video suggerito
video suggerito

Mangia rane crude e contrae un parassita nei polmoni: raro caso clinico in un ospedale di Shanghai

Una donna di 32 anni ha sviluppato un’infezione parassitaria ai polmoni dopo aver mangiato rane crude. Ricoverata in un ospedale di Shanghai, i medici descrivono il suo caso come raro perché il parassita colpisce più spesso i tessuti sottocutanei.
A cura di Valeria Aiello
0 CONDIVISIONI
Un caso clinico descritto dai medici di Shanghai riguarda una donna che ha sviluppato una rara infezione parassitaria ai polmoni dopo aver mangiato rane crude
Un caso clinico descritto dai medici di Shanghai riguarda una donna che ha sviluppato una rara infezione parassitaria ai polmoni dopo aver mangiato rane crude

Aveva tosse persistente e sintomi respiratori sempre più insoliti, tra cui sangue nell’espettorato durante i colpi di tosse più forti. Poi la scoperta dei medici, che hanno individuato un parassita nei polmoni, contratto dopo aver mangiato rane crude. È il raro caso clinico segnalato in un ospedale di Shanghai, dove una donna di 32 anni è stata ricoverata con un’infezione parassitaria polmonare considerata rara dagli specialisti.

La donna aveva spiegato che la tosse era iniziata alcuni mesi prima e che nelle settimane precedenti aveva avuto febbre, con temperature che avevano raggiunto i 38 °C. Si era già rivolta a una struttura pubblica, dove le era diagnosticata una polmonite eosinofila, una condizione in cui i globuli bianchi si accumulano nei polmoni e causano infiammazione. Nonostante una terapia di due mesi, continuava ad avere tosse ed espettorato.

Il parassita scoperto dopo esami più approfonditi

All’arrivo all’ospedale di Shanghai, niente sembrava suggerire qualcosa di diverso da una polmonite trattata senza successo. Fino a quando un’anamnesi più approfondita ha rivelato che la donna aveva l’abitudine di consumare frutti di mare poco cotti e una predilezione per rane crude. “Al momento del ricovero presso il nostro ospedale, i suoi parametri vitali erano stabili” hanno raccontato i medici nel report che descrive il suo caso. Dopo il ricovero, una TC toracica ha però mostrato “chiazze e noduli sparsi in entrambi i polmoni”.

Successivamente è stata eseguita una broncoscopia, che non ha evidenziato reperti significativi. Il liquido di lavaggio broncoalveolare e un campione di sangue sono stati analizzati presso l’Istituto di Malattie Parassitarie e Parassitologia del Centro Cinese per il Controllo delle Malattie (CDC) per la ricerca di anticorpi contro eventuali parassiti. I risultati hanno rivelato una sospetta positività agli anticorpi contro le larve di Sparganum mansoni, un tipo di tenia che causa un’infezione parassitaria chiamata sparganosi. Questa malattia è più comune nell'Asia orientale e, secondo alcune evidenze, le persone contraggono il parassita bevendo acqua contaminata o consumando carne cruda o poco cotta di animali infetti, come pesci e anfibi. Dopo essere state ingerite, le larve di S. mansoni migrano in vari tessuti e organi del corpo. Nel caso della donna, si erano accumulate nei polmoni, una sede molto rara per questo parassita, che tende a colpire più spesso i tessuti sottocutanei, scrivono gli autori del rapporto.

Quando la paziente ha fornito ai medici una rana di quelle che mangiava abitualmente, questi l’hanno sezionata e hanno scoperto che era portatrice di S. mansoni.

Per assicurarsi che il parassita non si fosse insediato in altri organi, i medici hanno esaminato anche cervello, fegato, reni, cuore e milza. Dopo la conferma della diagnosi di sparganosi da S. mansoni limitata ai polmoni, la donna è stata trattata con un antielmintico (praziquantel) per via orale per cinque giorni. Dopo il trattamento, i sintomi sono gradualmente scomparsi. Tuttavia, un mese dopo, gli anticorpi per S. mansoni nel sangue erano ancora debolmente positivi, per cui la donna ha ricevuto un secondo ciclo di trattamento per altri cinque giorni. A cinque mesi, la paziente era guarita.

A nostra conoscenza, questo è il primo caso di sparganosi mansoni polmonare segnalato nella Cina orientale – hanno osservato i medici – . Il trattamento con praziquantel per via orale è efficace, sebbene possa essere necessario ripetere il ciclo di terapia”.

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views