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Rientro anticipato dalla ISS: oggi lo splashdown nel Pacifico degli astronauti dopo un problema di salute

I quattro astronauti della Crew-11 sono rientrati in anticipo dalla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) dopo un problema di salute: oggi, 15 gennaio 2026, lo splashdown della capsula SpaceX Dragon nel Pacifico ha concluso la missione. È il primo rientro anticipato per motivi medici nella storia della ISS.
A cura di Valeria Aiello
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Il momento dello splashdown notturno della capsula SpaceX Dragon nel Pacifico, trasmesso in diretta dalla NASA il 15 gennaio 2026 / Credit: NASA
Il momento dello splashdown notturno della capsula SpaceX Dragon nel Pacifico, trasmesso in diretta dalla NASA il 15 gennaio 2026 / Credit: NASA

La capsula SpaceX Dragon con a bordo i quattro astronauti della missione Crew-11 è ammarata oggi, giovedì 15 gennaio 2026, nell’Oceano Pacifico al largo della costa di San Diego, in California. Lo splashdown è avvenuto alle 3:41 EST, le 9:41 in Italia, segnando il rientro anticipato sulla Terra dell’equipaggio dalla Stazione Spaziale Internazionale.

Il rientro è stato deciso dopo che uno di membri dell’equipaggio ha manifestato un serio problema di salute, una condizione che ha reso opportuno il ritorno sulla Terra per poter effettuare accertamenti e cure presso le strutture mediche di terra. La NASA ha chiarito che la scelta di anticipare la missione è stata presa in via precauzionale, per garantire all’astronauta l’accesso alle migliori risorse sanitarie.

A bordo della navicella viaggiavano gli astronauti della NASA Zena Cardman e Mike Fincke, l’astronauta della JAXA Kimiya Yui e il cosmonauta della Roscosmos Oleg Platonov.

In una nota ufficiale, la NASA precisa che i team stavano “monitorando un problema medico a un membro dell’equipaggio che viveva e lavorava a bordo del laboratorio orbitale” e aggiunge che “il membro dell’equipaggio è stabile”. L’Agenzia sottolinea inoltre che non verranno resi noti né il nome dell’astronauta coinvolto né la natura del problema di salute, per motivi di privacy.

Il rientro conclude una permanenza nello spazio di 167 giorni. È la prima volta nella storia della ISS che una missione con equipaggio viene interrotta anticipatamente per motivi medici, un precedente significativo negli oltre venticinque anni di attività continua del laboratorio orbitale.

Dallo splashdown al ricovero: cosa prevede il protocollo NASA dopo il rientro

Dopo l’ammaraggio notturno nel Pacifico, le operazioni di recupero della capsula SpaceX Dragon sono iniziate immediatamente. Le squadre della nave incaricata hanno messo in sicurezza la navicella, permettendone poi il sollevamento sul ponte principale con gli astronauti ancora all’interno.

Nel comunicato ufficiale, la NASA ha spiegato che “tutti e quattro i membri dell’equipaggio vengono trasportati in un ospedale locale per ulteriori accertamenti, sfruttando le risorse mediche sulla Terra per fornire la migliore assistenza possibile”. Il trasferimento in ospedale rientra nelle procedure previste quando è necessario effettuare valutazioni cliniche approfondite dopo un rientro dallo spazio.

L’Agenzia precisa inoltre che “dopo un ricovero ospedaliero programmato per una notte, l’equipaggio tornerà al Johnson Space Center della NASA a Houston”, dove gli astronauti “si riuniranno alle proprie famiglie e si sottoporranno ai consueti trattamenti di riadattamento e valutazione post-volo”.

Anche in questa fase, la NASA ribadisce che non verranno diffusi ulteriori dettagli medici, nel rispetto della privacy dell’astronauta interessato.

L’impatto sulla ISS: chi è rimasto a bordo e quando arriverà Crew-12

Il rientro anticipato della Crew-11 non interrompe le attività della Stazione Spaziale Internazionale. A bordo del laboratorio orbitale restano gli astronauti della Expedition 74: il comandante, il cosmonauta di Roscosmos Sergey Kud-Sverchkov, il cosmonauta Sergey Mikaev e l’astronauta della NASA Christopher Williams. Arrivati sulla ISS lo scorso novembre a bordo di una navicella Soyuz, continuano a garantire la piena operatività della Stazione, assicurando la prosecuzione delle attività scientifiche e di manutenzione.

La ISS rimane quindi pienamente presidiata, in attesa dell’arrivo del prossimo equipaggio: la missione Crew-12 è prevista nelle prossime settimane, secondo il calendario operativo già definito dalla NASA e dai partner internazionali, che prevede una transizione graduale tra gli equipaggi senza interruzioni delle operazioni.

Dal punto di vista storico e operativo, il rientro anticipato degli astronauti della Crew-11 rappresenta un precedente rilevante: mai prima d’ora un equipaggio della ISS era tornato sulla Terra prima del previsto per un problema di salute. Un evento che mette in evidenza il ruolo centrale dei protocolli medici nelle missioni di lunga durata e conferma l’approccio dell’Agenzia spaziale statunitense, secondo cui la tutela della salute degli astronauti prevale su qualsiasi obiettivo scientifico o operativo.

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