Zanzare a ottobre, perché ce ne sono così tante: il ruolo di caldo e umidità spiegato dall’entomologo Fontana

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L’entomologo Fontana a Fanpage.it: “Temperature miti e le piogge delle ultime settimane stanno favorendo la ripresa dell’attività delle zanzare. Per fermarle servirà un vero calo delle temperature”.
Intervista a Paolo Fontana
Ricercatore della Fondazione Edmund Mach di Trento e membro dell’Accademia Nazionale Italiana di Entomologia (ANIE)

Zanzare ad ottobre, ancora tante, troppe, e pronte a pungerci più di prima. Quella che potrebbe sembrare soltanto un’impressione è invece una presenza che nelle ultime settimane è tornata a farsi sentire, complici le condizioni ambientali che stanno favorendo la ripresa della loro attività. A spiegare perché le zanzare siano così numerose è l’entomologo Paolo Fontana dell’Accademia Nazionale Italiana di Entomologia (ANIE) e ricercatore della Fondazione Edmund Mach di Trento, che a Fanpage.it ha fatto il punto sul ruolo del caldo e dell’umidità sulla loro proliferazione. “Dopo un’estate di fortissima siccità, in cui le zanzare non hanno avuto grandi possibilità di riprodursi, ma anche di forte caldo, che ci ha portato a tenere le finestre chiuse e accendere l’aria condizionata, solo da qualche settimana, dopo le leggere piogge di settembre, siamo tornati a usare repellenti e fornelletti di cui ci eravamo quasi dimenticati”.

Più zanzare ad ottobre, cosa è cambiato rispetto all’estate

“Rispetto all’estate di quest’anno, quando temperature estreme non hanno permesso di mantenere quei ristagni d'acqua necessari alla loro riproduzione, a settembre le piogge e l’abbassamento delle temperature, con la formazione di umidità notturna, hanno creato condizioni più favorevoli, per cui le zanzare hanno ripreso a riprodursi e moltiplicarsi” osserva Fontana. “Sono quindi cambiate le condizioni ambientali. Le precipitazioni estive erano state piogge abbondanti ma molto concentrate nel tempo, finite per dilavare ristagni, canali di scolo e pozzetti, e portare via le larve, che sono poi morte per essiccazione.

Temperature più miti e piogge più frequenti stanno pertanto sostenendo la riproduzione della zanzare, che si protrae anche ad ottobre. “In alcuni casi, nelle ultime due settimane, uscire senza una copertura o con la protezione di un repellente è diventato quasi proibitivo. E ci sono anche tanti altri piccoli mosquitos, come li chiamerebbero all’estero, piccoli ditteri in grado di pungere e che stanno dando parecchio fastidio, probabilmente simulidi o ceratopogonidi”.

Dove sono più presenti le zanzare in Italia

La distribuzione delle zanzare non è uniforme sul territorio italiano e tende ad essere maggiore nelle regioni caratterizzate da temperature più elevate e una maggiore disponibilità d’acqua. Le zone umide, in particolare, come pianure e ambienti urbani, rientrano tra gli ambienti in cui le popolazioni possono essere più numerose.

Più in generale, le regioni del Centro-Sud e le aree costiere possono mantenere condizioni favorevoli al loro sviluppo più a lungo nel corso dell’anno. Secondo i dati riportati dall’Istituto Superiore di Sanità, i periodi di maggiore abbondanza in queste regioni si osservano nei mesi di giugno e luglio, e nuovamente tra settembre e ottobre. Nelle regioni dell’Italia settentrionale, invece, il numero di zanzare aumenta solitamente tra maggio e settembre, con un picco alla fine di luglio.

Come difendersi dalle zanzare

Per ridurre il rischio di punture è innanzitutto utile ridurre le occasioni di esposizione, soprattutto nelle ore in cui sono più attive, come le prime ore del mattino e nel tardo pomeriggio. Tra le misure più efficaci ci sono l’uso di repellenti cutanei, l’impiego di zanzariere alle finestre e alle porte e l’utilizzo di zanzariere elettriche o altri dispositivi specifici per ridurre la presenza degli insetti. All’aperto è invece consigliabile indossare abiti che coprano braccia e gambe, applicando un repellente sulle parti scoperte della pelle.

È inoltre importante eliminare eventuali ristagni d’acqua e coprire adeguatamente i contenitori destinati alla raccolta d’acqua, quando non è possibile svuotarli. Per i bacini e recipienti che non possono essere rimossi o svuotati, l’ISS raccomanda anche l’utilizzo di prodotti larvicidi destinati all’uso domestico.

Per fermarle serve un vero calo delle temperature

Perché la presenza delle zanzare diminuisca in modo significativo servirà un vero abbassamento delle temperature, soprattutto durante la notte. “Dobbiamo tornare a temperature con minime notturne di poco superiori allo zero” precisa Fontana. La risposta cambia però a seconda della specie. “La zanzara comune, Culex pipiens, supera l’inverno come insetto adulto, riparandosi in luoghi bui e umidi come cantine, sottoscala e altri anfratti. Per questo può capitare di incontrarne ancora qualcuna anche durante i mesi freddi”.

Diverso il caso della zanzara tigre (Aedes albopictus) che non supera l’inverno da adulta. “La specie scompare con il freddo e la nuova generazione riparte dalle uova, che possono resistere fino alla stagione successiva. Perché questo passaggio avvenga, però, devono arrivare temperature davvero invernali. Quelle attuali sono ancora autunnali e sopra la media”.

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