Pulizie di casa gratis, ma in cambio devi farti filmare dall’Intelligenza Artificiale: come funziona l’app Shift

In un mondo dove i dati sono la moneta di scambio più ambita, una startup tedesca ha lanciato un'iniziativa per offrire una casa pulita da cima a fondo in cambio di immagini da dare in pasto all'intelligenza artificiale. La formula, proposta dall'azienda MicroAGI attraverso la nuova app Shift, è molto semplice. Un addetto alle pulizie qualificato e garantito dalla compagnia si occupa gratuitamente di attività quotidiane come lavare i piatti, passare l'aspirapolvere, spolverare o riordinare armadi e dispense. In cambio, il cliente deve accettare che l'intero intervento venga registrato dalle telecamere indossate dagli operatori.
L'offerta di Shift è rivolta ai residenti di New York e rappresenta il più classico dei do ut des: l'azienda fa il lavoro sporco (letteralmente) e in cambio l'utente deve condividere ambienti e condizioni della propria abitazione per addestrare i sistemi di IA destinati ai robot domestici del futuro.
Come funziona Shift e chi pulisce le case dei newyorkesi
La campagna, lanciata con tanto di post social e video promozionali, serve a fare incetta di filmati per osservare nel dettaglio come una persona svolge attività quotidiane, dalle più semplici alle più complesse. Questi dati verranno poi utilizzati per insegnare ai modelli di IA come muoversi, manipolare i vari oggetti per le pulizie e svolgere le faccende domestiche in autonomia. Poiché simili informazioni sono molto rare da reperire sul web, MicroAGI appare disposta a sobbarcarsi i costi del servizio pur di ottenere registrazioni autentiche di attività svolte in ambienti reali.
Del resto, la raccolta di dati è al centro del modello di business della startup, la quale afferma di collaborare già con migliaia di persone in diversi Paesi, pagate per registrare le proprie attività quotidiane.
Shift infatti non serve solo a raccogliere le adesioni di chi è disposto a condividere con l'IA ogni angolo della propria casa in cambio di pulizie gratis, ma anche a reclutare persone che, in cambio di un compenso (alcune fonti parlano di 20 dollari l'ora), siano disposte a lavorare in case di sconosciuti indossando una videocam o degli occhiali smart. Questi operatori, viene specificato sul sito di Shift, possono essere o dipendenti di imprese di pulizie professionali coinvolte in un contratto d'appalto con MicroAGI, o lavoratori indipendenti (addetti alle pulizie, idraulici o altri professionisti dei lavori manuali) che scelgono di arrotondare accettando questi piccoli incarichi occasionali. Si tratta di un modello ormai rodato nel settore di sviluppo e addestramento dell'IA. I singoli collaboratori ricevono un immediato beneficio economico per le loro prestazioni e il committente ottiene un'enorme quantità di dati di qualità che poi verranno venduti a peso d'oro per lo sviluppo dei progetti più svariati.
Regole e promesse sulla privacy
Il fatto di entrare nelle case di privati cittadini per riprendere le faccende domestiche comporta ovviamente una serie di implicazioni sia per chi eroga il servizio (l'addetto alle pulizie), sia per chi lo riceve. Per quanto riguarda gli addetti alle pulizie, Shift precisa che essi possono rifiutarsi di eseguire "qualsiasi compito specifico che non si sentano a proprio agio a eseguire". L'azienda declina anche qualsiasi responsabilità in caso di furti o lesioni.
Consapevole delle possibili preoccupazioni legate alla riservatezza dei proprietari di casa, Shift dedica poi ampio spazio alle garanzie sulla privacy all'interno della propria sezione FAQ. Al momento dell'iscrizione, infatti, l'utente che richiede il servizio è tenuto a fornire alcune informazioni sensibili, tra cui, ovviamente, il proprio indirizzo di domicilio. L'azienda assicura tuttavia che nomi, volti e altri dati personali vengano automaticamente resi anonimi prima che i video registrati dagli operatori siano caricati sui propri server. Anche i documenti, gli schermi di computer, i telefoni cellulari e tutti gli altri elementi potenzialmente identificativi presenti all'interno dell'abitazione dovrebbero essere oscurati tramite sistemi automatici basati sull'apprendimento automatico.
Restano tuttavia alcuni punti interrogativi. Come ha sottolineato la testata giornalistica Ars Technica, non è infatti chiaro se gli utenti possano richiedere in un secondo momento la cancellazione dei video già utilizzati per l'addestramento dell'intelligenza artificiale. Alcuni osservatori sottolineano poi come l'oscuramento dei dati non elimini necessariamente ogni rischio di riconoscimento degli ambienti domestici ripresi dalle telecamere. Tutti elementi per cui l'azienda dovrà ragionevolmente fornire spiegazioni più esaustive, soprattutto perché il CEO di MicroAGI, Bercan Kilic, sembra intenzionato ad esportare l'esperimento anche in altre città europee.