Perché non vedremo mai la macchina volante di Elon Musk sulle strade

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La Tesla Roadster volante. Credit: Tesla
La presentazione della Tesla Roadster volante ha fatto strabuzzare gli occhi a milioni di persone, tuttavia non vedremo mai un simile veicolo sulle nostre strade.

Nella notte italiana tra il 15 e il 16 ottobre 2026 la casa automobilistica statunitense Tesla ha presentato la seconda generazione della Roadster, conquistando completamente l'attenzione del settore automotive (e non solo), con contestuale “oscuramento” dell'annuncio della bellissima Mission S di Porsche. A rendere l'evento un vero e proprio show mediatico la presentazione a dir poco fuori dalle righe, in cui la Roadster è stata mostrata mentre eseguiva piroette in aria, balzi, arrampicate e atterraggi degni di Ritorno al Futuro e Supercar. In sostanza, è stata mostrata al mondo come una vera e propria macchina volante, grazie alla tecnologia derivata dai razzi Falcon di SpaceX, la compagnia aerospaziale privata di Elon Musk, che è a capo anche di Tesla.

Il segreto dei video che hanno fatto strabuzzare gli occhi a milioni di persone risiede in un complesso sistema basato su dieci propulsori collegati a centinaia di litri di aria compressa stipati in serbatoi in fibra di carbonio. Attorno alla scocca dell'auto sono posizionati ugelli che funzionano come quelli usati dai razzi e dalle navicelle spaziali per stabilizzare il volo e atterrare (laddove possibile, come nel caso dei Falcon e della Starship). Nella prima fase della presentazione la Tesla Roadster ha percorso una rampa a C capovolta nella quale si è fermata in verticale (e sottosopra) come un geco, grazie a un potentissimo sistema di ventole che, aspirando l'aria, è in grado letteralmente di agganciarla alle superfici. Nella seconda fase, quella che ha lasciato i presenti di stucco, l'auto ha percorso la rampa ad alta velocità, ma invece di cadere violentemente al suolo, con una “mossa da circo” si è raddrizzata in volo ed è delicatamente atterrata grazie al sopracitato sistema di ugelli. Una cosa mai vista prima e che ha letteralmente fatto impazzire gli utenti dei social, al grido di «questo è il futuro» e «le macchine volanti sono realtà».

Le macchine volanti, innanzitutto, non sono una novità assoluta. Basti vedere il volo di 35 minuti della AirCar, un veicolo ibrido che ha volato tra l'aeroporto internazionale di Nitra (Slovacchia) e quello di Bratislava nel giugno del 2021. Ma sono in sviluppo numerosi progetti in fase avanzata, dalla Alef Model A alla PAL-V Liberty, senza dimenticare gli eVTOL che, pur non circolando su strada, si avvicinano molto al concetto di auto volante “personale” accarezzato da molti film e romanzi di fantascienza.

Anche il sistema di aspirazione attiva dal pianale che permette di restare attaccati a una superficie verticale o a un soffitto non è una novità; il sistema evoluto di Tesla ricorda l'esperimento della Brabham BT46B di Formula 1 del 1978, dotata di una ventola per massimizzare l'effetto suolo. Più recentemente, lo stesso risultato è stato ottenuto dalla hypercar elettrica inglese McMurtry Spéirling, che durante varie presentazioni ha mostrato la capacità di restare incollata e capovolta su una piattaforma, sempre grazie a super ventole che aspirano l'aria.

Tornando al volo, il sistema proposto da Tesla non permetterebbe realmente di volare, ma solo di compiere dei balzi di alcune decine di metri, perché il sistema ricaricabile ad aria compressa non funziona come un motore basato su un carburante comune. A parità di massa o di volume, ha molta meno energia rispetto al carburante aeronautico e, per tenere in aria un veicolo che pesa tonnellate, serve tantissima energia. In sostanza, il veicolo può compiere balzi controllati e manovre aeree, ma non volare come la AirCar, un aeroplano o un eVTOL. Va inoltre considerato che il modello mostrato durante lo show era una sorta di “guscio vuoto”, senza pilota e comandato a distanza. Nessuno può escludere che la versione commerciale dell'auto “volante” sia in grado di compiere le stesse acrobazie; ma il punto fondamentale è un altro. A cosa servirebbero questi balzi e piroette aeree? E, cosa più importante, chi permetterebbe la circolazione di un simile veicolo concedendo la libertà di eseguire tali manovre? Semplicemente nessuno, perché i rigidi regolamenti per l'omologazione, che sono severissimi anche sul semplice colore delle frecce di direzione, non permetterebbero per nessuna ragione al mondo la circolazione di un'auto che, saltando, può finire addosso ad altri veicoli o sulle persone. Perlomeno non con i regolamenti attuali.

I serbatoi di gas freddo ad altissima pressione disposti attorno a tutto il veicolo rappresenterebbero anche un rischio estremo in caso di incidenti stradali; inoltre, la possibilità che possano attivarsi da soli per avarie o simili metterebbe in grave pericolo occupanti e pedoni. Nel momento in cui l'auto si trova in volo, anche se per pochi secondi, fra l'altro dovrebbe essere sottoposta alla regolamentazione aeronautica; chi ha un drone sa bene quali e quante autorizzazioni servono anche per farne volare uno di piccole dimensioni. Non va nemmeno dimenticato il rumore assordante di questo sistema, la manutenzione rigorosissima cui dovrebbe essere regolarmente sottoposto e tutta una serie di questioni che lo rendono praticamente non omologabile per le strade di tutti i giorni. Basti ricordare che il Cybertruck di Tesla non è stato omologato nell'Unione Europea per via della carrozzeria rigida in acciaio inox, degli spigoli vivi considerati pericolosi per i pedoni e di altri parametri. Figuriamoci come un'auto capace di compiere balzi di diversi metri, piena di serbatoi, possa essere considerata “sicura”.

È stato annunciato che la Tesla Roadster, che non è nemmeno una roadster ma una coupé-berlinetta ben lontana dall'originale realizzata sul pianale della Lotus Elise, sarà disponibile dal 2028 nella versione normale, senza il sistema di derivazione aerospaziale, mentre quella speciale sarà riservata a clienti selezionati su invito. Al momento ci si potrebbe immaginare una situazione simile a quella di certe vetture estremamente esclusive di Ferrari, come la 599XX e la FXX K, che pur essendo di proprietà sono custodite dalla casa di Maranello e rese accessibili ai clienti solo in pista. Magari Tesla costruirà un “parco divertimenti” dove i proprietari della Roadster volante potranno provare le acrobazie. Difficilmente vedremo mai su una strada un simile sistema. In un lontanissimo futuro, però, applicazioni derivate da questa tecnologia per evitare incidenti o mitigarne le conseguenze non sono da escludere. Ma al momento dubitiamo che il progetto abbia speranze di diventare un prodotto commerciale e in serie per le strade di tutti i giorni.

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