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Tumore al pancreas e alcol, studio canadese: “Ogni 10 grammi al giorno associati a un aumento del rischio”

Ricercatori canadesi hanno determinato che bere alcol è associato a un aumento del rischio di tumore al pancreas. Le probabilità di ammalarsi aumentano per ogni 10 grammi assunti quotidianamente.
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Bere alcol è associato al rischio di diversi tumori aggressivi e fra essi figura anche il cancro al pancreas, tra le malattie oncologiche più subdole e mortali. Un nuovo studio pubblicato sull’International Journal of Alcohol and Drug Research non solo ha determinato che il consumo basso o moderato di bevande alcoliche non offre alcuna protezione dal tumore al pancreas, la cui forma più comune è l’adenocarcinoma duttale pancreatico (oltre il 90 percento dei casi), ma che sussiste una chiara correlazione dose-dipendente con le probabilità di ammalarsi.

I ricercatori hanno osservato che bere più di 24 grammi di alcol al giorno è associato a un rischio di tumore al pancreas dal 10 al 30 percento superiore rispetto a chi non beve; inoltre è emerso che per ogni 10 grammi di alcol (etanolo) assunti quotidianamente tale rischio aumenta del 2,4 percento. Questa quantità è di poco inferiore a quella presente in un bicchiere di vino, che è circa 12 grammi, l’unità alcolica standard. I risultati della nuova ricerca giungono pochi giorni dopo la pubblicazione di uno studio su Nature Health, nel quale è stato determinato che bere anche meno di un bicchiere di vino al giorno è associato a un rischio superiore di 10 tumori (fra i quali anche quello al pancreas). “Per quanto riguarda il cancro, le prove sono coerenti e inequivocabili: il rischio aumenta con qualsiasi livello di assunzione di alcol”, ha dichiarato l’autrice principale dello studio Emmanuela Gakidou, docente presso l’Institute for Health Metrics and Evaluation (IHME) dell’Università di Washington.

A condurre il nuovo studio è stato un team di ricerca canadese guidato da scienziati dell’Istituto canadese per la ricerca sull’abuso di sostanze (CISUR) dell’Università di Victoria, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi della Facoltà di scienze mediche, del Dipartimento di salute pubblica ed epidemiologia dell’Università Dalhousie e del Centro canadese sull’uso di sostanze e la dipendenza di Ottawa. I ricercatori, coordinati dal direttore del CISUR Tim Naimi e dal dottor Jinhui Zhao, sono giunti alle loro conclusioni dopo aver condotto una meta-analisi su 37 studi di coorte caricati sui database sanitari PubMed e Web of Science. A differenza di altre meta-analisi, il professor Naimi e colleghi hanno prestato particolare attenzione a un bias presente in diverse ricerche di associazione dedicate al consumo di alcol: nel caso specifico, il former drinker bias, ovvero quello legato a ex forti bevitori malati classificati come "astemi" solo perché avevano smesso di bere per curarsi, ma che in realtà avevano trascorso gran parte della vita consumando grandi quantità di alcol. Ciò significa che erano ampiamente esposti a potenziali patologie correlate all’uso, dunque non “protetti” come i veri astemi.

Spesso, le persone che si dichiarano astemie in questi studi di coorte erano in passato forti bevitori che hanno smesso per motivi di salute, il che significa che potrebbero ancora risentire degli effetti a lungo termine del consumo di alcol, compresi i casi di cancro. Negli ultimi anni si è cercato di tenere conto di questo fattore per misurare in modo più accurato l’impatto dell’alcol sulla salute”, ha affermato in un comunicato stampa il dottor Zhao. Tenendo presente questo diffuso bias, l’età, il vizio del fumo, le condizioni socioeconomiche e altri fattori confondenti, l’analisi statistica dei dati – 279 stime di rischio su 37 studi di coorte – ha fatto emergere una chiara correlazione dose-dipendente col rischio di tumore al pancreas, per il quale è stato recentemente dimostrato che la pillola daraxonrasib è in grado di raddoppiare la sopravvivenza, un risultato considerato storico e rivoluzionario dagli oncologi.

Il professor Naimi e colleghi non solo non hanno trovato alcuna protezione dal cancro al pancreas a livelli bassi o moderati di consumo di alcol, ma hanno rilevato anche un rischio sensibilmente superiore (10-30 percento) con oltre 24 grammi di alcol – circa due bicchieri di vino – consumati al giorno. Il rischio aumentava del 2,4 percento per ogni 10 grammi di alcol aggiunti. È interessante notare che i ricercatori hanno analizzato i dati anche escludendo il bias di cui sopra, facendo emergere una falsa protezione dal carcinoma pancreatico tra 14 e 24 grammi di alcol al giorno e un rischio ad alte dosi attenuato. Rimuovendo il comune bias, il rischio dose-dipendente è apparso chiaro (e senza protezione a livelli bassi). “Dopo un’analisi rigorosa delle prove disponibili, siamo fermamente convinti che sia giunto il momento di aggiungere il cancro al pancreas all’elenco dei tumori correlati all’alcol”, ha chiosato il professor Naimi. I dettagli della ricerca “Alcohol consumption and the risk of pancreatic cancer: A systematic review and meta-analysis of cohort studies” sono stati pubblicati sull’International Journal of Alcohol and Drug Research

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