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Covid 19

Nuovo vaccino anti Covid e antinfluenzale “2 in 1” di Moderna: innesca robusta risposta immunitaria

Moderna ha presentato i risultati del suo nuovo vaccino candidato mRNA-1083 a duplice azione; con un’unica iniezione protegge infatti da Covid e influenza. Il nuovo farmaco innesca una risposta immunitaria anche superiore ai vaccini contro le singole malattie, inoltre non determina effetti collaterali aggiuntivi. Come funziona e quando potrebbe essere pronto.
A cura di Andrea Centini
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La casa biofarmaceutica statunitense Moderna Inc., in prima linea nella lotta alla pandemia, ha presentato i promettenti risultati del suo nuovo vaccino sperimentale ad azione combinata contro l'influenza e la COVID-19, la malattia causata dal coronavirus SARS-CoV-2. In parole semplici, si tratta di un'unica iniezione (al netto dei richiami) progettata per difenderci sia dall'influenza stagionale che dalla Covid. Il vaccino candidato, chiamato mRNA-1083, sia basa sull'unione di due prodotti sperimentali: l'mRNA-1010, un vaccino antinfluenzale; ed mRNA-1283, l'erede Spikevax, ovvero il vaccino anti Covid di prossima generazione aggiornato contro le varianti di Omicron circolanti nell'ultimo periodo.

Come suggerisce il nome, il nuovo vaccino è un preparato basato sulla nuova tecnologia a RNA messaggero, quella che ha permesso di creare in modo così rapido ed efficace le prime "armi" contro la pandemia di Covid. A differenza dei vaccini comuni a base proteica o vettore virale, quelli a RNA istruiscono il nostro organismo a costruire l'antigene (una proteina dei virus, come la Spike del coronavirus) e a presentarlo al sistema immunitario, spingendolo a generare anticorpi contro di esso e dunque a innescare l'immunità. Nel caso del vaccino combinato mRNA-1083, la risposta immunitaria risulta robusta ed efficace, quanto quella dei singoli vaccini contro l'influenza e la COVID-19, se non superiore.

È quanto emerso dai risultati del nuovo studio di Fase 3 randomizzato e in cieco (per l'osservatore) condotto da Moderna per verificare la reattogenicità e l'immunogenicità del suo nuovo vaccino “2 in 1”. Nel trial clinico sono stati coinvolti migliaia di partecipanti con un'età uguale e superiore ai 50 anni, una fascia d'età avanzata scelta appositamente poiché si ritiene che è proprio ad essa che il vaccino anti Covid continuerà ad essere somministrato in futuro (anche se chiaramente l'obiettivo e fornirlo a chiunque desideri proteggersi dai patogeni). I ricercatori hanno messo a confronto i risultati della risposta immunitaria dell'mRNA-1083 con quella di altri vaccini, somministrati singolarmente o combinati (uno dopo l'altro). Dai risultati è emerso che oltre ad eguagliare le risposte anticorpali dei vaccini già raccomandati, il nuovo preparato antinfluenzale e anti Covid ha innescato risposte immunitarie più elevate contro tre specifici ceppi di virus influenzali, ovvero H1N1, H3N2 e B/Victoria. In altri termini, sembra funzionare molto bene, ma dovrà essere dimostrato anche in ulteriori studi.

Al momento tali risultati sono stati presentati solo dalla casa farmaceutica, ma presto verranno dettagliati in un congresso con l'obiettivo di sottoporli successivamente a revisione paritaria e pubblicarli su una rivista scientifica autorizzata. Un vaccino unico contro le due malattie provocate dai virus respiratori rappresenterebbe un vantaggio significativo sia per chi offre il servizio che per i pazienti, che dovranno sottoporsi a un'unica iniezione. “"I vaccini combinati hanno il potenziale di ridurre il peso dei virus respiratori sui sistemi sanitari e sulle farmacie, oltre a offrire alle persone opzioni di vaccinazione più convenienti che potrebbero migliorare la compliance e fornire una protezione più forte dalle malattie stagionali”, ha dichiarato in un comunicato stampa Stéphane Bancel, l'amministratore delegato di Moderna. “Moderna è l'unica azienda con un vaccino combinato di Fase 3 contro l'influenza e il COVID risultato positivo. I dati positivi di Fase 3 ottenuti contro i virus respiratori nel nostro portfolio ci ispirano a continuare ad affrontare importanti esigenze mediche insoddisfatte e a promuovere la salute pubblica”, ha chiosato l'esperto.

Tra i dati più interessanti della nuova ricerca vi sono anche quelli relativi agli effetti collaterali. In base a quanto dichiarato da Moderna, il vaccino candidato mRNA-1083 ha innescato reazioni non dissimili da quelle dei vaccini già usati contro le singole malattie, ovvero dolore al sito di iniezione, arrossamento e spossatezza. Con il vantaggio di dover affrontare questi lievi disturbi una sola volta per combattere due malattie. Ricordiamo che sia l'influenza che la COVID-19 non sono assolutamente da sottovalutare, soprattutto per le persone anziane e fragili; entrambe sono ancora oggi responsabili di migliaia di morti ogni anno. Il nuovo vaccino, come indicato da Moderna alla BBC, potrebbe essere pronto nel 2026, con qualche speranza per il 2025.

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