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Intelligenza artificiale (IA)

Il manifesto di Moreno-Gama, il ragazzo che voleva fermare l’IA: l’attentato ad Altman era solo il primo passo

Prima di attaccare la villa di Sam Altman, CEO di Open AI, il ventenne Daniel Moreno-Gama aveva scritto un manifesto per denunciare i pericoli dell’intelligenza artificiale e affermare la propria volontà di fare tutto il possibile per distruggerla. Il giovane faceva parte di una community di scettici convinti che l’IA rappresenti una minaccia per l’umanità e nei post pubblicati sui social insisteva sulla necessità di colpire le Big Tech, descritte come una lobby di burattinai senza scrupoli pronti a consegnare il futuro del pianeta nelle mani delle macchine.
A cura di Niccolò De Rosa
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Il caso è esploso nella serata di venerdì 10 aprile, quando il ventenne texano Daniel Moreno-Gama è stato arrestato perché sospettato di aver lanciato una molotov contro la casa di Sam Altman, CEO di Open AI. Secondo l'FBI, il giovane uomo aveva l'intenzione di dirigersi verso la sede dell'azienda con l'intenzione di colpire ancora. Fermato dalla polizia di San Francisco, Moreno-Gama è stato quindi accusato di tentato omicidio, incendio doloso e possesso di armi. Craig Missakian, procuratore degli Stati Uniti per il Distretto Settentrionale della California, ha fatto sapere che qualora le indagini confermassero un movente legato al tentativo di "modificare le politiche pubbliche o per esercitare pressioni su funzionari governativi e di altro tipo", ai capi d'imputazione potrebbe aggiungersi anche quello di terrorismo.

Al di là di ciò che è accaduto (e ciò che sarebbe potuto accadere), a preoccupare gli inquirenti è però un documento scritto dallo stesso Moreno-Gama che gli agenti hanno trovato poco dopo l'arresto. Il testo citato nella denuncia non è stato riportato integralmente per evitare il rischio di emulazione, ma la Polizia di San Francisco lo ha descritto come un manifesto programmatico, una sorta di dichiarazione d'intenti in cui il giovane ha riversato tutti i propri timori nei confronti dell'intelligenza artificiale e la volontà di opporsi con tutte le proprie forze a un progresso che, anziché concorrere allo sviluppo dell'umanità, porterà inevitabilmente alla sua distruzione.

"Your Last Warning": anatomia di un testo estremo

Il testo che ha messo in allerta gli investigatori è suddiviso in tre parti ed è intitolato "Your Last Warning" ("Il vostro ultimo avvertimento"). Qui Moreno-Gama costruisce una visione totalizzante dove l'intelligenza artificiale diventa una minaccia per l'esistenza della nostra società e l'industria tech una vera e propria macchina di manipolazione del consenso. Nel testo, Altman diventa "Vittima-1", primo nome di una lista che include manager e investitori della Silicon Valley, con riferimenti personali e indirizzi. Una mappa della violenza che contiene tutte le informazioni necessarie per concretizzare gesti eclatanti e spiega perché il documento non sia stato reso pubblico.

La struttura del manifesto alterna analisi e invettiva: dalla denuncia delle "bolle tecnologiche", dalle dot-com alle criptovalute, alla tesi di una élite che gioca con il destino dell'umanità, incurante dei possibili pericoli per la società, dall'eliminazione di milioni di posti di lavoro al ruolo delle macchine nei conflitti e nella sorveglianza di massa. Il passaggio di maggiore impatto è però quello in cui l'autore rivendica la necessità dell'azione per dimostrare la serietà delle proprie convinzioni anche attraverso misure estreme come l'omicidio. Una determinazione ferrea, che per essere compresa deve essere inserita in un contesto più ampio.

Il percorso di radicalizzazione su blog e social

Per comprendere il contesto e le motivazioni che hanno spinto Moreno-Gama ad attaccare l'abitazione di Altman, la giornalista e ricercatrice americana Nirit Weiss-Blatt ha ricostruito le attività online del ventenne nei mesi precedenti all'attacco. Moreno-Gama risultava infatti attivo da tempo, con lo pseudonimo "Butlerian Jihadist" – un riferimento all'universo fantascientifico di Dune – partecipando a discussioni su Discord e forum dedicati al rischio esistenziale dell'intelligenza artificiale. Nel 2024 il giovane era entrato a far parte della community di Pause AI, un movimento internazionale di attivisti convinto che l'attuale società non sia ancora pronta a gestire le immense potenzialità dell'IA e che dunque chiede di sospendere i sistemi di intelligenza artificiale più avanzati.

Dopo l'aggressione alla villa di Altman, Pause AI ha subito bannato l'account di Moreno-Gama e rimosso le sue interazioni dalla cronologia delle chat ma Weiss-Blatt era riuscita a salvare alcuni screen che mostrano chiaramente la traiettoria di convinzioni che si sono fatte via via sempre più estreme. Se infatti all'inizio gli interventi del giovane sembravano mossi da una sincera curiosità nei confronti di un tema complesso, nei mesi le sue idee sono apparse sempre più drastiche. "Siamo vicini alla mezzanotte", scriveva nel dicembre 2025. Quando poi un moderatore lo ha richiamato per toni violenti, la risposta è stata : "Pensate davvero che ci resti del tempo?".

Parallelamente, Moreno-Gama aveva iniziato a pubblicare contenuti propri sui social e su Substack, consolidando una visione  millenaristica, fatta di grafici, scenari distopici e riferimenti a film come Matrix e Terminator, in cui le macchine finiscono per ribellarsi all'uomo. In uno di questi testi, aveva definito l'IA una minaccia per il dominio intellettuale umano, per poi concludere: "Dobbiamo agire prima e fare domande dopo". Proprio in questi post erano comparsi anche i primi attacchi ad Altman, definito come una sorta di sociopatico e bugiardo patologico. Non che gli altri protagonisti del settore godessero della stima del ragazzo. Per Moreno-Gama, l'intera Silicon Valley era ormai diventata un'oligarchia dominata da burattinai senza scrupoli. La critica tecnologica si è così trasformata rapidamente in teoria del complotto, e la teoria del complotto in giustificazione morale della violenza.

La presa di distanze di Pause AI

Dopo l'arresto, l'organizzazione PauseAI ha diffuso una nota con una netta presa di distanza, condannando "senza riserve" dell'attacco, sottolineando l'assenza di nessun legami operativi con il sospettato e ridimensionano il ruolo del giovane all'interno della community, con appena 34 messaggi in due anni, nessun coinvolgimento attivo e un solo intervento considerato "ambiguo". PauseAI ha anche respinto il tentativo di associare l'episodio all'intero movimento per la sicurezza dell'IA, definendo "opportunistica" questa lettura e rivendicando la legittimità di un dibattito pubblico non violento.

La vicenda ha comunque permesso a Sam Altman, da qualche mese al centro di continui attacchi per la spregiudicatezza con cui sta tenendo le redini di OpenAI, di scagliarsi contro il clima ostile alimentato dai detrattori dell'intelligenza artificiale. "Anche le parole hanno potere", ha ricordato Altman.

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