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La nuova vita di Gypsy Rose Blanchard: esce dal carcere e diventa una star di TikTok

Dopo aver scontato 8 anni di reclusione Gypsy è libera, la ragazza era stata condannata per omicidio di secondo grado dopo la morte della madre Dee Dee che per anni ha abusato di lei.
A cura di Elisabetta Rosso
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L'hanno aspettata fuori dal carcere con i cartelloni: "Ti prego Gypsy apri un profilo TikTok". E lei ha seguito il consiglio. Dopo aver scontato 8 anni per l'omicidio di sua madre Dee Dee, Gypsy Rose Blanchard, 32 anni, è libera. “È bello essere a casa, sono tornata in Louisiana, mi sto godendo una bella giornata fuori”, dice guardando in camera nel video caricato sul suo nuovo profilo TikTok che conta già 7,5 milioni di follower.

I social hanno segnato la storia di Gypsy. Tutto è infatti iniziato con un profilo Facebook, dove sua madre, Dee Dee, condivideva la storia della figlia, una ragazzina affetta da distrofia muscolare, leucemia, apnee notturne e un ritardo mentale. In realtà Gypsy era sana, e per anni sua madre ha abusato di lei sottoponendola a terapie non necessarie e pericolose per la sua salute. Raccoglieva donazioni e pubblicava foto della figlia con i capelli rasati e senza denti. Poi, il 14 giugno 2015, sul loro profilo Facebook appare un post: "That Bitch is dead!".

La storia di Gypsy Rose Blanchard

Per anni Gypsy Rose Blanchard è stata convinta di essere malata. Girava in sedie a rotelle, dormiva con il respiratore, e le venivano rasati i capelli a zero. La madre, un'ex infermiera che aveva divorziato dal padre, raccontava sui social la storia di una figlia gravemente malata. Pubblicava foto di Gypsy vestita da principessa, sommersa da peluche e con parrucche boccolose. In realtà la ragazza era sana.

Per anni la madre ha ingannato i medici e costretto Gypsy ad assumere farmaci che hanno compromesso la sua salute. Dee Dee infatti soffriva della sindrome di Münchausen per procura, un disturbo mentale in cui il soggetto finge che un figlio o una persona di cui si prende cura, sia malata per attirare attenzione e compassione.

L'omicidio di DeeDee

Dopo aver assistito alle perplessità dei medici, Gypsy comincia ad accorgersi dell'inganno, e di notte si collega a Facebook per parlare Nicholas Godejohn, l'ha conosciuto in un gruppo di incontri cristiani, lui è affetto da schizofrenia e autismo. La relazione va avanti per anni, Gypsy gli racconta le sue paure, i suoi dubbi, e insieme decidono di uccidere sua madre Dee Dee.

La sera del 14 giugno 2015 Nicholas entra in casa e la accoltella, una volta arrivati a casa di Godejohn, i due decidono di scrivere il post That Bitch is dead! sull'account Facebook che Gypsy aveva insieme alla madre, e proprio rintracciando l'IP usato per collegarsi al social, la polizia rintraccia i due ragazzi. Nel 2017 Gypsy ha accettato un patteggiamento ed è stata condannata a 10 anni di carcere per omicidio di secondo grado. Godejohn invece, dopo il processo nel 2018, è stato giudicato colpevole di omicidio di primo grado e condannato all'ergastolo.

Il nuovo profilo TikTok

"Sono finalmente libera” ha esclamato nel video pubblicato sul suo nuovo profilo TikTok. "Voglio solo inviare un saluto rapido per ringraziare tutti per l’enorme supporto che ho ricevuto sui social media. Tutti sono stati davvero molto gentili e solidali e lo apprezzo molto." Ha poi aggiunto: “È bello essere a casa, sono tornata in Louisiana, mi sto godendo una bella giornata fuori.”

Gypsy sul social ha anche rivelato che pubblicherà un documentario sulla sua vita, intitolato: “Le confessioni carcerarie di Gypsy Rose Blanchard”. Non solo, ha anche finito di scrivere un eBook. Il libro è “più di una riflessione” sul suo vissuto. Ci sono estratti del suo diario, trascrizioni di interviste, illustrazioni e foto. "Include tutto quello che ho sperimentato negli ultimi otto anni e mezzo”, ha spiegato Gypsy. Gli utenti hanno accolto con entusiasmo il suo arrivo sui social, tra i commenti sotto il video infatti scrivono: "Sei bellissima e finalmente sei libera, dopo tutto quello che hai passato ti auguro il meglio!".

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