Storie di larper in Italia, Francesco: “Ho camminato sei ore vestito da ramingo, mi sono rigenerato”

Un campo di battaglia. Al suo interno, circa 800 persone sono armate di scudi, archi e spade. Devono combattere per decidere chi sarà il prossimo re del regno di Elavia. Poi a un certo punto una voce sovrasta tutto. Urla: “scoccare”. In quel momento, il cielo diventa nero a causa delle frecce. Sembra la scena di un film o di un videogioco fantasy, in realtà è successo davvero, durante un evento LARP. Il termine sta per Live Action Role-Playing, gioco di ruolo dal vivo. Per capire meglio cos’è, possiamo pensare a Dungeons&Dragons, ma senza il tavolo. Al posto di schede, dadi e miniature ci sono costumi, scenografie e persone in carne e ossa. Ciascuno di loro interpreta un personaggio all’interno di un’ambientazione, sia essa di fantasia o storica. Si potrebbe descrivere come un’esperienza collettiva di improvvisazione teatrale. Durante un evento LARP si combatte, si esplorano luoghi, si prendono decisioni che influenzano la storia assieme agli altri giocatori e giocatrici. La scena di prima ne è una prova. Ci è stata raccontata al Roll!Fest di Bracciano da Francesco Anderini, Dungeon Master professionista, organizzatore di LARP, autore e formatore con oltre 30 anni di esperienza nel gioco di ruolo.
In Italia il punto di riferimento è Battle for Vilegis, un evento che ogni anno riunisce circa 1.500 partecipanti per cinque giorni nella zona di Vetralla, vicino a Viterbo. Oggi è il più grande LARP italiano e uno dei più importanti d'Europa. Decine di accampamenti popolano un'area di oltre settanta ettari. Ciascuno appartiene a una diversa fazione, con costumi, simboli e storie proprie. Alla fine, quello che prende forma è un multiverso che coinvolge migliaia di persone. Diciamo multiverso perché dentro Vilegis si mischiano gli immaginari più disparati, che vanno dalle varie declinazioni del fantasy allo steampunk, fino ad arrivare al Rinascimento. “Non solo, ci sono gruppi che vengono da mondi di videogiochi e libri, come Warcraft, Skyrim, Il Signore degli Anelli”, racconta Simone, larper da due anni. Il suo personaggio fa parte di Nakta'Mantù, un gruppo che trae ispirazione dalle culture mesoamericane. Indossa un'armatura decorata da piume blu. “Questo è possibile perché l'ambientazione dell'associazione Vilegis è un multiverso, così da permettere ai giocatori di creare quello che vogliono”. Il fantasy medievale resta tuttavia l’immaginario più diffuso tra giocatori e giocatrici.
I dati del fenomeno LARP, fuori dall'Italia
All'estero il fenomeno del LARP raggiunge numeri ancora maggiori. In Germania eventi come DrachenFest e ConQuest of Mythodea arrivano a ospitare tra gli 8.000 e i 10.000 partecipanti. In Canada, Bicolline supera i 5.000 giocatori. Anche negli Stati Uniti il LARP va molto forte: Pennsic War, in Pennsylvania, conta 10.000 partecipanti e ha una durata di circa due settimane. C’è però una differenza sostanziale tra gli eventi europei e quelli statunitensi, e riguarda le armi. “Negli Stati Uniti c'è una legge che vieta di rappresentare ogni tipo di arma, per cui non si possono realizzare armi verosimili” spiega Anderini. I larper statunitensi utilizzano quindi dei tubi di schiuma, che poi sono è lo stesso materiali utilizzato nelle armi del LARP in generale. Cuoio e tessuti, invece, vengono adoperati per l’equipaggiamento. In Italia esistono botteghe specializzate proprio in questo. “La maggior parte del mio costume è composto da elementi creati da artigiani del cuoio, a Roma”, afferma Simone. “Io poi aggiungo cose personali acquistate in rete”.

Oltre ai principali eventi annuali, il LARP prende forma anche attraverso iniziative più piccole, che durano solo un pomeriggio, o una notte. Si chiamano one-shot. Se ne occupano associazioni incentrate sul gioco di ruolo dal vivo. In Italia ce ne sono diverse, dalla Sicilia al Friuli Venezia Giulia. “Molte regioni hanno i propri LARP, maggiori e minori, che seguono un po' tutti i gusti”, spiega Anderini.
