La compagnia telefonica di Trump è stata hackerata e sembra che nessuno sappia come gestire l’emergenza

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Il gruppo hacker BYOD ha rivendicato un attacco hacker a Trump Mobile, l’operatore telefonico di proprietà della famiglia del presidente USA. I cyber criminali hanno intenzione di ricattare azienda e clienti per trattare sulla restituzione delle informazioni rubate ma la compagnia sembra non disporre di un team deputato a gestire simili emergenze.

Mentre Donald Trump cambia il nome dell'intelligenza artificiale e crea task force per continuare a proiettare gli USA nell'era dell'IA, la sua compagnia telefonica, Trump Mobile, è stata bucata da un attacco hacker che ha esposto i dati di centinaia di clienti. L'attacco è stato rivendicato da un gruppo chiamato BYOD, il quale ha reso noto di aver "sequestrato" un corposo database contenenti nomi, numeri di telefono, recapiti mail, indirizzi di casa e dettagli sugli ordini.  Secondo le analisi effettuate dall'agenzia giornalistica Straight Arrow, BYOD avrebbe già creato un archivio sul dark web che conterrebbe 3.615 file relativi a clienti dell'azienda.

Un modus operandi molto simile alle ormai note vicende di Revolut che su Fanpage.it abbiamo raccontato nelle scorse settimane. In questo caso, però, c'è un ulteriore dettaglio che aggiunge un tocco farsesco all'intera storia. Lo stesso team di cyber criminali ha infatti rivelato di aver contattato l'azienda per avviare le trattative per il riscatto dei dati. La risposta di Trump Mobile sarebbe però stata decisamente spiazzante: "Non abbiamo un team per gestire questa situazione".

Cosa è successo: l'attacco ai sistemi di Trump Mobile

Trump Mobile è un operatore virtuale che offre servizi telefonici appoggiandosi alle infrastrutture di altri gestori. Il servizio è gestito da T1 Mobile e utilizza Liberty Mobile, che opera sulla rete T-Mobile. Il progetto è stato lanciato nel giugno 2025 dai figli del presidente americano, Eric e Donald Trump Jr, come una delle tante operazioni commerciali con cui la famiglia Trump ama unire profitti e attività di propaganda politica. La compagnia si propone di offrire un'alternativa patriottica e indipendente, pensata per i "veri americani", con call center e servizi clienti 100% made in USA. Trump Mobile ha anche messo in commercio un proprio smartphone, il T1 Phone, la cui produzione è stata però contraddistinta da ritardi e poca trasparenza sull'effettiva provenienza di componenti e materiale.

A simili controversie ora si aggiunge quella che ha tutta l'aria di essere un'importante violazione informatica. Il gruppo BYOD sostiene infatti di aver ottenuto accesso ai sistemi di Trump Mobile dopo aver compromesso il dispositivo di un dipendente di Liberty Mobile, l'infrastruttura tecnica sulla quale la società si appoggia per garantire i suoi servizi. Secondo gli hacker, sarebbe stato installato un Trojan di accesso remoto, attraverso il quale gli attaccanti avrebbero potuto controllare il computer della vittima. BYOD sostiene inoltre di avere ancora accesso al pannello di amministrazione di Trump Mobile e ha mostrato screenshot contenenti dati di clienti.

Al momento, però, non sono disponibili prove indipendenti che confermino il metodo dell'intrusione o che permettano di stabilire se si sia trattato effettivamente di un attacco ransomware, ossia una forma di attacco informatico che rende inaccessibili o illeggibili i dati della vittima, generalmente attraverso la cifratura dei file, per poi chiedere un riscatto in cambio del loro ripristino. In Italia abbiamo recentemente avuto un caso simile con il caso Spaggiari. Vi lasciamo qui l'articolo.

Chi è stato esposto dalla fuga dei dati

Le verifiche condotte da Straight Arrow News hanno permesso di identificare alcuni clienti direttamente coinvolti dalla violazione. Tra le persone presenti nell'archivio figura anche Eric Brunnett, vicepresidente e Chief Information Officer della Trump Organization, responsabile delle attività informatiche e della cybersecurity del gruppo. Non proprio una grande notizia per la sicurezza informatica del gruppo. Non risultano invece membri della famiglia Trump tra i clienti coinvolti. Anche alcuni clienti hanno confermato la presenza dei propri dati.

Al momento non è ancora ben chiaro se gli hacker abbiano in mano anche password e carte di pagamento dei clienti e se davvero Trump Mobile non può contare su un team addestrato a fronteggiare simili emergenze, la questione potrebbe non risolversi tanto velocemente. Di certo c'è che l'esposizione di nomi, recapiti e informazioni sugli ordini può offrire agli attaccanti materiale utile per campagne di phishing e frodi mirate. Un criminale potrebbe, per esempio, contattare un cliente fingendosi l'assistenza Trump Mobile e utilizzare informazioni reali sul suo piano o su un ordine per rendere più credibile la richiesta di pagamento o di ulteriori dati personali.

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