L’IA che scopre l’indirizzo di una casa partendo da una semplice foto degli interni
La Graylark Technologies è una startup americana fondata nel 2022 la cui occupazione principale è sviluppare e perfezionare tecnologie per la geolocalizzazione visiva, ossia quel processo che consente di trovare la reale posizione geografica di una persona o di un oggetto analizzando gli elementi presenti in un'immagine. È un po' quello che fanno i campioni di GeoGuessr, il gioco dove bisogna indovinare il luogo rappresentato da Google Street View osservando il paesaggio e l'ambiente circostante. Nel caso di Raven, la piattaforma di punta di Graylark, il compito viene però svolto da sofisticati sistemi di intelligenza artificiale sempre più efficaci. Alla fine di settembre, il CEO e fondatore dell'azienda Daniel Heinen ha annunciato una nuova funzionalità che consentirà a Raven – il cui vecchio nome era Geospy – di geolocalizzare perfino gli interni di case e appartamenti destinati agli affitti brevi partendo da una semplice foto. Tale capacità potrà essere utilizzata dalle forze dell'ordine americane per indagini, ricerche e attività di sorveglianza.
"Oggi stiamo rilasciando una nuova funzionalità in Raven, precedentemente GeoSpy: la possibilità di geolocalizzare immagini interne su milioni di unità in affitto a breve termine in tutto il mondo", ha spiegato Heinen su LinkedIn. "Gli affitti a breve termine possono essere utilizzati come luoghi per la tratta di esseri umani e lo sfruttamento. Per gli investigatori, una foto o un video dall'interno di una proprietà può essere una pista decisiva, ma senza un indirizzo o un tag di località, sapere da dove iniziare può essere difficile. Raven aiuta gli investigatori ad abbinare immagini interne a potenziali proprietà, trasformando indizi visivi in piste di location che possono esaminare e verificare".
Come funziona la tecnologia di geolocalizzazione visiva
Il sistema individua elementi come piastrelle, pavimenti, mobili, sanitari, elettrodomestici e disposizione degli ambienti, cercando corrispondenze con immagini disponibili online. Nella dimostrazione condivisa dallo stesso Heinen, il software è stato in grado di identificare un annuncio Airbnb in Carolina del Sud partendo dalla fotografia di una lavatrice e di un'asciugatrice. L'immagine era del tutto anonima, senza particolari elementi distintivi che avrebbero in qualche modo potuto offrire un indizio utile agli eventuali investigatori. Eppure il sistema non ha avuto difficoltà nel rintracciare la casa i cui interni combaciavano alla perfezione con quelli mostrati nella fotografia. In un altro caso, Raven ha associato l'angolo di un bagno a un appartamento in California, sfruttando dettagli apparentemente insignificanti come la fantasie delle piastrelle e il water.
Raven dispone inoltre di una funzione chiamata HotelID, pensata per identificare le camere d'albergo anche attraverso particolari ravvicinati, come i prodotti da bagno. In ogni caso il risultato dipende dalla presenza di immagini comparabili: senza un annuncio corrispondente, individuare l'immobile diventa più difficile. Graylark non ha però reso pubblici tutti i dettagli della raccolta e dell'elaborazione dei dati.
Quali dati elabora Raven: la rivelazione dell'inchiesta giornalistica
Secondo Graylark, Raven attinge dall'immenso database di Airbnb e Vrbo (un'altra piattaforma di affitti brevi) per compiere ricerche e comparazioni. Le analisi condotte dalla testata giornalistica indipendente 404 Media ipotizzano però che il "terreno di caccia" del software possa essere ancora più ampio. I giornalisti di 404 Media hanno scoperto che almeno in un'occasione Raven è stata capace di rintracciare un appartamento grazie ad alcune foto pubblicate su Zillow, un altro famoso sito americano che però gestisce la compravendita di proprietà immobiliari. In quel caso specifico, dunque, Raven non aveva usato informazioni caricate su siti per i soggiorni brevi, ma aveva estrapolato dati da un portale che tratta case acquistate e messe in vendita da privati cittadini.
Tale versatilità ha sollevato alcuni interrogativi sui limiti nell'utilizzo dei dati reperibili online. Zillow ha infatti dichiarato a 404 Media che l'estrazione automatizzata dei suoi contenuti, se confermata, violerebbe i termini di servizio presenti nel sito. C'è poi la questione relativa all'estensione della sorveglianza. L'azienda descrive Raven come un generatore di indizi da verificare autonomamente e non come un sostituto delle prove, tuttavia sembra che alcuni dipartimenti di polizia abbiano già cominciato a testare il sistema dopo averne acquistato i servizi. Per il momento le voci non sono ancora state confermate dai diretti interessati, ma il quadro che si sta formando impone molte riflessioni sui confini da imporre alla supervisione della macchina statale e sulle garanzie da tutelare contro eventuali abusi di un sistema che, se gestito dalle persone sbagliate, può rivelarsi l'arma perfetta per molestatori e stalker.