Malattie intestinali croniche, scoperto un segnale che può impedire l’infiammazione: lo studio della Cornell

Sebbene non se ne parli spesso, le malattie infiammatorie croniche intestinali colpiscono più persone di quanto si pensi. Solo in Italia si stima – spiega la Fondazione Humanitas – che ne siano interessate circa 250.000 persone. Ma a renderle un tema di interesse nella comunità scientifica è anche e soprattutto l'allarmante aumento di casi che si sta registrando da qualche decennio a questa parte: nello specifico solo negli ultimi 30 anni le diagnosi globali secondo alcune stime sarebbero aumentate dell'85%.
Oggi però il lavoro di un gruppo di ricercatori del Weill Cornell Medicine potrebbe aver individuato un nuovo meccanismo coinvolto in queste malattie, che se confermato da ulteriori studi potrebbe aprire le porte a nuove possibilità di trattamento, non solo per le malattie infiammatorie croniche intestinali, ma anche per le allergie alimentari e altre malattie autoimmuni. Lo studio è stato pubblica a fine aprile sulla rivista scientifica Journal of Experimental Medicine.
"Una scoperta inaspettata"
Nei loro esperimenti i ricercatori hanno compiuto quella che hanno definito "una scoperta inattesa" studiando i segnali cellulari con cui le cellule del sistema immunitario riescono a riconoscere e a "tollerare" i batteri "buoni" che vivono nel microbioma intestinale e le proteine estranee derivate dagli alimenti. È questa tolleranza che impedisce al sistema immunitario di attaccare batteri e proteine estranee evitando quindi l'infiammazione intestinale.
La scoperta è stata "inaspettata" perché i ricercatori hanno visto che proprio bloccando uno dei segnali cellulari ritenuti fondamentali per per permettere alle cellule immunitarie responsabili della tolleranza (cellule T regolatorie o Treg) di espandersi si riusciva a indurre il meccanismo della tolleranza nell'intestino. In sostanza, i ricercatori hanno scoperto che nell'intestino le cellule Treg potrebbero seguire un schema di segnali cellulari opposto a quello con cui si attivano al di fuori dell'intestino.
Il ruolo del sistema immunitario
Questa scoperta, che finora è stata confermata solo in fase preclinica, se verrà consolidata con studi successivi aggiunge informazioni su come funziona il sistema immunitario, nello specifico a livello intestinale. È fondamentale conoscere i meccanismi dietro alla tolleranza perché le anomalie nel funzionamento del sistema immunitario sono la causa di molti disturbi, soprattutto a carico del tratto gastrointestinale – spiegano gli autori – dove si trovano molte molecole estranee provenienti dagli alimenti e microbi residenti nell'intestino. È infatti grazie al meccanismo della tolleranza che normalmente la loro presenza non causa una risposta del sistema immunitario. Per questo i ricercatori ritengono che questa scoperta potrebbe aprire le porte a nuovi trattamenti contro le malattie infiammatorie croniche causate da malfunzionamenti della risposta immunitaria.