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Scoperto in UK il più grande scorpione vissuto sulla Terra: “Lungo oltre 1 metro, era all’apice della catena alimentare”

Gli scienziati hanno descritto i resti fossili del più grande scorpione vissuto sul nostro pianeta. Era un predatore di oltre 1 metro, ai vertici della catena alimentare.
Illustrazione dello scorpione gigante vissuto 415 milioni di anni fa, nel Devoniano. Credit: Franz Anthony
Illustrazione dello scorpione gigante vissuto 415 milioni di anni fa, nel Devoniano. Credit: Franz Anthony

Molti milioni di anni prima che la Terra fosse dominata da dinosauri e altri rettili giganteschi, come l'enorme mosasauro soprannominato “Il Cavaliere Nero”, sulla terraferma e in acqua tendevano agguati artropodi che oggi definiremmo mostruosi. Uno di essi è sicuramente Praearcturus gigas, il più grande scorpione mai vissuto sul nostro pianeta, le cui caratteristiche sono state definite grazie a un nuovo studio pubblicato sulla rivista scientifica Paleontology. I suoi resti fossili, scoperti tra l'Inghilterra e il Galles nella Formazione geologica di St Maughans presso l'Old Red Sandstone, furono descritti per la prima volta da Henry Woodward nel 1871, ma da allora la sua reale natura è rimasta controversa.

Inizialmente si pensò che Praearcturus gigas fosse un gigantesco porcellino di terra, un crostaceo isopode (il nome Arcturus fa riferimento proprio a un gruppo di questi animali), poi si ipotizzò che potesse trattarsi di un'altra tipologia di artropode, associata a euritteri, artropleuridi e simili. Solo negli anni '80 del secolo scorso si è iniziato a pensare che potesse essere uno scorpione, un'ipotesi suffragata nel 2015 dalla scoperta in Canada di Eramoscorpius brucensis, sicuramente uno scorpione e con caratteristiche condivise con il protagonista della nuova ricerca. Oggi sappiamo con certezza che Praearcturus gigas era un enorme scorpione lungo oltre 1 metro e con chele di circa 16 centimetri, che terrorizzava le sue prede nel Devoniano inferiore (Lochkoviano), circa 415 milioni di anni fa. All'epoca ancora non erano usciti dall'acqua gli antenati di anfibi, rettili, uccelli e mammiferi e in genere, le taglie – perlomeno nel sito fossilifero britannico – non erano così maestose. Non a caso si pensa che questo animale fosse un predatore ai vertici della catena alimentare della sua epoca di grandi cambiamenti.

A descrivere approfonditamente Praearcturus gigas è stato un team di ricerca internazionale guidato da scienziati britannici della Divisione di Paleobiologia degli Invertebrati e delle Piante del Museo di Storia Naturale di Londra, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi del Dipartimento di Scienze della Terra e dell’Ambiente dell'Università di Manchester e dell'Università Tecnologica di Dublino (Irlanda). I ricercatori, coordinati dal dottor Richard J. Howard, curatore degli artropodi fossili presso il prestigioso museo londinese, sono giunti alle loro conclusioni dopo aver rianalizzato approfonditamente tutti i materiali fossili di diversi esemplari attribuiti alla controversa specie Praearcturus gigas. Alcuni erano nei cassetti del museo da 150 anni. Tra le varie tecniche impiegate per l'indagine la fotografia macro, la tomografia computerizzata (CT scan) e disegni su lucidi.

La chela gigante dello scorpione del Paleozoico. Credit: Museo di Storia Naturale di Londra
La chela gigante dello scorpione del Paleozoico. Credit: Museo di Storia Naturale di Londra

Tra le caratteristiche tipiche da scorpione emerse figurano pedipalpi giganteschi con dito fisso e mobile (quest'ultimo lungo quasi 8 centimetri); la presenza di una superficie strifulatoria presente anche in alcuni moderni scorpioni; una peculiare morfologia del prosoma con solchi specifici; ornamenti tipici di altri scorpioni del Paleozoico; e soprattutto uno sternum allungato e subtriangolare, praticamente identico a quello osservato nel sopracitato scorpione Eramoscorpius brucensis. Le sue chele raggiungevano i 16 centimetri, mentre la lunghezza complessiva superava il metro, secondo le stime. Era un vero e proprio gigante per la sua epoca, soprattutto per una creatura terrestre, tenendo presente che 415 milioni di anni fa al di fuori dell'acqua c'era una biodiversità ancora limitata. Proprio per questo i ricercatori ritengono che questo scorpione gigante potesse condurre vita semi-acquatica; in acqua poteva trovare prede più alla portata delle sue dimensioni, come i pesci.

Quando pensiamo agli artropodi giganti, tendiamo a immaginare millepiedi enormi come l'Arthropleura o ai griffinflies simili alle libellule. Ma queste specie vissero nel periodo Carbonifero, almeno 55 milioni di anni dopo il Praearcturus, quando gli ecosistemi terrestri ebbero il tempo di svilupparsi”, ha dichiarato in un comunicato stampa il dottor Howard. “Praearcturus visse in un'epoca in cui la vita sulla terraferma era appena agli albori e gli antenati di rettili, mammiferi e uccelli non avevano ancora abbandonato l'ambiente acquatico. Ciò suggerisce che questa specie potrebbe aver raggiunto dimensioni così grandi perché, in assenza di altri grandi predatori, era in grado di dominare il proprio ambiente”, ha aggiunto l'esperto. I dettagli della ricerca “A revision of Praearcturus gigas: a giant scorpion from the Lower Devonian (Lochkovian) of Britain” sono stati pubblicati su Paleontology.

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