Spiritelli rossi osservati nel cielo della Campania, Ing. Minichini: “È la prima volta che vediamo gli sprite qui”

Martedì 14 aprile 2026, nel cielo della Campania è stata documentata per la prima volta l'osservazione di un affascinante fenomeno ottico di colore rosso, che si manifesta con strutture effimere dall'aspetto tentacolare. Gli scienziati le chiamano spiritelli rossi, spettri, folletti rossi o, in modo più formale, sprite, e sono tra i gli eventi luminosi transitori più spettacolari e “inafferrabili” che appaiono nel cielo. Come raccontato dalla NASA, per circa un secolo i piloti di aerei civili e militari hanno raccontato di aver visto fugaci lampi rossi proiettati verso l'alto e al di sopra delle nubi temporalesche, caratterizzati da strutture ramificate che talvolta ricordavano alberi o persino meduse. Nonostante le segnalazioni ricorrenti, gran parte degli scienziati specializzati in eventi atmosferici ha espresso scetticismo sulla loro esistenza, fino a quando, nel 1989, una foto li ha fatti ricredere. Gli sprite erano reali.

Oggi, sebbene ancora non pienamente compresi, questi fenomeni ottici dell'alta atmosfera risultano piuttosto ben documentati, non solo grazie ai passi in avanti in campo tecnologico, con fotocamere sempre più sensibili e accessibili, ma anche al punto di vista privilegiato offerto dallo spazio. In varie occasioni, infatti, gli astronauti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) hanno ripreso imponenti sprite che si ergevano su estesi cumulonembi, mentre sotto di essi la Terra veniva bersagliata da tempeste di fulmini. Sono eventi di brevissima durata – si parla di millisecondi – e richiedono determinate condizioni per essere immortalati, nel cuore della notte.
“Gli sprite – spiega l'Agenzia Spaziale Europea (ESA) – sono grandi scariche elettriche che si verificano a un'altitudine di circa 50-90 km, al di sopra di grandi sistemi temporaleschi”. Ciò significa che si manifestano nel cuore della mesosfera, appena al di sotto della linea di Karman, quella che a 100 chilometri di quota definisce il confine con lo spazio. “Appaiono come lampi rossi, grandi ma deboli, e di solito si verificano contemporaneamente ai fulmini nube-terra che tutti conosciamo”, aggiunge l'ESA. In parole semplici, quando si verifica un fulmine di polarità positiva particolarmente potente, si innesca un significativo campo elettrico diretto verso l'alto che può eccitare e ionizzare le molecole di azoto nell'aria, accendendole del colore tipico degli spiritelli rossi. Questi fenomeni possono mostrarsi in varie forme, conosciute come Palm Tree (a palma), Jellyfish (a medusa), Column (a colonna) e Carrot (a carota).

Gli sprite documentati il 14 aprile 2026 nel cielo della Campania erano di tipo Palm Tree: sono stati catturati dal Sistema di Telerilevamento di fenomeni transitori in atmosfera della Sezione di Caserta dell’Associazione Arma Aeronautica, i cui dati vengono analizzati e gestiti ogni giorno dal Generale dell’Aeronautica Elia Rubino. Nello specifico, il fenomeno è stato immortalato dalla Telecamera Sud del sistema alle 20:45 del Tempo Coordinato Universale (UTC), le 22:45 ora italiana. Si è trattato del quarto evento di questo tipo rilevato nel 2026 dalla Postazione Sud e il primo in assoluto nel cielo della Campania. A confermarlo a Fanpage.it l’Ingegnere Aerospaziale e socio dell’associazione Raffaele Minichini.

Incrociando le osservazioni del sistema LAMPINET (Aeronautica Militare) e del portale Blitzortung.org, il dottor Minichini e il collega Matteo Giordano hanno determinato che gli sprite erano associati a un temporale sul Mar Tirreno, al largo della costa del Cilento, in direzione 172° N e nei pressi di Punta Licosa. La distanza dalla postazione è stata calcolata in poco meno di 110 chilometri, rendendo questo fenomeno uno dei più ravvicinati e chiari in assoluto documentati dall'Associazione Arma Aeronautica, che recentemente ha ripreso anche la disintegrazione di un satellite Starlink e il rientro del secondo stadio di un razzo cinese.
Attraverso un modello geometrico e il software UFOAnalyzer, gli esperti hanno calcolato che gli sprite osservati sulla Campania avevano un'altezza di circa 14 chilometri e la loro sommità raggiungeva quasi i 90 chilometri, dunque “sfioravano” lo spazio. Nonostante il significativo maltempo sul Mar Tirreno, è stato possibile documentare il fenomeno da Caserta grazie a un’apertura nella copertura nuvolosa e alla forte attività temporalesca a Sud, esattamente nella direzione della telecamera, come si legge nel report dell'evento consultato da Fanpage.it.