Nuovi attacchi Whatsapp violano le chat su iPhone, Dal Checco: “Meta sa, ma per ora non riesce a fermarli”

Intervista a Paolo Dal Checco
Perito informatico forense
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Nel weekend del 13 e 14 agosto, una nuova ondata di violazioni ha compromesso gli account WhatsApp di numerosi utenti in tutto il mondo, Italia compresa. L’esperto Paolo Dal Checco ha spiegato a Fanpage.it cosa è cambiato rispetto alla precedenti violazioni.

Una nuova serie di attacchi informatici via WhatsApp sta colpendo gli iPhone non aggiornati in diverse parti del mondo, Italia inclusa. Si tratta della terza ondata riconducibile a modalità già viste nel maggio e nel luglio scorsi, con attacchi zero click che prendono possesso delle chat delle vittime senza che queste possano accorgersene. Su Fanpage.it ne abbiamo già parlato qui. Questa volta gli attacchi sono stati rilevati dal team Forenser nel weekend tra il 13 e il 14 agosto e si sono concentrati soprattutto sui dispositivi rimasti a versioni vulnerabili di iOS 16. Il grande pericolo dietro questi attacchi è che non serve nemmeno aprire un allegato o cliccare su un link malevolo per innescare l'aggressione. I cyber criminali continuano infatti a sfruttare delle falle interne al sistema di WhatsApp per insinuarsi nell'account della vittima e inviare messaggi ai contatti recenti per provare a truffarli.

"Le volte precedenti l'attacco sembrava quasi esclusivamente italiano. Questa volta, invece, abbiamo iniziato a individuare segnalazioni anche all'estero", spiega a Fanpage.it Paolo Dal Checco, perito informatico forense che collabora con Forenser. "Le prime analisi confermano comunque che la tipologia di attacco è la stessa rilevata nei mesi scorsi. Il problema è che continuano a verificarsi".

Cosa succede quando WhatsApp viene hackerato

Come nei casi precedenti, le vulnerabilità sfruttate riguardano le librerie di gestione delle immagini. Apple ha rilasciato nuovi update che hanno sistemato il problema, ma chi non ha compiuto l'aggiornamento è rimasto scoperto. Quando l'iPhone viene compromesso, l'hacker utilizza una sorta di sessione parallela di WhatsApp che si rimbalza la connessione con quella gestita dal legittimo proprietario. Il tecnico informatico Antonio De Bortoli ha già raccontato a Fanpage.it il meccanismo. L'intromissione apre la strada a tutte le conversazioni più recenti dell'account infettato. Mentre tutto ciò accade, la sezione "Dispositivi collegati" del telefono non segnala alcuna anomalia alla vittima.

Una volta entrati, i criminali iniziano quindi a scrivere ai contatti per chiedere soldi mentre si fingono il proprietario dell'account. "Almeno per i casi italiani, c'è sicuramente una componente locale dietro la serie di attacchi: i messaggi di phishing che abbiamo visionato erano scritti in italiano corretto e i fondi sottratti vengono indirizzati su IBAN e conti correnti italiani. Non puoi improvvisare un'operazione simile se non hai pronti decine di conti sui quali far confluire il denaro", afferma Dal Checco. "Spesso questi schemi vengono combinati con altre truffe, come quelle del falso trading online, dove i soldi rubati alle vittime servono per pagare l'investimento di un'altra all'interno della stessa catena di raggiri".

Cosa è cambiato nell'ultima serie di attacchi

L'ultima serie di cyber-aggressioni ha rilevato delle differenze rispetto al passato. Innanzitutto, i ricercatori si sono accorti che le intrusioni si verificavano soprattutto nel fine settimana, quando l'attenzione cala e le persone fanno meno caso a ciò che accade sul loro telefono.  Su alcuni smartphone è poi comparsa la schermata "iPhone non disponibile. Riprova tra un minuto".

"Questa è effettivamente una novità, dobbiamo ancora capire cosa significhi", conferma Dal Checco. "Ricorda un po' l'avviso che compare quando si sbaglia il PIN e il telefono blocca l'accesso per qualche minuto. Non sappiamo ancora se sia un evento casuale o qualcosa di direttamente collegato all'attacco". Diversi utenti hanno anche segnalato un rallentamento e un surriscaldamento del dispositivo. "Ha senso. Dopotutto, il cellulare sta compiendo molte operazioni, con la sessione che passa continuamente dalla vittima agli attaccanti e viceversa".

Chi rischia di più e cosa fare per difendersi

Stando alle segnalazioni raccolte, i dispositivi esposti sono gli iPhone dalla serie 8 alla 14 – comprese le varianti X, XR, XS e SE – con versioni di iOS precedenti alla 16.7.12. In assenza di informazioni chiare sulle caratteristiche e le modalità degli attacchi, al momento l'unica difesa efficace sembra essere quella di mantenere sempre aggiornato il sistema operativo. Chi non può installare una versione recente di iOS dovrebbe portare il dispositivo ad almeno l'ultima release disponibile di iOS 16 e, quando possibile, attuare l'upgrade alla versione successiva. Per quanto riguarda i possibili destinatari di messaggi ingannevoli inviati dagli iPhone infettati, il consiglio è sempre quello di accertarsi della fonte prima di inviare soldi o fornire dati sensibili. Se un amico o un parente ci scrive di punto in bianco su WhatsApp per chiederci un prestito o proporci un investimento, è sempre meglio richiamarlo e capire a voce di cosa si tratta.

Resta ovviamente da capire perché, nonostante siano passati diversi mesi, Meta non sia ancora riuscita a mettere una toppa definitiva al problema. "Questa è la vera domanda da un milione di dollari. WhatsApp è a conoscenza del problema e sta lavorando per capire come gestirlo", conclude Dal Checco. "Credo stiano agendo su due fronti. Da un lato rilevare tempestivamente il fenomeno, dall'altro impedire tecnicamente questo passaggio di consegne. Per quanto quest'ultimo punto sia un po' più complesso, Meta ha tutte le risorse e le informazioni per poter intervenire in modo risolutivo. Finora però non è riuscita a trovare una soluzione".

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