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Sam Altman e 11 signori delle Big Tech si sono incontrati in un bar di San Francisco: dovevano giocare a Mafia

Dodici figure di spicco delle Big Tech americano, tra cui il CEO di Open AI Sam Altman, si sono sfidati a San Francisco a “Mafia”, un gioco di parte dove la menzogna e il bluff sono gli elementi fondamentali. Tra ironia e retroscena politici, lo show orchestrato da un blogger è diventato lo specchio perfetto delle delle feroci dinamiche che guidano la Silicon Valley contemporanea.
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Dodici persone entrano in un bar di San Francisco. Non è l'inizio di una barzelletta, ma quello che sembra un esperimento sociale. Attorno a un tavolo siedono alcuni degli uomini e delle donne più influenti della tecnologia contemporanea: il fondatore di OpenAI, Sam Altman, quello dell'app di messaggistica Signal, Moxie Marlinspike, il creatore di Figma, Dylan Field, il cofondatore di Anduril, Palmer Luckey, il biohacker Bryan Johnson e altri nomi nati nella complessa galassia del tecnologico americano. L'obiettivo? Giocare a Mafia, un celebre gioco di deduzione sociale che in Italia viene chiamato Lupus in Tabula (o "Fabula", dipende dalle versioni). Si tratta di un passatempo sempre più popolare, il cui scopo è principale principalmente uno: mentire meglio degli altri.

La partita è stata la prima puntata di uno show pubblicato ieri, 4 giugno, su YouTube e X da Founders Fund, il fondo di venture capital fondato da Peter Thiel, il multimilionario che ha creato Palantir, azienda nota per il suo ruolo nello sviluppo di tecnologie per la sorveglianza di massa, e che è diventato una specie di santone dell'ultra-destra made in USA, con idee molto controverse che intrecciano filosofia, politica e religione (è nota la sua ossessione per l'Anticristo). Il fatto che molti partecipanti siano figure molto vicine al controverso imprenditore e la presenza di elementi come Altman, da mesi al centro di continui attacchi e polemiche, è stata visto da molti spettatori come una vera lotta tra squali pronti a rivelare la propria vera natura.

Il gioco come specchio della personalità

In sé il progetto è stato pensato per essere un prodotto di puro intrattenimento. Dietro l'iniziativa c'è infatti Mike Solana, responsabile marketing di Founders Fund, scrittore, podcaster e fondatore di Pirate Wires, una delle pubblicazioni più seguite dall'ala conservatrice del mondo tech americano. Solana, che in un articolo di The Atlantic del 2024 viene definito "il protégé di Thiel", ha spiegato sul proprio sito di voler raccontare le personalità al vertice delle aziende più importanti del momento in un modo tutto nuovo. Una partita basata su bluff, intuizione e psicologia promette di mostrare qualcosa di ben più autentico rispetto alle solite interviste.

La partita è stata girata al Tosca Café, storico locale di North Beach che nel 2007 ospitò un celebre servizio fotografico della cosiddetta PayPal Mafia – quel gruppo di imprenditori ed esperti tech costruito attorno a Thiel e ai protagonisti dell'epopea PayPal – pubblicato da Fortune. È difficile credere che la scelta sia stata casuale.

Il gioco ha delle regole molto semplici. Ogni giocatore pesca una carta da gioco. Le tre persone che pescano uno dei tre Jack presenti nel mazzo diventano "i mafiosi", con l'obiettivo di eliminare gli altri giocatori senza farsi scoprire. Chi prende l'Asso di Picche è invece "l'angelo", che può proteggere un giocatore per turno dall'eventuale attacco dei mafiosi. L'ultima carta con un ruolo è infine il Re di Cuori, ossia "lo sceriffo", che per ogni turno può chiedere al narratore se il giocatore indicato è buono o cattivo. Nessuno può vedere le carte degli altri e tutti i giocatori possono mentire apertamente sul proprio ruolo. La partita termina quando vengono eliminati tutti i mafiosi o quando i mafiosi sono riusciti a uccidere un numero sufficiente di partecipanti.

I dodici partecipanti sono stati:

  • Sam Altman, fondatore di OpenAI
  • Palmer Luckey, Co-fondatore di Anduril
  • Josie Zayner, Biohacker e fondatrice di Embryo Corporation
  • Bryan Johnson, fondatore di Don’t Die
  • Tim Urban, blogger
  • Liv Boeree, giocatrice professionista di Poker
  • Ryan Beiermeister, AI Policy Expert
  • Dylan Field, fondatore di Figma
  • Moxie Marlinspike, fondatore di Signal
  • Cyan Banister di Long Journey Ventures
  • Ryan Petersen, fondatore di Flexport
  • Trae Stephens, partner di Founders Fund e co-fondatore di Anduril

I protagonisti più controversi

Ciò che ha attirato l'interesse dei curiosi è proprio il fatto che a questo gioco basato sulla menzogna abbiano partecipato proprio personaggi poco trasparenti e considerati dei bugiardi seriali. Il primo della lista è ovviamente Sam Altman. Dopo lo sgambetto ad Anthropic per accordarsi con il Pentagono e l'inchiesta poco lusinghiera del New Yorker – che lo ha sostanzialmente descritto come uno scalatore sociale e un mentitore patologico – il CEO di OpenAI è diventato uno dei personaggi più discussi del pianeta, tanto da essere diventato oggetto di minacce e atti di vandalismo.

Luckey rappresenta invece la normalizzazione della tecnologia militare nella Silicon Valley. Dopo l'uscita traumatica da Facebook, ha costruito Anduril, azienda specializzata in droni autonomi e sistemi di difesa che per alcuni incarna il futuro della sicurezza occidentale e per altri una pericolosa corsa verso la guerra automatizzata.

Bryan Johnson è diventato il volto mediatico dell'ossessione per la longevità, arrivando a farsi trasfusioni con il sangue del figlio diciottenne. Josie Zayner è famosa per la volontà sfidare di confini della bioetica con i suoi esperimenti di biohacking, tanto da iniettarsi un sistema di gene-editing per aumentare la propria massa muscolare. Ryan Beiermeister, ex dirigente di OpenAI, è stata licenziata dopo uno scontro che ha alimentato nuove polemiche sulla governance dell'intelligenza artificiale.

Persino le figure meno controverse incarnano alcune delle grandi tensioni del settore: Field ha attraversato il naufragio della vendita di Figma ad Adobe. Ryan Petersen ha ripreso il controllo di Flexport con modalità che hanno fatto discutere l'intero settore. Marlinspike è da anni uno degli avversari più determinati dei governi che chiedono accesso alle comunicazioni crittografate.

Come è andata la partita

Il video della partita è già disponibile su YouTube. La cronaca racconta che Sam Altman sia stato eliminato piuttosto presto, pur avendo intuito correttamente chi fossero i mafiosi. Altri, come Moxie Marlinspike e Trae Stephens, si sono distinti per la capacità di guidare la conversazione e spostare l'attenzione dagli indizi più pericolosi. Ma il risultato della partita è quasi secondario.

Ciò che colpisce è il valore simbolico dell'intera operazione. Da anni una parte dell'opinione pubblica guarda ai protagonisti della Silicon Valley con crescente sospetto. Sono accusati di esercitare un'influenza sproporzionata sulle istituzioni, di aggirare i controlli democratici, di presentare come inevitabili scelte che in realtà sono profondamente politiche. In questo contesto, vedere alcuni dei principali artefici del futuro tecnologico impegnati in un gioco basato sulla manipolazione delle percezioni produce un effetto inevitabilmente ironico. Ah, alla fine hanno vinto i mafiosi.

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