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Come funziona il bocchettone della piscina e perché può risucchiare le persone

Dopo la tragedia della undicenne morta a Sestri Levante Fanpage.it ha chiesto all’esperta Rossana Prola come funzionano i dispositivi di aspirazione delle piscine, cosa dicono le norme di sicurezza e come evitare gli incidenti.
Intervista a Rossana Prola
Fisico e membro di UNI, CEN e ISO.
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La tragica scomparsa della bambina di 11 anni a Sestri Levante, rimasta intrappolata per i capelli nel sistema di aspirazione della piscina di uno stabilimento balneare, ha riportato drammaticamente al centro dell'attenzione la sicurezza degli impianti acquatici. Un incidente che purtroppo non rappresenta un caso isolato. Soltanto lo scorso aprile un dodicenne aveva perso la vita dopo essere stato risucchiato per una gamba in una piscina a Rimini. Qualche settimana fa, invece, una bimba nel Trevigiano se l'è cavata con un grosso livido dopo che la sua gamba era rimasta bloccata nella pompa di riciclo dell'acqua.

Per capire perché incidenti di questo tipo continuino a verificarsi ogni anno, è necessario non solo comprendere la fisica della circolazione dell'acqua negli impianti, ma anche ricordare quanto il mancato rispetto delle norme di sicurezza possa avere conseguenze. Abbiamo approfondito la questione con Rossana Prola, Fisico e membro esperto dell'Ente Italiano di Normazione (UNI), CEN (Comitato Europeo di Normazione) e ISO (Organizzazione Internazionale per la Standardizzazione), nonché perito della procura per alcuni dei casi succitati.

Perché il bocchettone risucchia le persone: il funzionamento

Il sistema di pompe delle piscine fa parte della cosiddetta aspirazione immersiva, ossia quella tipologia di dispositivi che si trovano sotto il livello dell'acqua. Appartengono a questa categoria le prese sul fondo vasca, le aspirazioni per il funzionamento dell'idromassaggio e, ovviamente, i bocchettoni per il ricambio dell'acqua. Queste imboccature prelevano l'acqua dalla piscina, la inviano ai sistemi di filtrazione ed ai giochi d'acqua (quando ci sono) e la rimettono in circolo per mantenerla pulita o per far funzionare un idromassaggio, una cascata, uno scivolo o qualunque altro gioco d'acqua. Questo meccanismo innesca una notevole forza aspirante.

Proprio qui risiede il pericolo. La potenza di queste pompe può infatti intrappolare parti del corpo sulla grglia di protezione o, quando la griglia non c'è, direttamente all'interno del tubo, incastrandoli. Una dinamica ancora più insidiosa, come ha dimostrato la tragedia di Sestri Levante, riguarda i capelli lunghi: se avvicinati al punto di aspirazione, i capelli possono venire aspirati sulla griglia, aggrovigliandosi in modo fitto e impedendo alla vittima di tornare a galla per respirare. Per questo motivo prese e bocchettoni devono per legge essere dotati di un sistema di griglie di sicurezza e devono essere correttamente dimensionati.

Quanti sono i bambini che ogni anno muoino per questo motivo

Per comprendere l'impatto reale del fenomeno occorre guardare ai dati raccolti dagli osservatori di settore. "Analizzando i report complessivi sugli incidenti in piscina, in Italia si registrano mediamente tra i 15 e i 20 decessi all'anno", afferma Prola. Un dato che accorpa adulti e bambini e che comprende ogni tipologia di tragico evento (annegamenti, malori, traumi). Se si isolano esclusivamente gli incidenti causati da intrappolamento o aspirazione ai bocchettoni, si nota che si tratta di eventi numericamente più rari ma dalle conseguenze quasi sempre fatali. In anni come il 2019 se ne sono contati circa tre casi all'anno. Anche nel 2026, per il momento i numeri sono sottomedia, secondo Prola. "Una cifra contenuta rispetto ai decessi totali, ma che rappresenta un margine di rischio che potrebbe essere azzerato del tutto".

Cosa stabiliscono le norme di sicurezza

La sicurezza delle bocchette è normata dalla UNI EN 13451 (le parti 1 e 3), aggiornata in Italia nel 2025. Non si tratta di mere direttive generiche, ma di norme tecniche stringenti che definiscono i criteri di costruzione, di progettazione e di collaudo dei tutte le componenti di una piscina pubblica (quelle private sono soggette ad una normativa diversa).

Distanziamento minimo e velocità massima dei dispositivi di aspirazione per piscine pubbliche | Credits: Professioneacqua
Distanziamento minimo e velocità massima dei dispositivi di aspirazione per piscine pubbliche | Credits: Professioneacqua

I punti chiave previsti dagli standard tecnici includono:

  • Test di intrappolamento capelli: ogni dispositivo di aspirazione, prima di essere commercializzato, deve superare obbligatoriamente un test di laboratorio che ne certifica l'impossibilità di trattenere i capelli alla massima portata di funzionamento.
  • Limitazione della velocità dell'acqua: la velocità del flusso sulla griglia non deve superare il valore di 0,5 metri al secondo (circa 1,8 km/h). Ridurre la velocità consente di scaricare la forza concentrata in corrispondenza dell'apertura.
  • Punti di aspirazione multipli: l'impianto deve prevedere almeno due bocchette collegate tra loro. Se un bagnante ne ostruisce involontariamente una, l'aspirazione si sposta automaticamente sull'altra, annullando l'effetto ventosa. In alternativa, l'eventuale griglia singola deve essere abbastanza grande da impedire ad un corpo di chiuderne più di metà.
  • Integrità delle griglie e condotte: le griglie devono essere progettate per resistere a carichi meccanici ed evitare che rotture improvvise lascino scoperte le imboccature delle tubazioni.

"Tutti gli incidenti recenti sono purtroppo riconducibili a situazioni non a norma", conclude Prola. "La legge è molto chiara su come questi dispositivi debbano funzionare: se tutto è in regola, non c'è alcuna possibilità che si verifichino tragedie di questo tipo".

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