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L’intelligenza artificiale ha creato un nuovo lavoro: per farlo è necessario un essere umano

Dopo l’arrivo dell’intelligenza artificiale c’è chi teme che presto molti lavori saranno presto cancellati. In realtà potrebbe accadere anche l’esatto opposto, anzi già adesso negli Stati Uniti sempre più aziende stanno assumendo una nuova figura nata grazie a essa: il dirigente responsabile dell’IA.
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Quando nel Settecento la rivoluzione industriale stravolse il mondo del lavoro  con l'introduzione delle macchine, gli operai ebbero così paura di venir rimpiazzati dai nuovi strumenti di lavoro che iniziarono a distruggerli. Dopo due secoli e mezzo, proprio come i luddisti di allora, anche i lavoratori di oggi hanno avuto lo stesso timore alla notizia dell'introduzione dell'intelligenza artificiale. Forse, però, proprio come successe con le macchine industriali del Settecento, anche adesso questa paura potrebbe rivelarsi infondata.

Una prova è già sotto gli occhi di tutti. Da quando infatti è stata introdotta, l'IA ha già creato un nuovo lavoro "per umani", che necessita dell'intelligenza umana per essere svolto. Si tratta del "dirigente responsabile dell'intelligenza artificiale", e negli Stati Uniti le grandi aziende stanno già facendo a gara per accaparrarsene i migliori professionisti in grado di ricoprire il ruolo.

Che cosa fa il dirigente responsabile dell'IA

Ospedali, agenzie governative, università, studi legali importanti, ma anche aziende editoriali e società di consulenza. Tutti lo vogliono e molti lo hanno già assunto. Il dirigente responsabile dell'intelligenza artificiale – in inglese la dicitura completa è "Chief AI officer" – è una figura direttiva che ha il compito e la responsabilità di gestire al meglio le potenzialità dell'intelligenza artificiale.

Tanto per fare qualche esempio, a settembre 2023 il colosso della consulenza Accenture ha assunto un responsabile dell'IA, l'esperto di dati Lan Guan, per rispondere al crescente interesse dei clienti per questa tecnologia. Non solo, nel 2023 più di 400 dipartimenti e agenzie federali hanno cercato dei responsabili dell'IA.

L'intelligenza artificiale ha bisogno di quella umana

Il telaio meccanico e le altre macchine della rivoluzione industriale prima, il computer e internet dopo, l'intelligenza artificiale ora. Ciclicamente, il mondo del lavoro ha visto l'arrivo di novità rivoluzionarie, ma alla fine si è sempre adattato, fino a oggi, ed è probabile che succederà di nuovo.

Almeno questa è la tesi di diversi studi accademici. Jeff Borland e Michael Coelli, economisti dell’Università di Melbourne, osservano nel loro studio "Are robots taking our jobs?" che i posti di lavoro disponibili in Australia non sono diminuiti dall'introduzione delle tecnologie digitali, a riprova dell'ipotesi – da loro sostenuta – che l'economia del lavoro si adatterà di nuovo all'arrivo dell'IA, per quanto questa sia rivoluzionaria.

Secondo il "The Future of Jobs Report 2020" del World Economic Forum, si prevede che l'intelligenza artificiale sostituirà 85 milioni di posti di lavoro in tutto il mondo entro il 2025, ma nello stesso tempo sarà in grado di creare 97 milioni di nuovi posti di lavoro. Il dirigente responsabile dell'IA potrebbe essere quindi solo una delle prime figure professionali che vedremo nascere in questi anni.

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