano questa stessa strategia in tutto il mondo, l'altra presente qui in Europa è il cuculo dal ciuffo (Clamator glandarius), che però si è specializzato nel parassitare quasi esclusivamente nidi di gazze e cornacchie.

Una strategia riproduttiva così diffusa e impattante (quando nasce, un cuculo elimina tutte le uova o i fratellastri) ha spinto molte specie "ospiti" ad adottare diverse tattiche difensive. Alcuni uccelli hanno per esempio "imparato" a riconoscere e a eliminare uova estranee, a costruire nidi sempre più difficili da raggiungere o hanno sviluppato richiami d'allarme per allertare tutti gli uccelli della zona della presenza di un cuculo.

È quella che gli scienziati chiamano anche "corsa agli armamenti evolutiva", ovvero un continuo adattamento reciproco tra parassita e ospite che si rincorrono per avere la meglio l'uno sull'altro. Le nuove osservazioni mostrano che anche il cuculo ha però risposto a queste difese con una notevole capacità di adattamento, riuscendo a sfruttare anche nidi apparentemente più protetti e difficili da raggiungere.

Un mito finalmente sfatato: il cuculo che trasporta le uova col becco

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Un forapaglie (Acrocephalus schoenobaenus) cerca di allontanare un cuculo emettendo un verso d’allarme

Uno dei risultati più importanti dello studio è anche la definitiva smentita di un'idea che ha resistito per secoli: il cuculo non trasporta le uova nel becco. Le registrazioni mostrano chiaramente che la deposizione avviene sempre direttamente nel nido, anche quando sarebbe teoricamente più semplice posizionarlo col becco. Il mito era sopravvissuto così a lungo anche perché osservare questi eventi è estremamente difficile: i nidi nascosti, come quelli nelle cavità degli alberi, hanno impedito per secoli di raccogliere prove dirette.

Questa nuova ricerca dimostra quindi che anche specie molto studiate possono ancora riservare sorprese. E capire come gli animali anche più comuni si adattano a contesti diversi è molto importante per comprendere meglio le dinamiche degli ecosistemi, la loro etologia e, più in generale, la biodiversità che ci circonda.

C'è però anche un lezione più ampia che possiamo imparare da tutto ciò: spesso, soprattutto quando si parla di animali, ciò che diamo per scontato si basa più su ipotesi che su osservazioni dirette. La migrazione, il comportamento degli animali più rari ed elusivi o come certe specie si riproducono, sono stati per secoli un vero mistero. Ma oggi grazie alle tecnologie o a una "semplice" telecamera, possiamo finalmente colmare alcuni di questi vuoti, confermando o smentendo vecchie storie e aneddoti zoologici folcloristici.

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