Il pubblico del LARP: e il successo di Dungeons&Dragons
Dopo la pandemia, il LARP ha acquisito maggiore popolarità, complice il successo crescente di Dungeons&Dragons. “Resta un fenomeno di nicchia, ma vive di riflesso dell'aumento del pubblico per il gioco di ruolo da tavolo”, afferma Anderini. “Più persone si appassionano, più vengono alle fiere, più possono scoprire il LARP come situazione addizionale”. Oggi il pubblico del gioco di ruolo dal vivo appare piuttosto variegato, con una maggiore partecipazione femminile. Giulia Palazzani e Livia Pini ne hanno parlato all’edizione 2026 di Play di Bologna. Secondo le speaker, la sinergia tra nuove sensibilità e giovani generazioni sta mettendo in atto un cambiamento all’interno del panorama del gioco di ruolo, incluso quello dal vivo. Anche le età coinvolte sono piuttosto varie. Secondo quanto riportato da Ansa.it, il LARP coinvolge tanto gli adolescenti quanto i settantenni, anche se la fascia più diffusa è quella che va dai 20 ai 35 anni. Non è raro trovare genitori con bambini agli eventi. Gli elementi che possono rendere complesso l’approccio al LARP riguardano per lo più la logistica e i costi per iniziare. “Ad esempio, un Battle for Vilegis ha impatto sfidante all'inizio, perché bisogna accamparsi per cinque giorni su una terra con soli bagni chimici e una distesa con tre alberi in 70 ettari”, afferma Anderini. “Quindi se non si è già campeggiatori può rivelarsi impegnativo”.
A questo si aggiunge l’equipaggiamento del proprio personaggio, che ha un costo, specie se si vuole interpretare un cavaliere armato di tutto punto. “Devi contare la spada, lo scudo, magari un'armatura, con o senza mantello, un elemento che può richiedere dai 50 agli 80 euro”, spiega Anderini. “Dipende pure dagli accessori, come la scarsella, che può essere di stoffa così come di cuoio. Lì si va dai 15 ai 200 euro”. Ma il bello del gioco di ruolo è che si può interpretare qualsiasi personaggio, anche poco abbiente. In questo caso basta una tunica di stoffa, e con 20-30 euro si ha l’equipaggiamento necessario per poter giocare. Questo per quanto riguarda un personaggio di stampo fantasy. LARP come Vampire: The Masquerade, che è ambientato nel mondo contemporaneo abitato da vampiri, richiede abiti quotidiani e facilmente reperibili. Perché il LARP non è solo una questione di combattimento, ma offre vari modi – e mondi – per interagire.
“Mi piacevano molto le situazioni in cui si poteva interpretare il proprio personaggio, quindi fare un po' di improvvisazione e creare, assieme agli altri personaggi, aneddoti divertenti. C'era uno scambio quasi culturale tra i vari popoli di Vilegis”, ci dice Stephanie, che ha giocato di ruolo dal vivo per circa undici anni. “Tutte le volte che c'era la possibilità di fare interpretazione pura senza pensare all'ambientazione o alle trame del gioco, per me era sempre molto bello. Per questo organizzavamo dei tè delle cinque nei quali invitavamo i personaggi più disparati: era molto divertente vedere il comandante degli orchi prendere il tè con due signorine dell'Ottocento”.
La varietà di eventi e l’ampia offerta ludica di quelli più grandi, permette davvero di trovare il proprio ambiente, tra combattimenti, esplorazione, investigazione, intrighi politici e interpretazione del personaggio. “La cosa bella è che puoi esplorare dei lati di te che altrimenti non uscirebbero. Anzi, sperimentare situazioni diverse permette di conoscere meglio sé stessi”, ci dice Giada, larper da due anni e mezzo. Per ora ha interpretato una sacerdotessa inquisitrice tratta dal mondo di Dungeons&Dragons e una strega della palude semi analfabeta. Due personaggi agli antipodi, che le permettono di guardare il mondo con occhi diversi.
Un coinvolgimento tale è dovuto anche al fatto di rinunciare alla tecnologia per tutta la durata dell’evento: di notte l’illuminazione avviene attraverso fiaccole e piccoli punti di luce, mentre l’uso dei cellulari non è consentito durante le fasi di gioco. Tutto questo, a cui si aggiungono i costumi e l’interpretazione del proprio personaggio, permette una potente sospensione dell’incredulità. A tal proposito, Francesco Anderini ricorda un momento particolare durante un evento nei boschi toscani. Mentre infuriava una guerra, il suo personaggio, un ramingo ispirato al Signore degli Anelli, sentì il bisogno di allontanarsi. “Senza accorgermene, ho fatto sei ore di trekking in costume con arco e frecce, superando cascate, ruscelli, dirupi, foreste”, descrive Anderini. “L'emozione di pace, di serenità, di stare in contatto con la natura che avrebbe provato un ramingo, mi ha rigenerato e mi ha reso pronto ad affrontare qualsiasi cosa”.