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USA, mille persone colpite da diarrea esplosiva a causa di un parassita: ignota la fonte della ciclosporiasi

Negli Stati Uniti circa mille persone sono state colpite da un’infezione intestinale che provoca diarrea acquosa, frequente ed esplosiva, la ciclosporiasi. È una malattia provocata da un parassita, ma ad oggi non è stata identificata la fonte dell’epidemia.
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Negli ultimi giorni circa 1.000 persone sono state colpite da ciclosporiasi negli Stati Uniti, un'infezione intestinale causata da un parassita coccidio chiamato Cyclospora cayetanensis che provoca una significativa malattia diarroica. Come spiegato dal Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani del Michigan (MDHHS), il patogeno infetta nello specifico l'intestino tenue e solitamente causa “diarrea frequente, acquosa ed esplosiva”. L'aspetto peggiore di questa infezione, a differenza di quelle provocate da Norovirus e altri patogeni intestinali, è che la diarrea può durare addirittura un mese o più, con recidive. In genere è una condizione non pericolosa per la vita, tuttavia una diarrea così persistente può determinare una significativa disidratazione, che se non contrastata adeguatamente con una elevata reintroduzione di liquidi può provocare danni anche gravi alla salute, in particolar modo a persone con il sistema immunitario debilitato o compromesso da malattie come l'AIDS (provocata dal virus dell'HIV).

Attualmente negli USA è in corso una delle peggiori epidemie da quando il parassita è stato isolato per la prima volta e ha innescato i primi focolai nel Paese a stelle e strisce, negli anni '90. Al 4 luglio, in base ai dati citati dal MDHHS, oltre 570 persone risultano infettate nel solo Michigan, in particolar modo nelle contee di “Monroe, Lenawee, Washtenaw, Wayne, Shiawassee, Jackson, Oakland e Livingston”. I casi sono balzati dai 170 di martedì 30 giugno ai 572 del 4 luglio. Al 7 luglio altri 300 casi sono stati registrati nello Stato di New York, mentre in Ohio, nell'Illinois e in Carolina del Nord i numeri sono superiori alle medie che si verificano stagionalmente. Gli epidemiologi non ritengono che i casi siano collegati, alla luce della difficoltà di trasmissione da uomo a uomo (almeno quando c'è una corretta igiene personale), tuttavia, ad oggi, la fonte di questo boom di infezioni intestinali non è stata identificata.

In passato, come indicato dal MDHHS, negli USA e in Canada i focolai di ciclosporiasi sono stati associati a prodotti come mix di insalate in busta (lattuga, carote, cavolo rosso etc etc), coriandolo fresco, lamponi, piselli, basilico fresco e cipollotti. Il parassita può annidarsi su frutta e verdura e se non adeguatamente lavate sotto acqua corrente e pulite (con la rimozione delle parti deteriorate), il rischio di infezione in caso di contaminazione diventa elevato. La raccomandazione è quella di cuocere a 70 °C gli alimenti, procedura che elimina termicamente il parassita, ma chiaramente se si compra verdura e frutta fresca (in genere) è per mangiarle crude. Fondamentale una corretta igiene personale.

I sintomi della ciclosporiasi

Gli autorevoli Manuali MSD spiegano che l'infezione è endemica in aree tropicali e subtropicali, ma i casi sono sempre più frequenti negli Stati Uniti, in Canada e in Europa. Il periodo di incubazione, cioè il tempo che intercorre tra l'esposizione al patogeno e la comparsa dei sintomi, è di circa una settimana. Il sintomo principale segnalato dai Manuali MSD è la diarrea acquosa “ad insorgenza improvvisa, non emorragica, accompagnata da nausea”. Fra gli altri sintomi figurano crampi addominali, febbre, perdita di peso e vomito. I CDC indicano anche gonfiore, aumento del gas e affaticamento. Possono comparire anche dolori muscolari e altri disturbi simili a quelli di una malattia influenzale.

Come si cura la ciclosporiasi

In genere l'infezione passa senza trattamento, grazie a riposo e introduzione di liquidi per compensare la diarrea esplosiva, tuttavia, come indicato dai Manuali MSD, laddove richiesto la ciclosporiasi può essere trattata con Trimetoprim/sulfametoxazolo (TMP/SMX) o ciprofloxacina. Le persone con sindrome da immunodeficienza acquisita possono beneficiare dalla corretta terapia con i farmaci antiretrovirali e dosi maggiori dei sopracitati antibiotici (chiaramente sempre sotto strettissimo controllo medico).

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