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Il repellente per zanzare rischia di funzionare al contrario: per uno studio l’odore del DEET può attirarle

Uno studio pubblicato sul Journal of Experimental Biology svela che le zanzare possono imparare ad associare al sangue il repellente più usato e diffuso al mondo. Se esposte ripetutamente al DEET, imparano a seguirne l’odore.
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Il DEET è una sostanza presente nella maggior parte dei repellenti antizanzare in commercio, inclusi quegli spray che più o meno tutti mettiamo in valigia quando andiamo in vacanza in estate. È utilizzato contro zanzare, zecche e molti altri artropodi ematofagi, soprattutto nei paesi dove le zanzare trasmettono pericolose malattie come dengue, malaria o febbre gialla. Ma secondo un nuovo studio pubblicato sul Journal of Experimental Biology, le zanzare potrebbero imparare ad associare l‘odore del DEET – il dietiltoluamide – alla presenza di cibo, ovvero il nostro sangue, rendendo questo repellente meno efficace in alcune situazioni. Lo studio è stato condotto da un gruppo internazionale guidato da Claudio Lazzari dell'Università di Tours, in Francia, insieme a Clément Vinauger della Virginia Tech, negli Stati Uniti.

I ricercatori hanno lavorato sulla zanzara della febbre gialla (Aedes aegypti), una delle specie più diffuse e importanti dal punto di vista sanitario, vettore principale degli agenti virali della dengue, della chikungunya, della Zika, della febbre gialla da cui prende il nome e altre malattie. Per capire se le zanzare fossero in grado di "imparare" ad associare il repellente a un pasto, i ricercatori si sono ispirati al celebre esperimento di Ivan Pavlov, lo scienziato che dimostrò come i cani potessero associare il suono di una campanella all'arrivo del cibo. In questo caso, però, al posto dei cani c'erano le zanzare e al posto della campanella l'odore del DEET.

Gli esperimenti sono iniziati osservando il comportamento degli insetti davanti a una sacca di sangue caldo, mantenuta appena fuori dalla loro portata dietro una rete simile a quella delle zanzariere. Le zanzare cercavano insistentemente di pungere la membrana con la loro proboscide, il lungo apparato boccale che usano per succhiare il sangue. Quando poi gli scienziati hanno rimosso la rete permettendo alle zanzare di raggiungere la sacca, gli insetti si nutrivano immediatamente.

Le zanzare imparano ad associare l'odore del DEET al pasto

In una seconda fase, però, il sangue veniva offerto mentre nell'ambiente veniva diffuso anche l'odore del DEET. All'inizio le zanzare tendevano a evitare il repellente, come previsto, ma i ricercatori hanno ripetuto più volte l'esperimento facendo coincidere il momento del pasto con la presenza dell'odore del DEET. In pratica, le zanzare iniziavano a ricevere il "premio" in sangue mentre percepivano il repellente. Dopo diversi tentativi, il comportamento degli insetti è cambiato in modo sorprendente. Più del 60% delle zanzare reagiva all'odore del DEET cercando di pungere, come se avesse imparato ad associarlo all'arrivo del cibo. In un altro test, gli insetti hanno addirittura preferito avvicinarsi a una mano trattata con DEET rispetto a una mano senza repellente. I ricercatori hanno ottenuto risultati simili anche usando una soluzione zuccherina invece del sangue: le zanzare imparavano comunque a collegare l'odore del repellente a una ricompensa alimentare.

Secondo gli autori dello studio, questi risultati potrebbero spiegare come mai in alcuni casi il DEET sembri perdere efficacia dopo esposizioni ripetute. Se una zanzara riesce a pungere una persona che ha applicato il repellente molte ore prima, soprattutto quando la concentrazione sulla pelle è ormai bassa, l'insetto potrebbe imparare ad associare quell’odore alla possibilità di ottenere un pasto. Questo, naturalmente, non significa che il DEET non funzioni più o che sia inutile usarlo. Gli stessi ricercatori sottolineano che resta il repellente più efficace disponibile oggi e continua a essere fondamentale nella prevenzione delle malattie trasmesse dalle zanzare.

Lo studio suggerisce soprattutto che il comportamento delle zanzare è molto più complesso e flessibile di quanto si pensasse. Questi insetti non reagiscono soltanto in modo automatico e istintivo agli odori, che sappiamo essere uno dei principali meccanismi attraverso il quale individuano le loro vittime, ma possono anche apprendere dall'esperienza e modificare le proprie scelte in base alle associazioni che costruiscono nel tempo. Capacità che effettivamente in pochi si aspetterebbero da una zanzara.

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