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Gli studenti di Pisa che hanno creato l’aereo di carta più grande del mondo: “15.000 ore di lavoro”

Un gruppo di studenti di ingegneria aerospaziale dell’Università di Pisa ha costruito l’aereo di carta più grande del mondo. Sono state necessarie 15.000 ore di lavoro e un numero infinito di progetti, prove e tentativi. La loro storia a Fanpage.it.
Intervista a Manuel Santoro
Progetto Icarus
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Mesi di lavoro, chili di carta, chili di colla. Un team di 16 persone, un hangar affittato per l’evento, sponsor e youtuber mobilitati per l’occasione. Un’officina dedicata, infinite simulazioni al computer e prove con i modelli in scala. Tutto per un volo di pochissimi secondi. Pochi istanti che sono serviti a un aereo di carta con un’apertura alare di 20,04 metri a percorrere 60 metri in aria prima di arrivare a terra. Un volo che ha fatto finire tutto il team del Progetto Icarus dentro gli archivi del Guinness dei Primati per l’aereo di carta più grande del mondo. Il volo, e il record, sono stati registrati il 25 giugno a Bologna, durante l’evento We Make Future. Tutti i capitoli di questa storia sono stati raccontati da Jakidale, youtuber italiano non nuovo a imprese del genere. Nel settembre del 2020 aveva percorso la tratta Milano-Roma con un monopattino elettrico.

Il Progetto Icarus è stato messo in piedi da un gruppo di studenti dell’Università di Pisa. È iniziato alla fine del 2024, quando i fondatori studiavano insieme alla triennale di Ingegneria Aerospaziale. Non poteva essere altrimenti. In effetti lanciare un oggetto con ali lunghe 20 metri tutto fatto in carta non è una sfida semplice. Ogni componente è stato ottimizzato per il volo: doveva avere la struttura giusta per permettere all’aereo di restare in aria e doveva essere abbastanza solido per non far collassare tutto. Abbiamo parlato con Manuel Santoro, 25 anni. È lui che nel team si è occupato di gestire i rapporti con gli sponsor che hanno contribuito al progetto.

L’idea: i primi aeroplani lanciati dalle aule in università

“All’inizio era partito tutto per scherzo. Ci divertivamo nelle aule universitarie, quelle con i banchi posizionati tutti in discesa. Ci sfidavamo tra di noi per attraversare tutta l’aula con un solo aeroplano di carta. Quelli fatti con un foglio, come sappiamo fare tutti”. E da qui è iniziata qualche ricerca. “Sempre per ridere abbiamo provato a cercare i record degli aeroplani di carta. Il record precedente era stato fatto da un’università tedesca. Lo abbiamo visto e ci siamo detti: si può battere. E poi niente, da un paio di battute siamo passati alla progettazione”.

Come vedete dalle foto la struttura dell’aeroplano di carta è complessa. Ogni singolo elemento è stato studiato per essere costruito e trasportato. Niente chiodi, niente graffette. Tutto è tenuto insieme da colla Vinavil Pro e incastri. Qui trovate qualche dettaglio più tecnico. “Abbiamo iniziato a progettare tutto un pezzo alla volta. Prima abbiamo deciso la forma dell’aereo e poi abbiamo provato diversi modelli in scala. Non tutto è stato semplice”.

Come ogni progetto, anche qui ci sono stati i fallimenti: “Nel dicembre 2025, dopo un anno di lavoro avevamo organizzato un evento con l’amministrazione di Cenaia, il paesino dove avevamo l’officina in cui stavamo lavorando. Volevamo rendere partecipe tutta la comunità”. Il modello non era quello che poi avrebbe volato a Bologna: “Parliamo di un modello in scala 2.25 a 1. Le ali arrivavano a circa 8 metri. Il giorno prima dell’evento si è rotto l’aereo: abbiamo dovuto annullare l’evento. E ovviamente abbiamo avuto paura. Il progetto finale doveva essere più grande di almeno due volte”.

PROGETTO ICARUS | Il team con il Guinness World Record
PROGETTO ICARUS | Il team con il Guinness World Record

Il futuro di Icarus: l’aereo in un museo dell’aviazione

Il volo di Icaro nel mito finisce con le ali sciolte dal Sole. Per questo aereo nessun finale tragico, almeno per adesso. “Ci hanno proposto di bruciarlo ma abbiamo declinato l’offerta. Per adesso l’aereo verrà portato in giro per qualche evento a cui ci hanno invitato. Durante l’atterraggio si è aperta un'ala ma niente di grave. Poi per il futuro vedremo: dobbiamo ancora decidere. Ci hanno parlato della possibilità di esporlo in un museo dell’aviazione. Ecco, questa sarebbe una buona idea”. Per ora i ragazzi si godono la vittoria, già ufficializzata dal Guinness World Record. "Secondo me, alla fine la cosa più bella è stata riprendersi la dignità dei propri sogni. È stato un po’ come dire: "Si può sognare, non rimane tutto nella testa”. Ci abbiamo provato e ci abbiamo messo 15.000 ore di lavoro. Questa volta è andata bene”.

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