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Enorme macchia solare puntata contro la Terra: rischi e probabilità di aurore in Italia

La gigantesca macchia solare AR 3697 si trova nella zona equatoriale del Sole ed è puntata direttamente verso la Terra. Ad oggi ha emesso cinque brillamenti di Classe X, ma nessuno associato a espulsioni di massa coronale (CME). Quali sono i rischi di forti tempeste geomagnetiche e le probabilità di vedere nuove aurore boreali in Italia.
A cura di Andrea Centini
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La macchia solare AR 3697. Credit: NASA/SDO
La macchia solare AR 3697. Credit: NASA/SDO

Sul Sole c'è una “nuova”, gigantesca macchia solare puntata verso la Terra. Il virgolettato è d'obbligo, dato che in realtà si tratta di una vecchia conoscenza, l'enorme macchia solare AR 3664 di classe Carrington che aveva raggiunto il colossale diametro di 200.000 chilometri, quanto sedici terre messe in fila una di fianco all'altra. Dopo essere sparita nei giorni scorsi dal lato destro del disco solare, è rispuntata nuovamente a sinistra in una veste diversa; gli scienziati l'hanno (ri)classificata formalmente col nome di AR 3697. Tecnicamente si tratta di un complesso di macchie solari e non di una singola struttura; ricordiamo che queste regioni più fredde e scure della fotosfera – la superficie solare – si formano a causa di potentissimi campi magnetici che intrappolano il calore delle reazioni nucleari, impedendogli di raggiungere la parte sommitale. Nonostante ciò hanno una temperatura di circa 3.700 °C, in base a quanto indicato dalla NASA.

Nel momento in cui stiamo scrivendo, il 3 giugno 2024, AR 3697 si trova nella zona centrale della stella, appena al di sotto dell'equatore. Ma soprattutto è direttamente puntata verso la Terra; ciò aumenta il rischio di tempeste geomagnetiche significative e, con esso, le probabilità di avvistare nuovamente spettacolari aurore boreali anche alle nostre latitudini, come avvenuto tra il 10 e l'11 maggio scorso, quando gli archi colorati si sono palesati anche in Italia (grazie a una potente tempesta geomagnetica di classe G4). Del resto è stata proprio una serie di espulsioni di massa coronale in sequenza (CME) associata a brillamenti di AR 3664 a far comparire le aurore polari alle basse latitudini, dunque non si può escludere che nella sua "nuova veste" non possa dar vita a ulteriori fenomeni energetici molto potenti. Al momento, tuttavia, i rischi sono limitati.

Alla data odierna, infatti, la macchia solare ha dato vita a cinque brillamenti di classe X, la più potente in assoluto, ma nessuno di essi è stato associato alle espulsioni di massa coronale, il fenomeno responsabile delle tempeste geomagnetiche più forti. In parole molto semplici, questi fenomeni scagliano nello spazio milioni di tonnellate di materiale della stella a velocità spaventose; si tratta di un flusso di particelle cariche elettricamente (plasma) che viaggia sotto forma di vento solare. Quando è indirizzato verso la Terra può colpire e influenzare il campo magnetico terrestre, innescando fenomeni più o meno violenti (e spettacolari come le aurore) in base alla sua energia. Più è violento, maggiore è l'impatto sulla Terra.

Oltre a possibili danni a satelliti e alterazione nei comportamenti migratori degli animali che sfruttano il campo magnetico per orientarsi (magnetoricezione), le tempeste geomagnetiche possono provocare blackout radio e problemi di navigazione. Le più estreme possono “friggere” le linee elettriche e internet. Una tempesta solare di classe G5 come l'Evento di Carrington del 1859 – che all'epoca fece prendere fuoco ai telegrafi – avrebbe un impatto catastrofico sulle nostre infrastrutture ipertecnologiche.

Ma ad oggi, come indicato, AR 3697 non ha scatenato brillamenti associati a CME. La macchia solare ha liberato cinque le eruzioni solari (flare o brillamenti) di Classe X, la più potente in assoluto: un X 2.8 il 27 maggio; un X 1.45 il 29 maggio; un X 1.1 il primo giugno; e un X 1.03 e un X 1.4 il 2 giugno. Secondo il portale specializzato spaceweatherlive nel momento in cui stiamo scrivendo c'è una probabilità del 30 percento che si verifichino ulteriori brillamenti di Classe X violenti. Poiché la macchia solare è puntata direttamente verso di noi, non si può escludere che in associazione a una CME possano esserci nuove e potenti tempeste geomagnetiche, con annesse aurore polari a basse latitudini. Se il Sole sembra piuttosto irrequieto in questo periodo, è perché lo è effettivamente; si sta infatti avvicinando al picco massimo di attività magnetica del suo ciclo di 11 anni, ciò significa un numero superiore di macchie solari ed annessi rischi di tempeste solari.

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