Scheletro di un uomo del Medioevo con 170 fratture: “Ucciso da un trabucco, sembra investito da un treno”
Le analisi condotte dagli anatomopatologi sui resti di un guerriero deceduto durante il Medioevo, oltre 700 anni fa, hanno fatto emergere un caso eccezionale di morte violenta, il primo del suo genere documentato dalla scienza. Lo scheletro 150, come viene chiamato dagli archeologi, è ciò che resta di un giovane che morì quando aveva un'età compresa tra i 22 e i 34 anni. Fu recuperato nel 1997 sotto la cappella del castello di Stirling, in Scozia, teatro di sanguinosissime battaglie tra il 1296 e il 1304 dopo Cristo. Era insieme ad altri scheletri, tutti risalenti a quell'epoca e con segni di una fine atroce, molto probabilmente legata ai ripetuti assedi cui fu sottoposta la fortezza. Ma lo scheletro 150 aveva qualcosa di diverso: le sue ossa erano spaccate in decine di punti, tanto che gli scienziati, grazie a moderne tecniche di indagine, hanno contato circa 170 fratture in tutto. Per quanto potessero essere vari e terrificanti i modi in cui si poteva perdere la vita all'epoca, una simile condizione è considerata davvero peculiare.
La distruzione dello scheletro 150 è tale che gli scienziati hanno trovato parallelismi con le conseguenze di incidenti moderni, come l'investimento di un treno o uno scontro automobilistico ad altissima velocità. Ma all'epoca non c'erano né treni né macchine. L'unica cosa che avrebbe potuto causare simili ed estese lesioni, secondo gli studiosi, era l'impatto di un proiettile scagliato da un trabucco, una macchina d'assedio medievale simile a una catapulta che era in grado di lanciare massi da oltre 100 chilogrammi ad altissima velocità e a centinaia di metri di distanza.
I trabucchi erano usati per sfondare mura difensive, torri e ponti, oltre che per scatenare il panico tra i soldati nemici; non erano certo progettati per uccidere singoli uomini. Poiché questi strumenti di guerra furono utilizzati anche durante gli assedi del castello scozzese, in particolar modo durante quello del 1304, quando re Edoardo I dispiegò sul campo il trabucco più grande dell'epoca (il War Wolf, lupo da guerra) per vincere la resistenza degli scozzesi, gli scienziati ritengono che il giovane fu ucciso da un pesantissimo masso scagliato da un trabucco. È la prima prova archeologica di una vittima causata da un trabucco. Il giovane fu colpito in pieno e rimase “inchiodato” al terreno. Fortunatamente, evidenziano gli esperti, per quanto atroce sia stata la sua morte, fu praticamente istantanea, alla luce della gravità e della vastità delle lesioni provocate.
I ricercatori dell'Università di Bradford (Regno Unito) e dell'Università di Uppsala (Svezia) che hanno analizzato lo scheletro, anche attraverso scansioni radiografiche e l'avanzatissima micro-tomografia computerizzata (micro-CT), hanno rilevato decine di fratture nel cranio, circa sessanta in tutte le costole e varie vertebre distrutte. I danni, con diverse lesioni a zig-zag, si estendevano da spalla a spalla e per quasi tutta la metà superiore del corpo. Anche una delle gambe risultava frantumata. I ricercatori hanno determinato che il giovane fu colpito alla schiena, mentre era in piedi e aveva le braccia proiettate in avanti. Forse ha visto il proiettile arrivare e ha tentato un disperato tentativo di fuga o riparo; oppure non si è reso conto di nulla ed è stato colto all'improvviso. Ciò che è certo è che la sua fine è stata tanto orribile quanto rapida. “Il confronto con casi forensi noti indica che questo trauma è stato il risultato di un singolo impatto ad alta velocità, probabilmente su un individuo vivente con gli avambracci flessi in avanti e il peso distribuito sugli arti inferiori e sui piedi”, hanno spiegato gli autori dello studio in un articolo recentemente presentato al 25° Convegno Europeo dell'Associazione di Paleopatologia.
Le lesioni non sono compatibili con quelle causate dal calpestio dei cavalli – un altro modo comune di morire per i soldati medievali – né con quelle del crollo di mura o con distruzione delle ossa dopo la sepoltura. “Sembra che sia stato colpito alle spalle da qualcosa che viaggiava ad alta velocità. I casi più simili che ho trovato erano incidenti automobilistici e persone investite da treni”, ha affermato a Science l'autrice principale dello studio Jo Buckberry. “È molto chiaro che l'energia si è propagata attraverso il torace. L'individuo è stato schiacciato a terra piuttosto rapidamente subito dopo”, le ha fatto eco il professor Patrick Randolph-Quinney, biologo e antropologo dell'ateneo svedese coinvolto nello studio. Non è chiaro se il giovane sventurato sia stato colpito proprio dal War Wolf di Edoardo I o da un altro trabucco utilizzato per conquistare il castello.
Una ricerca pubblicata a dicembre del 2025 sulla rivista scientifica specializzata International Journal of Osteoarchaeology ha fatto emergere una morte altrettanto orribile. La TAC eseguita sulla mummia di un uomo deceduto in Cile 1.100 anni fa ha infatti rilevato lesioni traumatiche su tutto il corpo; gli scienziati ritengono che l'uomo che fu ucciso dalla caduta di massi o che fu sepolto vivo dal crollo di una miniera. Una miniera ricca di turchese di epoca preispanica si trovava nei pressi del luogo di sepoltura.