DAZN Full Mobile, perché il mirroring dallo smartphone alla Tv è bloccato e cosa succede se si prova

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L’abbonamento per smartphone, lanciato da DANZ per vedere tutta la Serie A, esclude la possibilità di riprodurre le partite su altri schermi. Oltre alle limitazioni previste dal regolamento, esistono specifiche restrizioni tecniche che impediscono agli utenti il mirroring su TV o monitor esterni.

Tutto il campionato a 19,99 euro al mese, ma potendo guardare servizi e partite solamente sullo smartphone. È questa la novità recentemente introdotta da DAZN, che con l'inedito piano DAZN Full Mobile offre ai propri clienti la possibilità di accedere a tutti i contenuti della piattaforma a un prezzo significativamente più basso rispetto agli altri piani (meno di 20 euro mensili rispetto ai 46,99 euro del piano Full), consentendo però di fruirne soltanto attraverso il piccolo schermo di un telefono. Tutti gli altri dispositivi, TV, computer e perfino tablet, sono esclusi da questa forma di abbonamento. Certo, il costo contenuto fa decisamente gola e qualcuno potrebbe pensare di scegliere questa soluzione per poi proiettare il video su uno schermo più grande sfruttando tecnologie per il cast e il mirroring come Chromecast, Airplay o un semplice cavo HDMI dotato di adattatore. In realtà, l'operazione risulterebbe o ben più complessa del previsto, oltre che sostanzialmente illegale.

Le condizioni di utilizzo di DAZN specificano chiaramente che il piano previsto per l'utilizzo esclusivo tramite smartphone "non consente e non abilita la condivisione dello schermo, la funzionalità di mirroring o casting, così come altre tecnologie di duplicazione o trasmissione dei contenuti verso altri dispositivi". Questa posizione non rimane però solo su carta, lasciando agli utenti la responsabilità di non adottare comportamenti irregolari, ma si traduce in una serie di limitazioni e interventi tecnici da parte della piattaforma che di fatto impediscono ogni tipo di scorciatoia per cambiare il tipo di schermo sul quale godersi le partite del campionato.

Perché non si può duplicare lo schermo dello smartphone per vedere DAZN Full Mobile

DAZN – così come Sky con l'app Sky Go – si avvale del cosiddetto Digital Rights Management (DRM), ossia quell'insieme di tecnologie che permette ai fornitori di contenuti digitali di controllare come un video protetto viene distribuito e riprodotto. Essendo DAZN un servizio che trasmette eventi sportivi ad alto valore commerciale, l'adozione di queste tecnologie DRM è un requisito fondamentale imposto dai detentori dei diritti televisivi della Serie A.

Il funzionamento del meccanismo è piuttosto semplice da comprendere. Quando un servizio streaming entra in funzione, il flusso di dati che trasmette il video al dispositivo di riproduzione è cifrato. Prima di poter essere visionato, il contenuto ha dunque bisogno delle chiavi necessarie e dell'autorizzazione del sistema DRM. Questa operazione non serve soltanto a impedire il download illegale di contenuti protetti, ma può anche stabilire dove e attraverso quale dispositivo un certo contenuto può essere visualizzato.

DAZN sfrutta dunque questo tipo di tecnologie e le regole di licenza per far sì che gli abbonamenti Full Mobile non possano mai essere riprodotti su TV, PC o altri apparati di mirroring.

Cosa succede se si utilizza il mirroring o un cavo HDMI per vedere DAZN dal telefono

Esistono diversi standard industriali che garantiscono il rispetto del DRM. Tra i più importanti citiamo Google Widevine, utilizzato sui dispositivi Android, Apple FairPlay Streaming e Microsoft PlayReady. Tutti questi sistemi proteggono i file video originali affinché si muovano in forma criptata e possano essere letti solamente dai dispositivi autorizzati.

Prendiamo come esempio i vari dispositivi di cast e mirroring. Questi apparecchi registrano la schermata del telefono, la convertono in un flusso video compresso e la inviano allo schermo della TV. Se però il flusso è cifrato, le tecnologie DRM intervengono per agire come una specie di lucchetto. I fotogrammi protetti vengono elaborati in un'area blindata chiamata Trusted Execution Environment, "oscurandoli" al secondo schermo, che quindi riprodurrà soltanto uno schermo nero.

Lo stesso avviene se si prova a collegare fisicamente lo smartphone con un cavo HDMI. Qui entra in gioco un sistema chiamato High-bandwidth Digital Content Protection (HDCP) che protegge il contenuto nel passaggio dall'apparecchio sorgente (il telefono) al televisore o a un monitor. Prima di trasmettere il video, l'HDCP verifica che i due dispositivi siano compatibili con il sistema di protezione. Se viene rilevato un percorso non autorizzato, la trasmissione s'interrompe.

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