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28 Aprile 2022
12:40

Più casi di morbillo e meno bambini vaccinati, rischiamo una “tempesta perfetta”

L’avvertimento dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e dell’Unicef che nei primi due mesi del 2022 hanno registrato un aumento del 79% dei casi di morbillo a livello globale.
A cura di Valeria Aiello
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Sono aumentati del 79% i casi di morbillo segnalati nel mondo nei primi due mesi del 2022 rispetto a quanto registrato nello stesso periodo del 2021, quando i casi erano stati meno di 10.000 rispetto ai 17.000 riportati nel primo bimestre di quest’anno. Lo evidenziano i dati diffusi dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dall’Unicef, secondo cui si tratta di “un segnale preoccupante di aumento del rischio di diffusione di malattie prevenibili con il vaccino” avvertono le due organizzazioni delle Nazioni Unite, per le quali ci sono “le condizioni per una ‘tempesta perfetta’”.

La preoccupazione è che la maggiore circolazione del virus possa innescare gravi focolai di morbillo, complici le interruzioni dei servizi legate alla pandemia, le crescenti disuguaglianze nell’accesso ai vaccini e la distrazione di risorse dall’attività di immunizzazione di routine. Fattori che “stanno lasciando troppi bambini senza protezione contro il morbillo e altre patologie”.

I dati, in particolare, mostrano che a livello globale sono stati segnalati oltre 17.300 casi di morbillofocolai nei mesi di gennaio e febbraio 2.022 rispetto ai 9.665 dei primi due mesi del 2021. A far crescere il rischio di grandi focolai, sottolineano gli esperti, è stato “l’allentamento delle pratiche di distanziamento sociale e   e altre misure preventive per Covid”, amplificato dalle “milioni di persone sfollate a causa di conflitti e crisi, dall’Ucraina all’Etiopia, Somalia e Afghanistan, dalla mancanza di acqua pulita e servizi igienici e dal sovraffollamento”. Essendo il virus del morbillo particolarmente contagioso, i casi  “tendono a manifestarsi rapidamente quando i livelli di vaccinazione diminuiscono”. Le agenzie delle Nazioni Uniti temono inoltre che i focolai di morbillo possano essere una “spia”, ovvero un campanello d’allarme che lascerebbe presagire “futuri focolai anche di altre malattie che non si diffondono così rapidamente”.

In termini di diffusione, la maggior parte dei casi di morbillo, è stata registrata “in contesti che hanno affrontato difficoltà sociali ed economiche dovute alla pandemia di Covid-19, conflitti o altre crisi e hanno infrastrutture del sistema sanitario cronicamente deboli” indicano OMS e Unicef, precisando che cifre esatte sono probabilmente più alte, poiché la pandemia ha interrotto i sistemi di sorveglianza a livello globale, con una potenziale sottostima.

D’altra parte, i dati sulle somministrazioni di vaccino anti-morbillo indicano che nel 2020 sono circa 23 milioni i bambini nel mondo che hanno saltato la vaccinazione di base per l’infanzia, facendo registrare il numero di mancate vaccinazioni più alto dal 2009, superiore di 3,7 milioni rispetto al 2019. Sempre a livello globale, nell’aprile 2022, le agenzie inoltre segnalano 21 focolai di morbillo “di grandi dimensioni e dirompenti” negli ultimi 12 mesi, con la maggior parte dei casi che sono stati segnalati in Africa e nella regione del Mediterraneo orientale.

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