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Ora sappiamo quali sono i gatti più amati: i Vichinghi lo avevano già capito

I gatti arancioni o rossi sono tra i più amati dagli umani, perché ritenuti più simpatici e socievoli. In realtà, sebbene non ci siano studi che associano un tipo specifico di personalità al colore del pelo, secondo diverse ricerche quest’ultimo influenzerebbe molto la percezione umana. Secondo alcuni esperti, perfino i Vichinghi avrebbero subito il fascino del gatto rosso.
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Quando negli anni '60 gli animatori di Disney si misero a lavoro su Gli Aristogatti decisero che Romeo, il gatto protagonista di quello che sarebbe diventato uno dei film d'animazione più amati di sempre, doveva essere rosso. Romeo sarebbe stato un gatto rosso, simpatico, ma anche spavaldo e a volte un po' fuori dalle righe. Praticamente quello che secondo gli amanti del mondo felino è il profilo tipico dei gatti arancioni o rossi.

In realtà la personalità dei gatti rossi è un argomento piuttosto dibattuto tra gli esperti. La comunità scientifica è infatti d'accordo nel riconoscere un temperamento specifico a ogni razza felina (ad esempio si tende ad associare ai persiani una personalità più tranquilla), tuttavia non ci sono evidenze scientifiche che associano il colore del pelo a un certo carattere o personalità. A proposito delle razze feline, è importante sapere che alcune di quelle selezionate sono predisposte per natura a sviluppare malattie e dolori anche molto invalidanti.

Eppure alcuni studi condotti finora sulla percezione che gli umani hanno sui felini non sembrano essere d'accordo. Anzi, secondo alcuni esperti, ci sarebbe perfino un riscontro storico che dimostrerebbe come i gatti arancioni siano più socievoli ed estroversi, a volte difficili da tenere a bada.

I gatti preferiti dai Vichinghi

L'esperto di comportamento felino Roger Tabor ha spiegato alla Bbc che probabilmente i gatti rossi siano stati i gatti più amati dai Vichinghi, che li avrebbero portati dalla Turchia e dal Mar Reno in Europa. Il primo a teorizzare questa parentela tra la popolazione vichinga e i gatti rossi è stato circa 50 anni fa lo studioso Neil B.Todd: in un suo lavoro pubblicato su Scientific American lo studioso aveva mappato la presenza del gatto rosso nelle regioni in cui si insediarono i Vichinghi in Europa e nel Regno Unito.

Secondo la sua ipotesi questi popoli avrebbero portato i loro amati gatti rossi nei viaggi di insediamento in Europa e nel Regno Unito. A conferma di questo, ad esempio, la città di York – ha spiegato Tabor – dove un tempo la presenza vichinga fu molto forte – è ancora oggi abitata da una popolazione di gatti rossi superiore alla media.

Come il colore del pelo influenza la nostra percezione

Sebbene non ci sono altri studi che confermino l'esistenza di un legame tra le popolazioni vichinghe e il carattere amichevole e socievole dei gatti rossi, ce ne sono altri che hanno rivelato come il colore dei gatti influenzi in modo abbastanza prevedibile la percezione che gli umani hanno di loro. Uno studio pubblicato sulla rivista Anthrozoös ha chiesto a un campione di partecipanti di assegnare una descrizione caratteriale ad alcuni gatti (attivo, distanziato, audace, calmo, amichevole, intollerante, timido, testardo, tollerante e addestrabile) solo dalle loro foto. A conferma di quanto detto finora, i gatti rossi sono stati quelli più spesso percepiti come amichevoli e gradevoli.

Oltre a una questione di compatibilità caratteriale, è possibile – spiega ancora Tabor – che i Vichinghi preferissero i gatti rossi anche perché in media questi gatti sono più grandi, sia in altezza che peso, e forti dei loro cugini di altri colori. Tutti questi fattori potrebbero aver contribuito a fare dei gatti rossi, simpatici e forti, i migliori amici dei Vichinghi.

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