In Francia un attacco hacker ha mandato fuori uso i frigoriferi di centinaia di supermercati

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Un maxi attacco hacker ha mandato in tilt i sistemi di refrigerazione di centinaia di supermercati in Francia. Gli aggressori avrebbero manipolato da remoto i controlli della temperatura, portandola fino a 50 ºC. Si contano tonnellate di cibo da buttare e danni milionari. In Olanda, invece, un altra aggressione informatica ha interrotto i servizi digitali di tre grandi catene di distribuzione alimentare.

Questa mattina, in Francia, migliaia di persone non hanno potuto acquistare carne, pesce, verdura e prodotti surgelati a causa di un maxi attacco informatico ai sistemi di refrigerazione di centinaia di supermercati francesi. L'incidente è stato registrato nella notte tra domenica 11 e lunedì 12 ottobre e avrebbe interessato diverse catene della grande distribuzione, tra cui Intermarché, Netto, Coopérative U ed E.Leclerc. In Italia questi nomi non sono molto famosi, ma stiamo parlando di gruppi con migliaia di punti vendita in tutto il Paese. Al momento non è ancora ben chiaro cosa abbia provocato il cortocircuito che ha causato danni milionari, ma le indagini si stanno concentrando sui servizi offerti da un'azienda danese che gestisce i programmi che controllano una buona fetta dei frigoriferi industriali francesi. La diffusione della stessa tecnologia potrebbe spiegare l'ampiezza dell'inconveniente e non si esclude che altri grossi marchi possano essere stati coinvolti dal problema. Anche molti piccoli negozi – soprattutto macellerie – sembrano aver subito ingenti danni.

Cosa è successo: l'attacco ai sistemi di sbrinamento

Secondo quanto riportato dall'emittente BFMTV, a mandare in tilt centinaia di sistemi di refrigerazione è stata l'aggressione ai sistemi di manipolazione dello sbrinamento automatico, ossia quella procedura di routine che elimina ilm ghiaccio accumulato dagli impianti frigoriferi per garantirne il corretto funzionamento. Gli hacker avrebbero forzato un ciclo di sbrinamento continuo, impostando temperature fino a 50 ºC. Per colpa di questa impostazione, frigoriferi e congelatori avrebbero iniziato a riscaldarsi, invece di conservare gli alimenti al freddo. Il profilo X della testata indipendente International Cyber Digest, sempre molto informata in temi di cybersicurezza, parla addirittura di alcuni principi di incendio, ma allo stato attuale l'anticipazione non trova riscontri ufficiali.

In alcuni negozi, il sabotaggio sarebbe iniziato intorno alla mezzanotte, facendo sì che il problema venisse scoperto soltanto diverse ore dopo, quando gli addetti si sono ritrovati davanti a grosse quantità di merce ormai invendibile a causa del calore. Nei punti vendita in cui la manomissione sarebbe avvenuta più tardi, invece, il personale sarebbe riuscito a salvare una parte dei prodotti.

Per ora è ancora presto per pretendere risposte certe, tuttavia le prime ricostruzioni riconducono l'origine dell'incidente a un attacco nei confronti degli applicativi Danfoss, nota multinazionale danese che, tra le altre cose, fornisce i software che regolano le celle frigorifere per la vendita al dettaglio e la gestione della catena del freddo. Stiamo parlando di un autentico colosso del settore, con fatturati miliardari e clienti del calibro di Carrefour, Aldi e Lidl. Eppure, nonostante gli elevati standard di sicurezza, l ‘Agenzia nazionale francese per la sicurezza informatica (ANSSI) avrebbe individuato una vulnerabilità nelle versioni più datate del software di gestione dei sistemi di refrigerazione che potrebbe essere stata sfruttata dagli aggressori per sferrare il loro attacco.

Le indagini sono tuttora in corso e non è ancora chiaro come gli aggressori siano riusciti ad accedere ai sistemi né se si siano avvalsi di credenziali compromesse. Anche l'identità dei responsabili e l'eventuale movente restano al momento sconosciuti.

Danni economici: gettata merce per milioni di euro

Ciò che si sa già è che le conseguenze economiche per i supermercati colpiti sono state enormi. A Haguenau, in Alsazia, un Intermarché avrebbe perso l'intero stock di surgelati, per un valore stimato di circa 50.000 euro. Un supermercato Super U della zona avrebbe dovuto eliminare sia prodotti freschi che congelati, con perdite stimate in 220.000 euro. Il bilancio dei due esercizi commerciali raggiungerebbe quindi circa 270.000 euro. Sempre secondo BFMTV, il gruppo Les Mousquetaires avrebbe confermato il coinvolgimento di circa 300 negozi Intermarché e Netto, mentre Coopérative U avrebbe segnalato meno di cento punti vendita interessati. Su scala nazionale, le perdite potrebbero ammontare a diversi milioni di euro, tra merci distrutte e costi per il ripristino degli impianti.

Qualora venissero accertate tutte le responsabilità, anche per la Danfoss potrebbero esserci ripercussioni importanti. Nel post su X con cui ha confermato l'incidente, l'amministratore delegato di Coopérative U, Dominique Schelcher, ha usato toni tutt'altro che concilianti:  "Confermo che un attacco informatico sta colpendo, a partire da questa notte, gli impianti di produzione del freddo di diversi negozi della nostra rete Coopérative U", ha scritto Schelcher. "I nostri team sono pienamente mobilitati, in collaborazione con i frigoristi, per ripristinare la situazione il prima possibile. Un'inchiesta dovrà fare piena luce su questo attacco. Attaccare attrezzature essenziali per la conservazione dei prodotti freschi e per l'approvvigionamento alimentare dei francesi è di estrema gravità ed è senza precedenti. È inaccettabile".

L'ombra di un attacco più esteso

Mentre in Francia si fa la connta dei danni, anche in Olanda le catene di vendita alimentare e Albert Heijn, Etos e Gall & Gall hanno comunicato la sospensione dei loro siti virtuali – siti e app – a causa di quello che ha tutta l'aria di essere un altro attacco informatico. "A causa dell'incidente di sicurezza informatica, alcuni sistemi rimarranno temporaneamente disattivati ​​a scopo precauzionale per proteggere il nostro ambiente IT. Di conseguenza, i nostri siti web, le app e il servizio clienti non sono temporaneamente disponibili. I nostri negozi rimangono aperti e i clienti possono continuare a fare acquisti presso di essi", si legge nel comunicato di Albert Heijn. Un recente aggiornamento ha però reso noto che alcuni negozi hanno comunque dovuto chiudere a causa delle difficoltà di approvvigionamento derivate proprio dal disservizio informatico.

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