Ho visto il video di un cliente che entra in un Compro Oro: sono finito dentro una strategia di marketing

Ormai è marketing. L’ultimo video scelto dall’algoritmo di TikTok per il mio feed è ambientato in un Compro Oro. Due persone. Il proprietario del negozio, noto ai social per aver già raccontato varie attività commerciali. Si chiama Michele Migliaccio, ha 168.000 follower su Instagram e quasi un milione su TikTok. L’altro è un cliente. Un ragazzo ripreso di spalle. Il ragazzo si presenta con un discreto quantitativo di oro: 125,83 grammi. Il commerciante lo valuta attorno ai 12.000 euro, circa 90 euro al grammo.
Il ragazzo dice che ha bisogno solo di 3.000 euro perché deve pagare dei debiti a delle persone. A questo punto inizia una trascurabile paternale su quanto sia un gesto sbagliato: alla fine il commerciante chiama la madre del ragazzo per chiederle di passare in negozio. Come è abbastanza chiaro nei commenti, i sospetti che il video sia recitato sono parecchio forti. Scorrendo nel profilo vediamo che questo video non è un caso isolato, ma è frutto di una strategia di marketing.
Ogni video racconta una piccola storia, basata su temi cari all’attualità. Una volta c’è un ragazzo definito come “maranza” che porta una collanina rubata. Un’altra una coppia di ragazze che vuole finanziare un’attività su OnlyFans. E poi ancora. Storie di donazioni a anziani, ragazzi che scappano via dall’Italia. Certo, non possiamo certificare che ogni video sia falso. E possiamo anche prendere in considerazione che questi video siano delle ricostruzioni di casi simili. Ma scorrendo meglio sui social abbiamo capito che il video con il cliente è proprio una strategia di marketing.
Una tecnica diffusa: i casi di Mr. Oro e Dan Ink
Un altro profilo usa una strategia molto simile. Questa volta si chiama Mr. Oro D’Oro, ha 436.000 follower su TikTok e 235.000 su Instagram. Le similitudini sono parecchie. Video con clienti, dove è inquadrato solo il proprietario. Copertine in stile cartoon. Ogni cliente è diverso, ogni storia è complessa. I clienti non vendono solo l’oro ma raccontano le loro storie, alla fine è a metà tra una compravendita e una seduta di psicoterapia. Apprendiamo dai social che ora Mr. Oro D’Oro ha anche un programma su DMax.
Lo ripetiamo. Tutti i video che abbiamo visto ci sono sembrati recitati ma non possiamo garantire che lo siano. Eppure le storie ci sembrano cucite a misura di smartphone. Ma questa tecnica va oltre lo schermo dei social. La stessa strategia viene usata anche da Dan Ink, 76.000 follower su Instagram e 469.000 follower su TikTok. Qui parliamo di tatuaggi. Il cliente arriva, spesso con proposte strambe, e il tatuatone ascolta tutto e capisce valuta quanto chiedere.
Anche qui le richieste vanno sempre fuori dall’ordinario: un cliente che vuole tatuarsi tutto il corpo, un ragazzo ubriaco che vuole tatuarsi tre bottiglie per ricordarsi il tavolo della serata, un altro che vuole coprire un tatuaggio senza pagare. Anche qui il discorso è lo stesso: sicuramente sono scene che possono capitare nella vita di un tatuatore, l’effetto finale del video però è sempre un po’ recitato.
Storia, finale a sorpresa e soldi: i punti che funzionano
Prima dei social ci sono stati decine di programmi tv basati esattamente su questo genere. Il Banco dei Pugni che ha reso celebri le storie degli impiegati dell’American Jewelry and Loan di Detroit, Stati Uniti. Qui siamo nel mondo dei banco dei pegni. I clienti arrivano, provano a vendere o comprare qualcosa. Raccontano la loro storia e la storia dell’oggetto che hanno con sé da vendere.
I punti di forza di queste narrazioni sono almeno tre: ogni storia è un capitolo diverso. Una micronarrazione che inizia e finisce nel giro di qualche minuto. C’è l’attesa del finale. L’affare si chiude? Quale sarà l’esito del colloquio? E poi ci sono i soldi. Tutti questi casi ruotano attorno a cifre che possono essere più o meno alte. Vedere il punto di caduta finale è il motivo per guardare tutta la storia.